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LILLERI & LALLERI

SENZA LILLERI UN SI LALLERA

Rubrica semi-seria a cura di Lorenzo (il vostro segretario)

 

Perché senza lilleri un si lallera?

Perché in fondo è una assoluta verità della vita, ma anche del mondo pallonaro.

Perché è una espressione tipicamente fiorentina ma non l’unica per fortuna…

Perché con un po’ d’ironia pungente si cela un pensiero profondo.

Perché questa rubrica vuole essere così, come chi la cura, leggera, ironica ma anche vera e genuina.

Perché vuole essere raccontata anche da voi, perché senza le vostre idee questa rubrica resta sconsolatamente muta.

 

Scrivetemi all’indirizzo e-mail: lillerielalleri@hotmail.com e discuteremo insieme sulla nostra amata Fiorentina e di tutto ciò che le gravita attorno.

Forza Viola!

Lorenzo

 

 

In ritiro con Marro


luglio 2005

 

La sera di giovedì 14 luglio il mio telefonino squilla, dall’altra parte la voce entusiasta di Marro mi stura un orecchio: “Allora Lore, sabato vieni a Folgaria?”

Parte così la stagione di Marro, da Folgaria sulle Dolomiti in ritiro nell’albergo di lusso “Golf Club” lo stesso che ospita la squadra viola.

Ad accompagnarlo Davide amico del proprietario dell’hotel, il che spiega molte cose.

Me lo immagino Marro che si aggira per l’albergo alla ricerca di autografi e fotografie ricordo in compagnia dei vari Frey, Jorgensen, Pazzini e del mito Delli Carri!

“Lore, il primo a cui chiederò l’autografo è Delli Carri! Mito Delli Carri!”.

Non lo posso accompagnare, impegni vari mi costringono a rimanere a casa.

Rimaniamo d’accordo che al suo rientro faremo un’intervista per il nostro sito. Detto fatto.

Incontro un raggiante Marro pochi giorni dopo a cena, è pronto ed ha voglia di raccontarmi la bellissima esperienza vissuta sulle Dolomiti.

Inizialmente rimane sul vago accennandomi del viaggio abbastanza tormentato. Sull’autostrada nel weekend ha trovato diversi rallentamenti, ma quando inizia a raccontarmi dell’albergo e di ciò che ha visto e vissuto direttamente a contatto coi giocatori diventa un fiume in piena.

Noto che si infervora particolarmente quando ricorda Pantaleo Corvino. Gli deve piacere il nuovo direttore sportivo viola perché me ne parla entusiasta.

L.:  “Allora, ci hai parlato con Corvino?”

M.: “Sì, sì, gli ho parlato…quando mi ha visto in tribuna di fianco a lui mi ha chiesto se ero un giornalista… io gli ho detto di no. Gli ho detto che ero un tifoso. Mi ha guardato con aria stranita e mi ha chiesto come mai fossi lì. Gli ho detto che noi tifosi arriviamo sempre dove vogliamo!”

L.: “Gli hai chiesto se ha intenzione di comprarci qualche giocatore veramente forte?”

M.: “Mi ha detto che stanno lavorano per noi tifosi per non farci soffrire più come l’anno scorso… Che i tifosi della Fiorentina meritano una squadra forte che sia in grado di darci soddisfazioni… Che basta aver pazienza stando sempre vicini alla squadra…”

L.: “Tutte cose dette e ridette…Noi ci speriamo sul serio glielo hai spiegato?”

M.: “Certo! No non si vuole più soffrire come l’anno scorso, glielo ho detto sì! Gli ho detto: “Signor Corvino, noi non vogliamo più perdere 6-0 col Milan e fare brutte figure, mi raccomando!”. Lui mi ha risposto di stare tranquilli di farli lavorare con serenità che quest’anno ci toglieremo delle soddisfazioni… Se lo dice lui…”

L.: “Già, se lo dice lui… E dei giocatori? Chi hai visto da vicino e con chi hai parlato?”

M.: “Guarda Lore, da vicino li ho visti davvero tutti, ma proprio tutti tutti…”

L.: “Ci credo, li ho visti anch’io da vicino l’anno scorso a Vigo di Fassa…”

M.: “No Lore, io non li ho visti come te, io ci ho mangiato assieme e sono stato con loro sul pullman che li portava al campo di allenamento…”

L.: “Che culo! E dai, racconta allora…” (l’invidia mi rode n.d.r.)

M.: “Ho avuto modo di scambiare due chiacchiere con Frey… Prima di tutto devo dirti che non sembra come appare in televisione…”

L.: “Perché?”

M.: “Perché è una montagna! Alto e con una pancia enorme! Sembra grasso… Comunque gli ho parlato perché io ho una zia che abita nella città in cui è nato in Francia, Tonone le Bains. Anzi, mia zia è una pediatra e mi ha detto che lo ha visto nascere…”

L.: “Ma dai…”

M.: “E’ vero! Mi ha chiesto come mai conoscessi la sua città ed io glielo ho spiegato. Era sorpreso e divertito. Gli ho detto inoltre che doveva essere orgoglioso di giocare nella Fiorentina e lui con la testa ha annuito… E’ un grande e poi è simpatico, a tavola ero vicino a lui e continuava  a scherzare con me e con gli altri… Era divertito dal fatto che Davide ed io fossimo lì con loro a cena… Io non ci credevo… Lore, è stato davvero incredibile, ti rendi conto… I’ Marro a cena con la squadra!”

L.: “Mi rendo conto della fortuna che hai avuto! Sei stato lì una sera e una mezza giornata ed eri non solo nello stesso hotel ma anche a cena con loro e sullo stesso pullman che li portava al campo!A proposito della partita, altra cosa che hai vissuto da privilegiato in tribuna con Corvino, hai visto l’arrivo di Toni?”

M.: “Sono stato i primo tifoso a chiedergli l’autografo! Quando siamo arrivati al campo lui era lì in attesa dei compagni. Aveva appena finito la presentazione alla stampa con Corvino. Io mi sono avvicinato e lui ha sorriso, ha detto che noi tifosi siamo incredibili, arriviamo e sbuchiamo da tutte le parti. Comunque l’autografo e una foto non me li ha negati. Vedrai la foto, gli arrivo giusto giusto alla spalla, forse… (è vero, è un gigante… n.d.r.). Poi, nel parlare ci siamo promessi una cosa, una cosa segreta che dirò a te ma che non devi scrivere… Lui rideva e mi ripeteva che noi tifosi siamo un piacevole tormento…”

 L.: “Quindi? Una bella esperienza vero? Siete rientrati tranquillamente?”

M.: “Una bella esperienza davvero, ero già stato in ritiro quando c’erano Bati, Rui… ma allora erano inavvicinabili, li transennavano e noi li vedevamo di sfuggita… Stavolta non mi sembrava vero, erano lì a pochi passi e ci potevo parlare, toccarli… Per il rientro non abbiamo avuto problemi, abbiamo speso bene i nostri soldi, ci dovevi essere!”

L.: “E’ vero, ci dovevo essere ma è come se ci fossi stato. Grazie Marro per avermela raccontata”.

M.: “Ah Lore, mi raccomando, non scrivere della promessa segreta con Toni! Quella la conosci solamente tu…”

Che amico…

 

 

 

Brezza d’estate


luglio-agosto 2005

 

Da qualche anno a questa parte durante l’estate il mondo del calcio impazzisce. Nel corso dei mesi estivi i casi di Genoa, Torino e Perugia hanno canalizzato l’attenzione su tribunali, giudici e avvocati facendo dimenticare l’aspetto tecnico e soprattutto facendo passare in secondo piano i divertenti pronostici di pre-stagione agonistica.

Lo sappiamo tutti che in agosto ogni squadra è pronta a dar battaglia per il titolo, per la qualificazione Champions/U.E.F.A per salvarsi “tranquillamente”.

Gli acquisti sono “i migliori possibili”, gli obiettivi sono importanti ma non si devono rivelare perché sempre bisogna “giocare giornata per giornata” e perché “non dobbiamo credere d’essere già salvi o di aver vinto il campionato…”.

I nuovi giocatori hanno grandi motivazioni, vogliono vincere tutto e giocare sempre. Il: “cercherò di mettere in difficoltà il mister” è il minaccioso proclama dei giocatori rimasti e messi in discussione dai nuovi arrivati.

Sicuramente la Fiorentina non è stata da meno, obiettivo Champions dicono gli addetti ai lavori, squadra rivoluzionata (in segno della continuità che negli ultimi quattro anni ci ha contraddistinto…), Andrea Della Valle in balaustra, giocatori motivati e allenatore valido. I tifosi gongolano e comprano abbonamenti, tutti contenti e felici. Il nuovo direttore sportivo Pantaleo Corvino ormai è visto come un mago che riesce a far andare l’acqua in salita dopo esser riuscito a cedere gli “eccellenti” Helguera, De Vezze, Bacis.

Arrivato a Firenze a sostituire Lucchesi il “Leo” si è rimboccato le maniche ed ha compiuto una vera e propria epurazione. La diaspora dei giocatori viola è continuata senza sosta per tutta l’estate. Finalmente giunti al termine del calcio-mercato, le “perdite” ammontano a 28 unità mentre gli acquisti a 13.

Il risparmio, così è stato dichiarato in conferenza stampa, è di 16 milioni per questa stagione e 31 per gli anni successivi.

Il ragioniere Corvino ha raggiunto il suo obiettivo ma per ora il buon Pantaleo vola basso:

“Bisogna vivere domenica dopo domenica per regalarci delle soddisfazioni…

…Non parlo di obiettivi, dico solo che dobbiamo dare delle soddisfazioni ai tifosi domenica dopo domenica. Gli obiettivi sono cose che riguardano il futuro. Non dobbiamo creare falsi traguardi e falsi ottimismi”

La politica della società è radicalmente cambiata, si punta ai giovani, che rappresentano il futuro, che ci porteranno in alto, che ci consentiranno di aprire cicli vincenti… insomma, le solite frasi trite e ritrite però giustificate anche dalla scelta del nuovo allenatore Prandelli che, magari avrebbe voluto un rinforzo in più, ma che con i giovani ha sempre lavorato bene.

Insomma a Firenze soffia una leggera brezza di cambiamento.

In società le speranze per far bene ci sono, ma  tra i tifosi si va per eccessi opposti, da chi impaziente vuole divertirsi,indipendentemente da chi scenda in campo, a chi avrebbe voluto giocatori più forti e più collaudati, da chi si esalta e predica trionfi, a chi vede difficile anche la salvezza. Come sempre.

Bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno?

Scottato dal campionato scorso non voglio lanciarmi in pronostici ma la Fiorentina che sarà inizia già a piacermi adesso.

 

 

 

“Fiore” di maggio


Maggio 2005

 

Ore 12 c.ca - Autostrada del Sole, nei pressi di Roncobilaccio…

 

Sulla via di Firenze la domenica mattina del 29 maggio i miei pensieri si accavallano.

A tre ore di distanza dalla gara speranza col Brescia mi chiedo se questo viaggio non sia solo tempo sprecato.

Le possibilità di permanenza in serie A della Fiorentina sono poche pur vincendo l’incontro, ma, stranamente, non sento emozione e provo un’insolita tranquillità. Mi sento come se stessi andando a vedere un amichevole pre-campionato.

Non so spiegarmi se questo stato d’animo è rassegnazione oppure sicurezza che tutto andrà per il meglio.

 

Ore 14.25 – Curva Ferrovia stadio Artemio Franchi, Firenze.

 

All’interno dello stadio gli idranti dei compassionevoli pompieri in servizio cercano vanamente di rinfrescare i tifosi delle curve.

Ci saranno 35° e letteralmente si bolle al sole rovente.

Manca poco meno di mezz’ora all’inizio della gara ma l’attesa è lunghissima.

I tifosi bresciani pigiati all’inverosimile all’interno del “formaggino” mi ricordano che anche loro sono lì con la stessa speranza di salvezza.

Inganno il tempo con un paio di telefonate ai miei fratelli. Quello vero: Francesco. Quello di sofferenza sportiva: Marro. Dico loro che per il momento mi preoccupa di più un’insolazione piuttosto che una sconfitta e la conseguente retrocessione.

Non è assolutamente vero.

Mento sapendo di mentire.

Meccanismi di auto-difesa del tifoso, valli a capire…

 

Ore 16.35 – Curva Ferrovia stadio Artemio Franchi, Firenze.

 

Riganò gol ed è 3-0! Incredibile!

Riga è entrato, ha toccato due palloni e al secondo ha fatto gol.

La partita è virtualmente chiusa. La Fiorentina ha fatto il proprio dovere ed ora tutto lo stadio attende e spera nei risultati degli altri campi.

Siena, Lecce, Roma, Bologna, tanti risultati ed epiloghi ancora da scrivere, ma anche tanti i minuti che ci separano dalla fine delle partite.

Ormai addosso non ho più una maglietta ma un sudario. La sofferenza, il caldo, l’emozione ora li sento. Eccome…

Non riesco più a vedere la partita, a stare fermo ed a mantenermi calmo. Chiedo a tutti quelli che ho attorno che mi diano delle informazioni riguardo alla classifica. Spedisco una decina di sms per farmela dare e non stacco gli occhi dal tabellone dello stadio. Per la prima volta in tutta la giornata provo paura.

Un brivido mi scuote nel momento in cui il Siena passa in vantaggio sull’Atalanta ed i bresciani ci cantano: “Non cantate più!”. Seguito dal temuto: “Serie B! Serie B!”. Una vera pugnalata al petto.

A questo punto non riuscirei a sopportare la retrocessione.

Spero, forse prego, affinché il Parma ed il Bologna non segnino spingendoci nel baratro.

Penso all’epilogo di molti anni fa quando pur vincendo 6-2 sul Foggia di Zeman retrocedemmo in serie B a causa di risultati farsa su altri campi.

Di Livio è richiamato in panchina, ha dato tutto ed esce mostrando a tutto il pubblico la maglietta numero 7. Il capitano ci vuol far capire che ha lottato per la maglia. Il pubblico approva e ricambia con un’emozionante standing-ovation. Un esempio per tutti, un gran capitano e un grande uomo. Non smetterò mai di ringraziarlo perché con grande umiltà è ripartito dalla C2 con la Fiorentina fallita e da ricostruire.

Collina fischia la fine.

Il campo ha decretato per il Brescia la certezza della Serie B ma noi siamo ancora in attesa di certezze, belle o brutte.

In questi minuti concitati vedo gente incredula, contenta per la vittoria ma allo stesso tempo preoccupata per la nostra sorte ancora da decidere.

Il tabellone non indica più nulla, lo speaker dello stadio è muto.

Chiamo Marro…

Nella confusione riesco a capire solo:

“A Lecce deve finire…il Parma sta attaccando…mamma mia…!

E’ FINITAAAA! SIAMO SALVIIII! LORE, SIAMO SALVIII!!”

Mi sento sollevato, grido, esulto, vorrei abbracciare Marro e mi unisco ai festeggiamenti.

SIAMO SALVI!

Lo stadio esplode di gioia, la gente si abbraccia, si leva il coro “Serie B! Serie B!”. Stavolta all’indirizzo dei bresciani, gli altoparlanti riecheggiano l’inno viola, Riganò in lacrime fa il giro dello stadio per ringraziare tutti i tifosi. Finale da libro “Cuore”.

Festa sugli spalti e tripudio di bandiere e sciarpe viola.

Non abbiamo vinto né campionato né coppa ma la festa è uguale.

Firenze è così, prendere o lasciare, passionale anche per le salvezze insperate. Inoltre, Firenze non dimentica: “Juve, Juve, VAFFAN…” e “Amo Liverpool, amo Liverpool, amo Liverpool!”.

Ubriaco di gioia mi ricompongo e ricomincio a pensare al viaggio di ritorno. Lungo, faticoso ma dolce come lo zucchero…

 

Ore 20.45 c.ca – Autostrada del Sole, nei pressi di Parma.

 

Dico a Jorge: “Oh! Il prossimo anno Champions League! Tra due finale e coppa!”.

Jorge convinto: “Sicuro! E tra tre Intercontinentale a Tokyo! Quanto costerà il viaggio?”

Rispondo: “Qualche migliaio di euro e qualche giorno di ferie. Chiama Marro per sapere se dobbiamo prenotare anche per lui…”

Jorge componendo il numero di telefono: “Marro, a Tokyo ci verresti?...”

 

Com’è bello sognare.

 

 

Lorenzo

 

 

 

Esoneriamo i calciatori!


Febbraio 2005

 

Prologo:

Domenica 20 febbraio 2005, Siena - stadio Artemio Franchi

6° minuto del primo tempo, Tore Andre Flo gol. BUIO…

 

Dopo il brodino Parma ecco la solita bastonata.

Ad un punto dalla (per ora) meritata retrocessione Firenze si sveglia dal torpore per finalmente capire che qualcosa non gira come dovrebbe.

Inevitabile quindi un inizio di settimana al vetriolo con i giocatori accusati di scarso impegno, allenatore in croce e tifosi sul piede di guerra.

La tregua è rotta, la pazienza è esaurita. Quella del popolo e soprattutto quella della dirigenza.

L’unica via percorribile, anche perché è l’ultima rimasta, è quella di mandare la squadra in ritiro per cercare di recuperare quel senso di unità e concentrazione che sulla tortuosa via è stato smarrito.

Così dall’inizio della settimana la squadra ha traslocato a Montecatini e a me sembra solo un bene. Per loro…

Un bene per loro perché se per caso siete dei lettori del sito www.fiorentina.it potreste imbattervi in commenti di questo tipo:

Maramaldo afferma:

“In ritiro a Montecatini? Non male come idea, ma perché non a Viareggio? Così almeno in discoteca ci andavano a piedi. Ma che sono ritiri questi? Portateli a Camaldoli dai frati. 8 ore di allenamento, cena frugale (pane e acqua) 2 paternostri un salve regina e poi a letto alle 8. Mattina dopo alzarsi per i vespri alle 5 alle 7 zappare orto incantucciare pomodori ore 8 a correre sulle montagne a piedi scalzi e con il solo saio addosso. Poi vedi come cambia la resa in campo!”

Oppure, Franco da Firenze:

“C’è tanta terra da dissodare, in Maremma. Mandateli lì in ritiro”.

Come dargli torto?

D’altronde gli abbonati, i tifosi che si sciroppano chilometri e chilometri ogni domenica per seguire la squadra si meritano di più. Nel mondo c’è gente che onestamente “zappa” per guadagnarsi la pagnotta, quindi, per compensazione sarebbe giusto mandare i nostri giocatori, dato che non si impegnano onestamente,  a dissodare le terre maremmane.

La pazienza è finita, almeno (e direi: anche) la mia.

La Fiorentina vista a Siena è stata uno scandalo. Uno spettacolo pietoso.

La colpa non è di Zoff, né di Buso e tantomeno di Mondonico. La colpa è dei giocatori, campioni e presunti tali.

Vedere sprecare un sicuro pareggio per inseguire la gloria personale mi ha fatto imprecare anche contro Miccoli. Sul quale fino ad ora non si può proprio dire nulla.

Non si può buttare al vento simili occasioni!

Se accadono cose del genere vuol dire che non si ha ben chiaro l’obbiettivo della squadra: nell’immediato quello di pareggiare (e non perdere!) e in prospettiva la salvezza.

La dirigenza, secondo me ridimensionata notevolmente dalla successione alla presidenza di Gino Salica con Andrea Della Valle (forse ugualmente capace ma non dello stesso spessore) ha deciso di intervenire obbligando i giocatori al ritiro forzato. Per forza, esonerare un terzo allenatore avrebbe rasentato il ridicolo.

Mi chiedo se non sia troppo tardi e se non si potevano prendere provvedimenti prima.

Ciò nonostante c’è chi continua a confermare la fiducia ai viola in un anno in cui tutto sembra andare per il verso sbagliato. Infortuni a catena, sconfitte ripetute, prestazioni scadenti e torti arbitrali palesi.

Sarà, ma secondo me molte sono le similitudini con il campionato ‘92-’93, un campionato raccapricciante e terribile, ancora fresco ricordo nella memoria dei tifosi.

Partimmo con la sfrontatezza delle grandi squadre, con tanto di presentazione della squadra in pompa magna in Piazza Santa Croce.

Cecchi Gori presentò al pubblico lubidrio una coppia di attaccanti destinata (sulla carta) a far sfracelli, tanto che tifosi e critica la ridenominò “BABA’”, Batistuta – Baiano; un campione d’Europa, Brian Laudrup; il nuovo Beckembauer, Stefan Effenberg.

Tutto molto bello, peccato che quello stesso anno in difesa presentavamo i vari Mareggini, Luppi, Faccenda, Dell’Oglio, Carnasciali, Pioli e Carobbi. Non proprio dei fulmini di guerra.

Vedemmo succedersi sulla panchina ben quattro figure: Radice, Agroppi e la strana coppia Chiarugi – Antognoni e come tutti ricordano finì tra i pianti dei tifosi.

La paura visti i risultati attuali è legittima.

Una paura che taglia le gambe dato che dobbiamo affrontare un campionato in salita per la lotta alla salvezza con giocatori sì bravi ma giovani e inesperti.

Vorrei essere fiducioso, vorrei poter dire che alla fine ci salveremo senza grossi problemi ma ora come ora la sensazione di vedere che la Fiorentina stia scavando ancora sul fondo non me la toglie nessuno.

 

Lorenzo

 

 

 

 

 

 

 

Libere Opinioni


venerdì 3 dicembre 2004

 

In attesa di ispirazione, più o meno “a mezzo del cammin…”, propongo di dare qualche giudizio sui nostri valorosi prodi:

Portiere: 7

Lupatelli è veramente forte e non me lo aspettavo. Scettico sin dal ritiro sulle sue qualità ma soprattutto per il suo inusuale look è stato una vera sorpresa.

A Palermo ha fatto i miracoli, a Messina ha salvato il risultato più volte. Riesce a dare l’impressione di sicurezza. Mi spiace enormemente per “terremoto” Cejas (sfortunatissimo) ma il posto per il momento è del LUPO.

Difesa: 6

Viali sopra le attese, sta giocando piuttosto bene e con sicurezza guida il reparto. Alcune ingenuità, vedi espulsione di Roma e rigore col Messina.

Delli Carri ha dato esperienza ed è in ottima forma fisica (il dribbling su Adriano chi se lo dimentica?), sto imparando ad apprezzarlo per la grinta più che per i suoi piedi non propriamente vellutati.

Dainelli è forte e giovane ma commette qualche ingenuità di troppo. Le punte veloci ed esperte gli scappano via spesso. Gioca d’anticipo e non sempre è il primo ad arrivare sul pallone…altrimenti si chiamerebbe Nesta. Ha fatto due bei gol ed è un ottimo colpitore di testa.

Chiellini è SUPER ma ha il cervello proiettato all'attacco. I gobbi se lo riprenderanno. Non esiste un altro giocatore del genere nel campionato italiano. Ricorda nel fisico e nelle movenze il grandissimo Briegel.

Maggio non è pervenuto.

Ujfalusi ha buoni piedi ed una buona corsa.

Non è un azzardo farlo giocare talvolta a centrocampo. Mi ha sorpreso in positivo perchè ritenevo che fosse una bufala.

Centrocampo: 6.5

Ottimi giocatori e buoni rincalzi. Per me la buona riuscita della nostra stagione dipende dai giocatori di questo reparto. In serie A poche squadre hanno così talento in mezzo al campo.

Maresca e Obodo sono il nostro fulcro di gioco. Dai loro piedi e dalle loro prestazioni dipendono le sorti di ogni gara. Obodo è un mastino ed ha una buona tecnica, rende di più tra le mura del Franchi che in trasferta. Maresca è quasi sempre francobollato da un marcatore della squadra avversaria e non sempre riesce ad esprimersi al meglio. Ci ha regalato una perla con la Reggina quando gli avversari si sono dimenticati di lui.

In progresso Nakata e Jorgensen. Il primo,fino al momento, ha lasciato un po’ tutti perplessi per prestazioni non proprio esaltanti. Credo (soprattutto spero) che si riprenda e che torni a livelli almeno accettabili ma il dubbio che rappresenti un’abile operazione di marketing mi assale. Il secondo, dopo un inizio disastroso si è parzialmente riscattato col gol al Lecce e la prestazione sostanziosa di Torino. Aspetto un suo rendimento meno altalenante.

Per motivi affettivi, la mia PALMA D'ORO va a Luca Ariatti.

Non avrà i piedi di Maradona (come qualcuno vorrebbe, vero Ettore?) ma si fa un "MAZZO" così ad ogni partita. Ha meritato ed onorato la fascia di capitano. Gli auguro un velocissimo recupero.

Attacco: 5.5

Fino a prima del rientro del Riga a consistenza "00" (zero-zero come la farina). Poi, leggermente meglio.

Miccoli ha tolto le castagne dal fuoco e non si discute, anche se a volte è lezioso. Capisco che cercare di fare gol “a cucchiaio” per lui sia un desiderio incontrollabile ma se non lo provasse tutte le domeniche ci risparmierebbe qualche batticuore di troppo e forse segnerebbe qualche gol in più.

Portillo è incompreso ma credo che riuscirà a ritagliarsi spazio. Più per merito di pressioni esterne che per merito di Buso.  Fantini è volenteroso ma è più pericoloso se non parte tra gli undici titolari.

Non a caso si è fatto notare di più nelle due partite in cui è subentrato negli ultimi minuti, Juventus e Messina. Due palloni giocati e …quasi due gol.

Riga... beh, lui è super e lo dimostrerà anche in serie A (alla faccia di chi diceva che non era buono nemmeno per la serie B). Anche se a mezzo servizio credo che sia indispensabile per il tipo di gioco della squadra. Buso lo conosce bene perché lo ha allenato a Taranto e suppongo che lo farà giocare spesso.

 

Per gennaio direi che servono 3 rincalzi, uno per reparto o due difensori ed una punta alla Riganò.

Su chi non ha giocato (vedi Valdes) non mi esprimo. Dico solo che non illuda il gol al Parma in Coppa Italia.

Buso non mi fa nè caldo nè freddo. Non discuto la sua sapienza tattica ma a mio modesto parere non ha il carisma di Mondonico, più spontaneo e sanguigno. In questo momento va bene perchè con lui qualche risultato è arrivato ma di miracoli di sicuro non ne ha fatti ed il gioco espresso dalla squadra nella sostanza è identico a quello del Mondo. La tifoseria credo sia più o meno in sintonia con il sottoscritto ed auguro a Buster Keaton di non inanellare un’altra serie di pareggi. 

Ultimo, un plauso alla dirigenza, la famiglia Della Valle ha dimostrato di aver palle ed entusiasmo.

Tener testa al “tri-polio” Juventus-Milan-Inter (in rigoroso ordine d’importanza) non è da tutti e la cosa inorgoglisce ogni tifoso viola quasi quanto avere una squadra all’altezza della situazione.

 

 

Criptati


lunedì 11 ottobre 2004

 

La gioia per la serie A conquistata a giugno non può bastarci per parlare serenamente della stagione appena cominciata. Malgrado gli acquisti del calciomercato e  la sottoscrizione di circa 23000 abbonamenti, il popolo viola restante, ovvero quello non residente a Firenze e zone circostanti, vive con l’amarezza di non poter vedere la propria squadra in tv per il mancato rinnovo del contratto con SKY. Stando ai giornali le due parti in causa sono tutt’ora molto distanti dal raggiungere un accordo sui diritti tv e presentano la battaglia della famiglia Della Valle non più come semplicemente economica.

Per il patron della Fiorentina, Diego Della Valle,  l’acquisizione dei diritti televisivi è una questione di principio. Egli stesso ha recentemente affermato che è opportuno dare valore all’operato della/e società in modo equo ed  invece, i veri valori non sono proporzionalmente rispettati.

Sky non si è mossa dall’ultima offerta presentata sul finire dell’estate, più o meno 15 milioni di Euro. La Fiorentina ne chiede almeno 30 in virtù della tradizione, degli abbonamenti e del bacino di utenza che rappresenta.

L’ultimo periodo vissuto su questo infruttuoso tira e molla ha prodotto l’evento clamoroso dell’oscuramento televisivo della Fiorentina. Vero paradosso dell’era mediatica dei reality shows.

Nella mia visione limitata delle cose ho tratto due diverse conclusioni:

secondo la prima, istintiva, egoistica e  di tifoso, affermo che è meglio accettare l’offerta di Sky senza creare ulteriori problemi perché altrimenti rimaniamo criptati per tutto l’anno. Quindi: “pochi maledetti e subito”.

La seconda conclusione è più ragionata, deriva guardando le cifre indicative dei contratti SKY (la fonte è Gazzetta. n.d.r.) sin qui stipulati dalle 19 società di serie A e dalla Serie B:

 

JUVENTUS       90 milioni di euro                MESSINA                          7.5

MILAN            81                                  SAMPDORIA                      7.3

INTER             65                                  REGGINA E ATALANTA         7

ROMA             40                                  LECCE E LIVORNO              6

LAZIO             40                                  SIENA                              5

PARMA            24.8                                CHIEVO                            2.1

PALERMO         15                                  BRESCIA                          1.7

BOLOGNA         13.4

UDINESE          12.9                                Serie B (Contratto collettivo) 17

CAGLIARI         12.5

 

mi fa affermare che è giusto dare alla Fiorentina ciò che gli spetta e che la cifra proposta da Della Valle non sia poi così proibitiva. Fermo restando che lo stesso Della Valle ha dichiarato che accetterebbe anche quanto offerto da SKY a patto che l’emittente dimostri con parametri adeguati che la Fiorentina vale quella cifra (15 milioni). A me piacerebbe che SKY giustificasse le cifre date alle altre 19 società, in particolare al Parma.

La soluzione sta nel mezzo, sempre che una soluzione sia possibile e che la si voglia trovare.

Noi tifosi lontani da Firenze ce lo auguriamo.

  

 

 

 

Inchinatevi A Firenze


lunedì 19 luglio 2004 (dedicato a chi so io)

 

Tutto cominciò nel lontano settembre 2001…

Un’ avventura durata due anni e mezzo in quel di Samarate.

La serie A l’abbiamo sognata ed alla fine anche noi nel nostro piccolo ce la siamo meritata.

Tra cene, domeniche alternative, scherzi e screzi partendo da vere incazzature, depressioni cosmiche, senso d’abbandono al triste destino, per arrivare alle sentite, sincere lacrime di gioia.

Dal baratro al paradiso o, se preferite, dalle stalle alle stelle attraverso un percorso insidioso, duro, pieno di ostacoli e prese per il culo da parte dei nostri avversari.

“Avete fatto la fine che meritavate!” dicevano. Oppure: “Finalmente non ci romperete più le palle!”.

Ci schernivano perché noi giocavamo col Poggibonsi, l’Imolese, il Sassuolo.

Ebbene, idealmente questa vittoria la voglio proprio dedicare anche a  tutte queste persone. Magari le stesse che questa estate soffriranno vedendo la loro squadra sull’orlo del fallimento.

Auguro a loro un : “Provare per credere”. Perché solo provando si può capire.

Dicano pure che ci hanno dato una grossa spinta ripescandoci in serie B.

Va bene, sarà anche vero.

Però voglio solo ricordare che la Fiorentina la promozione in serie A l’ha guadagnata sul campo, lottando per ben 50 partite, senza aiuti o favoritismi, anzi.

Qualcuno non voleva che ritornassimo in serie A?

Poco importa, non ci è dato sapere.

La realtà è che, piaccia o meno, ci siamo davvero riconquistati il maltolto, ci siamo ripresi la nostra storia. Con nostra somma gioia e felicità alla faccia di tutti e tutto.

E’ stata una vittoria collettiva per una città e per tutto il popolo viola sparso per il mondo, per chi relegato sui campi di serie C aveva la dignità di scrivere: “Da Wembley a Gualdo Tadino orgoglioso d’esser Fiorentino”; per chi ha dovuto sperare in gol di attaccanti dal nome improbabile come Felice Evacuo, per chi sognava lo straniero alla Rui Costa e si è ritrovato Hutwelker ed Helguera, per chi non gradiva quella maglia bianca con banda viola e giglio rosso senza nomi sulle spalle che non  ti faceva riconoscere nessuno, per chi trovava strano chiamare la propria squadra Florentia Viola, per chi sorride pensando che a portarci in serie A sia stato un tifoso viola d.o.c., per chi la sera del 20 giugno ha issato in curva quello striscione bellissimo che solo un fiorentino poteva  scrivere e che recitava così:

 

“E FINALMENTE USCIMMO A RIVEDER LE STELLE…”

 

GRAZIE RAGAZZI

 

Lorenzo

 

 

Nuvole nere?


Venerdì 7 maggio 2004    

Sono trascorsi due mesi e mi scuso con i miei intimi lettori per la prolungata assenza.

Riprendo il filo del discorso in un momento sotto tono della Fiorentina. Non lo faccio apposta.

In due mesi si sono susseguite molte vittorie e si è materializzata una rincorsa che sembrava impossibile. Un periodo davvero esaltante per i colori viola, le prime vittorie in trasferta a Verona, Como (io presente) ed Avellino; la fantastica rimonta col Palermo, la supremazia dimostrata col Messina.

Sembravamo inarrestabili e volavamo sulle ali dell’euforia,  trascinati dal nostro fantastico pubblico.  La serie A si avvicinava giornata dopo giornata in un crescendo rossiniano. Tutte rose e fiori ma, lo sappiamo benissimo, sul cammino del successo ci sono molti ostacoli, possono presentarsi delle difficoltà, possono esserci delle battute d’arresto. E’ normale. Come perdere a Livorno.

 

Sabato 1 maggio

 

La festa dei lavoratori non è stata la festa dei tifosi viola.

Una giornata angosciante per l’attesa della gara col Livorno all’Ardenza e per la resa dei viola sul campo.

Impietoso l’epilogo della partita con il 2-0, limpido, cristallino, senza appello inflittoci dagli amaranto.

Lucarelli – Protti, 44 gol in coppia, sono stati di un altro livello, irraggiungibili.

Il Livorno sta meritando la serie A e lo sta dimostrando sul campo con i fatti.

Ciò nonostante, credo che la Fiorentina non abbia giocato male. Qualche occasione da gol l’abbiamo avuta e nel secondo tempo dell’incontro abbiamo mantenuto il possesso palla anche se sterile.

Tre difensori in linea: Savini, Delli Carri e Viali per le loro caratteristiche non sono stati in grado di arginare l’onda d’urto livornese. Sulla fascia sinistra l’asse Maggio – Fantini è stato letteralmente spazzato via,  direi dal solo Chiellini. Fantini in particolare è risultato come “non pervenuto”, sperso in un ruolo non ben definito di seconda punta o laterale.

Col senno di poi si può affermare che Mondonico, come a Genova, abbia commesso degli errori di valutazione nell’impostare la formazione di partenza, con il risultato devastante di giocare per 20 minuti in equilibrio e poi di permettere al Livorno di chiudere la pratica in soli 3’ minuti. Un amen.

Nulla da dire. Il risultato è giusto, anche se a noi fa un male incredibile.

A sei giornate dal termine del campionato ci ritroviamo al settimo posto in classifica a 2 punti dalla sesta (Piacenza); a 5 punti dalla quinta (Livorno).

Per ora, manteniamo la speranza di agguantare il sesto posto per disputarci lo spareggio con la quart’ultima della serie A. Cosa probabile anche se di difficile realizzazione.

Un’ ipotesi surrogata anche da siti autorevoli dove, per esorcizzare la paura, si propagano sondaggi sulla promozione con l’intento di far sentire, nonostante tutto, ottimismo intorno alla squadra.

Personalmente ritengo che ancora non tutto è perduto e dissento quindi dall’ipotesi mistica del miracolo come paventa il nostro presidente (l’orso) proprio sulla nostra home page.

Giocare e vincere, questa è la retta via. Senza paure né patemi. La serie A è lì alla nostra portata, non sprechiamo questa occasione unica.

Dai viola! Siamo con te!

Lorenzo

 

Con sincera partecipazione


Mercoledì 10 marzo 2004

Per la prima volta quest'anno sento il desiderio di scrivere per il mio club, "Unione Viola Lombardia". Con la doverosa premessa di fare ammenda in quanto ho sì frequentato molte volte il sito, ma per molti motivi non ho mai lasciato il segno sotto la forma di messaggi sul Forum e/o quant'altro.
Per chi non lo sapesse sono il cordiale, burbero ed incazzoso fratello del segretario....un pò più anziano e con tanta anzianità viola in più....
Ho masticato la Fiesole dal 1973 al 1994 più o meno continuativamente......Facevo parte dei vecchi Ultras Viola e per chi non lo sa conoscevo il Pompa.
Anche io ultimamente mi sono unito al coro : Il Pompa vive !
Ma questi sono ricordi di vecchie comari.....

Negli ultimi tre anni ho fatto una scelta personale : quella di non vivere più la Fiorentina durante la settimana, ma solo nel giorno della partita....ormai ne ho viste troppe e i dolori sono stati tanti....le gioie poche...

L'unico momento di passione puramente viola è stato quando nell'estate del 2001, dopo l'infasta partita di Supercoppa Italiana persa con la Roma all'Olimpico e dopo aver dovuto sopportare gli scherni di Totti, mi sono deciso a lanciare un appello tramite il sito www.fiorentina.it per la creazione di un Viola Club in Lombardia....

Da lì ho conosciuto tutte le persone che adesso frequentano il mio club. Ho fatto fare la tessera anche a mio suocero, che è tifoso del Como.....

Ma veniamo ai giorni nostri....condivido pienamente le analisi del segretario....e come dissi all'inizio della stagione : ci dovremo rassegnare ad un campionato di transizione in serie B. Sinceramente lo preferisco...Le motivazioni sono molteplici.
Ho grande fiducia nella società, perchè ha dato dimostrazione fino ad ora in una dose del 95 % di essere seria e preparata. Di aver mantenuto le promesse fatte.
Ho solo due appunti : la scelta della conduzione tecnica (Cavasin non era il massimo) e la troppa accondiscendenza nei confronti del popolo Viola.
Su quest'ultimo punto mi spiego meglio : ritengo che fosse il caso, nel giorno in cui siamo stati ammessi d'ufficio alla Serie B, fare ammissione d'umiltà e scegliere di fare il cosiddetto campionato di transizione.
Perchè ? Perchè avremmo rispettato il programma dei tre anni in Serie A. Questa è una cosa che la quasi totalità del popolo Viola dimentica. Sarebbe troppo bello avere tutto e subito. Ma Don Diego aveva detto tre anni. Se quest'anno non si sale, poco male. L'anno prossimo è il terzo...ma così abbiamo la possibilità di preparare meglio la campagna acquisti, la preparazione e soprattutto di scegliere la conduzione tecnica....
Anche io come il simpatico Spacciatore ho preferenze particolari per alcuni giocatori....ma ritengo che la valorizzazione del vivaio viola sia molto importante.
L'esempio di Magnanelli in prima squadra nelle ultime due partite mi conforta.

Se vogliamo passare all'aspetto tecnico vi elenco alcune cose che mi piacerebbe vedere realizzate.

  a.. Squadra da mettere in campo ora :
  1.. Cejas
  2.. Maggio
  3.. Scaglia
  4.. Magnanelli
  5.. Viali
  6.. Lucarelli
  7.. Camorani
  8.. Piangerelli
  9.. Riganò
  10.. Fontana
  11.. Graffiedi
Qualcuno mi dirà : Scaglia ????!!!!  Sì Scaglia, perchè come esterno sinistro è l'unico puro che abbiamo. Giocherei a tre dietro e gli elementi che ho scelto sono l'ideale.
Il centrocampo con due mangiatori di palloni. L'esterno destro puro lo abbiamo : Camorani ed è quello il suo ruolo. Fontana a creare per Riganò e Graffiedi. Sì, Graffio perchè è l'unico secondo me che ha dimostrato di poter convivere con Riga.
Il soldatino in panca come uomo di esperienza.

  a.. Nuova conduzione tecnica per la prossima stagione. I preferiti per me sono in ordine gerarchico :
  1.. Novellino ;
  2.. Cosmi ;
  3.. Perotti (all'Empoli sta facendo molto bene e con un finto centroavanti come Rocchi...)
  a.. Acquisti :
Portieri/Difensori : Cudicini, Abbondanzieri, Fabio Aurelio, Carrozzieri
Centrocampisti : Kosowski, McBride,Pedretti e un tipino alla Schwarz...
Attaccanti : Donovan, Djouf, Jaiziri e i miei due sogni : Alberto Luque e Diego Tristan

Beh Spacciatore ? Cosa ne pensi ?

Un saluto viola a tutti.

Francesco Campioni

 

Meritiamo di più


Lunedì 01 marzo 2004

 

Firenze. Nei pressi dello stadio “Artemio Franchi”

L’insofferenza del popolo viola non tarda a manifestarsi. Ci si aspetta molto di più, l’amore che i tifosi viola danno non è giustamente ripagato.

 

 

Domenica 29 febbraio 2004

Prenotati i biglietti al sabato decidiamo di muoverci in sei per raggiungere Piacenza che stando alle previsioni ci aspettiamo di trovare innevata. La trasferta sin dalle prime ore sembra improba, difficile e con tante incognite. Arriveremo in tempo? Le strade saranno agibili? Il campo di gioco è stato telonato ma gli spalti saranno ripuliti dalla neve? Soprattutto, la squadra ce l’avrà fatta a raggiungere Piacenza? Queste sono tutte le domande che il  sabato sera circolavano nel club. La nostra unica certezza però rimaneva quella che noi qualunque fosse stato il tempo saremmo partiti alla volta della città emiliana. Stoici e convinti di vivere la domenica della svolta.

Memori della brutta esperienza di Torino, questa volta decidiamo di appoggiarci agli Alterati Piemonte e Lombardia e partiamo in pullman. Ritrovo alle 12.30 lungo la tangenziale ovest di Milano, tutti pronti e via si parte! Il pullman è carico di viola, per me è la prima volta e l’impressione che mi da questo gruppo è davvero buona. Organizzazione, cordialità  e discreta puntualità. Il viaggio è tranquillo e veloce. Arriviamo a Piacenza in un’ora ed abbiamo il tempo di recuperare i biglietti e gustarci un ottimo ed abbondante salamino alla piastra. Di neve nemmeno l’ombra ma noi c’eravamo in ogni modo tutelati. Tanto meglio così.

In meno che non si dice ci ritroviamo all’interno di un’oscenità indescrivibile che porta il nome di stadio “Garilli”. Ci si chiede come mai abbia fatto quest’impianto ad ospitare per anni la serie A e le tifoserie calde e numerose che la popolano.

I tifosi piacentini sono una sparuta e commovente presenza nella curva opposta, incolori, anonimi ed infreddoliti. Mi ricordano seppur in quantità appena maggiore quelli dell’Albinoleffe. Mah…noi siamo notevolmente di più, coloratissimi e caldi nonostante i 5°.

La partita ha inizio. La Fiorentina è a tre punte ma non punge, il Piacenza controlla il possesso del pallone ma non incide. L’arbitro Morganti prende un paio di decisioni scandalose a favore dei padroni di casa e per poco non ci scappa un gol beffa. Per me la gara è da 0-0 ma forse a crederci di più sono i biancorossi. Dopo il the caldo dell’intervallo i nostri rientrano in campo più convinti. Convinzione che dura poco più di 15’. Infatti, al primo affondo del secondo tempo il Piacenza si porta in vantaggio. Da questo momento si può dire che viene spenta la luce sul campo di gioco. La Fiorentina letteralmente si squaglia come neve al sole ed il Piacenza con il secondo affondo merita il doppio vantaggio e chiude le ostilità. Monta il malumore sugli spalti tinti di viola, salgono alti nel cielo i primi fischi impietosi che via via si tramutano in olè di sberleffo quando i piacentini fanno la classica melina a centrocampo. Un’ umiliazione. Con la memoria ritorno indietro nel tempo di almeno 10 anni, stadio “Giuseppe Meazza” (la Scala del calcio) di Milano serie A, Milan-Fiorentina 2-0 Desailly e Di Canio. Stessa sorte, stesso trattamento in campo e sugli spalti. Ritorno alla realtà e penso: “Va bene sono stati più forti, ma qui siamo al Garilli e i loro tifosi sono quattro gatti, CAZZO!” Inconsapevole mi unisco al coro “Meritiamo di più!” e lo canto convinto e disperato. Mi sento affranto e deluso, inizio a sentire freddo e sulle mie convinzioni iniziano a formarsi le prime crepe. Come facciamo ad arrivare in serie A? Perché non riusciamo a vincere in trasferta? E’ mai possibile che le nostre illusioni siano così infrante ad ogni partita? Soprattutto per quale strano motivo Di Livio è titolare inamovibile in questa squadra? Completamente bollito, il soldatino non corre nemmeno più come qualche anno fa, più che giocare parla di continuo con i compagni, con l’arbitro, con se stesso. E’ imbarazzante e indisponente.

Lungo il viaggio di ritorno, maturo una decisione importante: per quest’anno un’altra trasferta a Como e poi basta.

Io ho già dato.

 

Ciao Marco


Sabato 14 febbraio 2004

Sto tornando a casa da una cena, accendo la radio è apprendo che Marco Pantani non è più tra noi.

Le parole non servono, sarebbero banali e scontate.

La tristezza e la compassione sono più forti.

Io preferisco ricordarlo com’era.

Ciao Pirata

Lorenzo

                                                                 

                                        

 

 

06/02/2004 - Cambiamo fin che siamo in tempo


Venerdì 06 febbraio 2004

 

No ragazzi, così proprio non va!

Il Pescara che domina a Firenze e ci strappa un meritato punto, Amerini che c’infila il classico gol dell’ex e per finire la Curva Fiesole che lancia i primi fischi di contestazione ai nostri giocatori.

Archiviamo la domenica sportiva con un passo indietro nel cammino insidioso verso la serie A.

Tra noi tifosi c’è chi affrettatamente (?) tira le prime “fiatate maleauguranti” e vede addensarsi scuri nuvoloni all’orizzonte, e chi non ce la fa più nemmeno a vedere Cavasin.

I giocatori che fino a pochi giorni fa erano considerati promesse, fenomeni, salvatori della patria, sono ora diventati dei clamorosi brocchi incapaci di giocare a pallone.

E’ facile scoraggiarsi con questa Fiorentina ma le contestazioni e i processi non portano quasi mai a niente di buono. Sarebbe più utile un urgente, severo, contrito e convinto esame di coscienza da parte di tutti. Insomma, diamoci una regolata tutti quanti, tifosi, allenatore e giocatori!

Della Valle si è “frugato” e la sua parte l’ha fatta, 12 acquisti sono tanti e tutti i nuovi arrivi sono migliori dei precedenti. Questo è un dato di fatto e di più, onestamente, non gli si può chiedere.

Cavasin deve cercare di cambiare qualcosa e prendere delle decisioni ferme e convinte. Da parte mia auspico che il nostro tecnico prenda coscienza della posizione che gli compete e che con grinta faccia rispettare le sue decisioni. Questo perché nelle ultime domeniche ha mostrato più una faccia da agnello sacrificale che da guerriero. Per fare un esempio vorrei vedere la faccia di Cavasin come quella di Capello.

I giocatori devono rendersi conto (subito) che giocare con sufficienza non basta. Prendere gol ad ogni partita è una cosa preoccupante e pareggiare in casa lo è altrettanto se poi non si riesce a vincere mai in trasferta.

Partite come quella di domenica vanno vinte per forza, a maggior ragione se si gioca tra le mura amiche. Vincere sempre e in ogni modo anche se ad affrontarci ci fosse il Real Madrid.

Non si dimentichino che la maglia viola va onorata e che Firenze è un’opportunità grande per la loro carriera e la devono sfruttare.

I tifosi si schierino soltanto per la maglia e cerchino di evitare le contestazioni. Semmai cerchino il confronto civile e diretto con i giocatori. Tifo entusiasta pari all’impegno mostrato in campo dai giocatori. Come dire: “Patti chiari e amicizia lunga”.

Da parte mia i sentimenti sono combattuti. L’amore per la Fiorentina e Firenze cozzano in maniera violenta con la rabbia per le partite come quella di domenica.

E’ mai possibile soffrire così tanto? Perché non riusciamo a vincere e dominare questo campionato e queste squadre? In effetti, i nostri tifosi non sbagliano quando gridano: “Meritiamo di più!”.

In ogni modo, malgaro le domeniche passino e la Fiorentina mantenga pressappoco la stessa posizione in classifica, resto convinto nelle possibilità enormi di questo gruppo e devo dire anche di Cavasin.

Tra le attenuanti e colpe varie è indubbio che i punti persi per strada sono molti ma è anche vero che il campionato non è ancora finito e che non perdiamo da 5 partite.

In conclusione non è tutto da buttare, però da ora in poi è meglio che Camorani stia in panchina.

Non possiamo permetterci di regalare dei giocatori agli avversari.

Questo proprio non dobbiamo farlo.

Lorenzo 

20/12/2003 - Eccomi di nuovo!


Mercoledì 21 gennaio 2004

 

Il mese sabbatico è concluso e mi scuso quindi per il mancato aggiornamento della mia rubrica anche se credo non in molti ne avranno sentito la mancanza viste le ultime scarse affluenze sul sito.

Ebbene, durante la vacanze natalizie ho trascorso dei giorni di ferie a Firenze. In questo mese ho avuto modo di leggere due interessanti libri sulla Fiorentina e mi sento in dovere di consigliarvene la lettura. I due testi sono: “99 giorni” di Carlo Pallavicino e “La mia voce in viola” di David Guetta. Ovviamente non sono due testi fondamentali della narrativa italiana ma possono essere utili per capire meglio lo spirito fiorentino a chi di Firenze non è.

Intimista il primo, “cronologico” il secondo, per motivi diversi aiutano il lettore a ripercorrere la storia recente della Fiorentina, tra gioie e dolori.

Detto questo, mentre mi documentavo sulla Fiorentina che fu, la Fiorentina presente attingeva a piene mani dal mercato di riparazione acquistando ben 8 giocatori (se non è un record poco ci manca) rinforzandosi notevolmente.

Nel clima di rinnovata fiducia ed esaltazione, durante il quale Della Valle è stato incoronato come re di Firenze per il suo prodigarsi alla causa viola, abbiamo potuto apprezzare il mirabolante primo tempo della gara interna col Catania. 3 a 0 rotondo con gol di due nuovi arrivi, Vryzas e Fantini, il tutto condito da un gioco e giocate da leccarsi i baffi. Purtroppo il secondo tempo ci ha fatto ritornare con i piedi per terra e nonostante la pochezza dei nostri siamo riusciti comunque ad incamerare gli agognati 3 punti. In classico stile fiorentino, quello del PATIMENTO.

Contenti per il risultato ci accorgiamo che la settimana successiva si gioca a Torino. Non posso mancare, la squadra ha vinto, i nuovi arrivi mi convincono, Torino è abbastanza vicino ed in più diversi di noi vogliono spingersi in Piemonte nonostante il freddo della stagione.

La settimana scorre regolarmente nell’attesa della partita di domenica.

Tra chi in fibrillazione cerca di organizzare il tutto per il meglio e chi invece si mantiene tranquillo arriviamo al rendez vous di domenica mattina alle ore 10 spaccate (minuto più, minuto meno…) davanti a casa di Ettore. Partiamo con il problema dei biglietti (ma ci rassicura il fatto che il “Delle Alpi” è una cattedrale nel deserto e che sicuramente sarà mezzo vuoto) e senza Marro che passerà la domenica a fare il falegname...

Partiamo in 5 e 2 ci aspetteranno a Torino. In due ore raggiungiamo un ottimo ristorante dell’interland torinese dove ci rifocilliamo ben bene. Spendiamo poco e degustiamo un vinello niente male. Nonostante una deviazione non voluta verso la tenuta di Stupinigi siamo in linea con la tabella di marcia. Ciò ci consente di arrivare puntuali allo stadio, e nell’ordine parcheggiamo ad un tiro di schioppo, familiarizziamo con un ultras granata, riabbracciamo il grande Fabio (Mareggio o Spacciatore), compriamo i biglietti.

Entrando nello stadio semi-vuoto riecheggiano i cori di fratellanza delle due tifoserie ed è bello saltare tutti insieme e cantare a squarciagola il classico universale e mai tramontato inno: “JUVE, JUVE VAFFAN…..”.

Fa freddo, il formaggino che ci ospita è pieno di viola provenienti da tutta Italia. Siamo belli con le nostre sciarpe, i nostri vessilli e i nostri cori.

La partita finisce 1-1 senza troppi clamori ma avremmo potuto vincere agilmente. Il rigore non l’ho voluto vedere, un po’ per agitazione, un po’ per scaramanzia.

L’abbraccio collettivo susseguente al gol è l’ultimo ricordo positivo del pomeriggio perché all’uscita dallo stadio troviamo un vetro infranto dell’auto e la mia macchina fotografica volatilizzata nel nulla.

Faccio notare che la stessa era nel bagagliaio dell’auto, pertanto non in vista. E’ evidente che qualcuno all’arrivo ci ha curato. La stessa sorte è toccata ad altre quattro auto limitrofe. Il parcheggio l’abbiamo pagato (!). Ne concludo che stare a Torino è come stare a Palermo, infatti i titolari delle bancarelle vicine non hanno visto e sentito nulla e di conseguenza non parlano nemmeno sotto tortura…

Al ritorno in un autogrill nei pressi di Torino, incontriamo Giovanni Galli che nel far benzina alla sua auto con gentilezza ci esprime il suo dispiacere per l’accaduto e per il risultato dell’incontro che proprio non lo lascia soddisfatto. Ci lasciamo con una promessa o consolazione o speranza, ci rifaremo nella prossima  gara.

Ma il viaggio di ritorno per me è colmo di rabbia, mi autocommisero e provo rimorso per non aver lasciato la macchina fotografica a casa.

Annotazione personale:

i ladri sono delle merde.

Colui che mi ha rubato la macchina fotografica spaccando il finestrino dell’auto di mio fratello sarà stato sicuramente GOBBO e gli fanno degna compagnia i venditori delle bancarelle.

Venerdì 16 gennaio in anticipo la Fiorentina gioca col Cagliari l’ultima partita del girone d’andata.

Sulla carta la gara è difficile. Si rivede a Firenze dopo anni il grande campione sardo Gianfranco Zola ed è a ragion veduta il giocatore più temuto degli ospiti.

Nonostante ciò il Cagliari non sta facendo il campionato che era nelle attese ed in più ha cambiato in corsa l’allenatore trovandosi in ritardo rispetto alle prime in classifica.

Come la Fiorentina,  gli ospiti devono vincere la partita ma, gioca in trasferta e deve pagare dazio per il pubblico di casa e soprattutto per Riganò che infila una doppietta magistrale che regala la vittoria ai viola.

Il club è un’autentica polveriera, mai così tanti i presenti. Siamo soddisfatti per la vittoria sofferta, per l’ottima cena, per le numerose presenze, per la sana amicizia che si è creata tra noi. Per ora siamo a tre risultati utili consecutivi e speriamo che questa striscia si allunghi. La rincorsa alla serie A è ancora lunghissima, la squadra nuova fa ben sperare e noi rimaniamo ottimisti come sempre.

Domenica c’è l’ Atalanta e se deciderò di andare a Bergamo lo farò in treno.

 

 

 

20/12/2003 - Magna Grecia


Mercoledì 17 dicembre

 

 

Preso Vryzas. Il centravanti greco, in forza al Perugia, arriverà a Firenze il 2 Gennaio e potrà da subito allenarsi con la sua nuova squadra. La trattativa è andata in porto nella serata di ieri, a Gaucci andranno 2,5 milioni di euro più Said e Manfredini. Nella trattativa, però, potrebbe essere inserito anche il giovane De Vezze. (da www.fiorentina.it)

 

La Fiorentina ufficializza l’acquisto del greco Zisis Vryzas. E’ il primo colpo di mercato promesso da Diego Della Valle, un uomo di parola.

Personalmente ritengo che questo attaccante anche se non è il cosiddetto fenomeno, possa garantire al nostro attacco più incisività in fase realizzativa. Anche se non è un bomber puro la sua velocità ed intelligenza tattica possono ben integrarsi alle caratteristiche di Riganò. Non è detto che Cavasin non faccia giocare i tre attaccanti insieme: Riganò, Vryzas, Graffiedi con quest’ultimo leggermente arretrato.

Sulla carta mi sembra un buon attacco. In serie B ce ne sono forse di più affiatati e sicuramente più prolifici, ma è comunque un buon punto di partenza su cui possiamo sperare bene.

Mi sono interessato per ottenere su questo attaccante greco qualche informazione in più.

Sul sito ufficiale del Perugia www.perugiacalcio.it viene descritto così:

 

ZISIS VRYZAS

Caratteristiche:
il maggior talento tecnico del Perugia.Centravanti generoso e virtuoso.il suo altruismo e’ pari alla sagacia tattica con cui sa muoversi in campo.movenze ora feline ora potenti.un giocatore bello da vedere.un professionista esemplare
.

 

Mesi fa, acquistai un libro autobiografico di uno, a mio modesto parere, dei migliori allenatori del campionato italiano: Serse Cosmi. Tra le pagine di questo libro dal titolo:

Serse Cosmi con Enzo Bucchionil’uomo del fiume – la mia vita, il mio calcio” edito da Baldini&Castoldi, annotai questo passaggio:

 

“…Ma qualche cassetta l’ho portata anch’io a Gaucci. Ho i miei pallini che non vengono necessariamente dal Congo Belga. Abbiamo visto e rivisto Bazzani, sono riuscito a convincere Alessandro, ma il Venezia non ce l’ha voluto dare. E’ arrivato l’anno dopo, a volte basta aspettare.

Con Vryzas invece, abbiamo giocato d’anticipo. Contestati dalla tifoseria dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia, nell’estate del 2000 ci siamo rifugiati in Grecia per qualche giorno di allenamento e un’amichevole con il Paok Salonicco. Nel secondo tempo loro fanno entrare un giocatore svelto, molto tecnico, che rispetto agli altri sembra un campione. Mi piace, faccio domande. Vengo a sapere che si chiama Zisis Vryzas, che non lega con l’allenatore e si sente sottoutilizzato. Per me era da prendere subito al volo. Ma non volevo allargarmi, temevo che tutti quei provini notturni mi avessero dato alla testa. Non avendo registratore e cassette sottomano, mando un messaggio telefonico ad Alessandro Gaucci. Lui decide di farlo venire in Italia per valutarlo meglio. Cinque giorni dopo organizziamo quasi apposta per lui un’amichevole contro il Bologna. Lo metto fra i primi undici e nell’intervallo lo chiudo nello spogliatoio: era stato il migliore in campo, non volevo farlo vedere a nessuno. Ha firmato subito, è costato pochissimo, nel suo primo anno italiano ha segnato nove gol e lavorato moltissimo per la squadra. E non è finita qui.”

Caro Zisis,

ben arrivato!

 

Lorenzo

 

 

 

 

 

16/12/2003 - Dalla disfatta di Ascoli alla sofferenza veneziana


Domenica 14 dicembre 2003

 

Domenica scorsa ho assistito al primo vero tracollo della nostra squadra. La sconfitta era nell’aria dato che giocavamo fuori Firenze, ma mai mi sarei aspettato una sconfitta di dimensioni catastrofiche.

L’Ascoli sembrava il Brasile di Ronaldo e Rivaldo ed invece in campo c’erano Pià e Fontana…

Sotto l’acqua i nostri avranno sì cantato Viola Alè ma hanno preso anche QUATTRO sonori ceffoni senza aver modo di replicare. Al club qualcuno ha commentato che venire ancora a vedere la Fiorentina è diventato un vero e puro atto di masochismo.

Ha ragione.

Dire che ho visto una partita di calcio è un eufemismo, l’Ascoli ha letteralmente giocato come il gatto fa col topo. In campo c’erano 11 persone in maglia bianco-viola che trotterellavano qua e là senza aver mai la palla tra i piedi. 11 estranei.

Al 20’ del secondo tempo (o forse prima) ho ritenuto che giocare a spider era più divertente e mi sono limitato ad ascoltare i commenti infuocati dei miei colleghi-soci dalla saletta attigua.

Durante la settimana molteplici sono stati i processi. Cavasin ha salvato la panchina almeno fino a gennaio come da volontà del nostro grande Presidente. Riganò si è sbilanciato dicendo che nelle prossime due gare la squadra cerca almeno 4 punti.

Di Livio ha ammesso in un’ intervista alla “Gazzetta dello sport” che effettivamente la squadra è innervosita per le ultime scadenti prestazioni ma che tutti stanno lavorando per offrirci un gioco più convincente. La società fa sapere già da tempo che si sta muovendo sul mercato per gli agognati rinforzi che arriveranno a gennaio. I tifosi passano così una settimana tumultuosa mantenendo però la solita incrollabile fiducia. Mi giungono voci che per domenica ci sarà allo stadio una grandiosa scenografia natalizia. Nella vittoria noi ci crediamo sempre, anche dopo batoste come quelle di Ascoli.

La domenica arriva senza ulteriori scossoni.

In mattinata arrivano le notizie più clamorose, ma non riguardano la Fiorentina:

Saddam Hussein viene finalmente catturato dagli americani.

Il mondo può respirare il vento fresco e pulito della libertà. E’ una data storica e noi la stiamo vivendo.

Il Milan perde ai rigori la Coppa Intercontinentale contro gli argentini del Boca Juniors e di 4 rigori calciati dai rossoneri ne viene trasformato soltanto uno, quello di Rui Costa.

Sono le 15, arrivo al club per vedere la partita, mentre esulto con Jorge per la vittoria del Boca vedo che la curva ha mantenuto la promessa per la scenografia e ci offrono uno spettacolo di cappellini da Babbo Natale per augurare delle felici feste.

In campo scende la solita Fiorentina ma con i recuperi di Comotto ed Helguera. Sembra che tatticamente verrà disposta in modo diverso, con Graffiedi dietro all’unica punta Riganò. E’ l’ennesimo esperimento, 19° su 19 partite. Piovono fischi sul capo dei nostri, la tensione è palpabile, fuori e dentro il campo. La squadra appare subito contratta, fuori forma, il Venezia gioca meglio e malgrado molti pensino che sia una squadraccia faccio notare che i lagunari hanno un filotto positivo di ben 9 gare consecutive e che non sono proprio gli ultimi arrivati. Arriva il gol ospite da palla inattiva. Ancora un altro errore difensivo che ci punisce. Ripa si immola e fa autogol. Tra me e me penso che siamo davvero arrivati alla frutta. La reazione di fatto non c’è. Dopo l’intervallo rientra una Fiorentina più volenterosa, sulla fascia sinistra c’è Bismark con Scaglia, diventiamo leggermente più pericolosi. In effetti il Venezia è schiacciato nella propria metà campo e tutto sommato non mi sembra nemmeno che si giochi male. Il (meritato) pareggio arriva in maniera rocambolesca su calcio di rigore trasformato da Riganò (e sono nove), che io non guardo per la troppa paura che lo sbagli.

Tutto sommato è un punto che fa classifica. Tiro un sospiro di sollievo e andandomene esprimo il mio dubbio di tornare domenica per la partita col Napoli. La sofferenza è troppa, non voglio amareggiarmi tutte le domeniche per la Fiorentina.

Ma l’amore è tanto e troppo forte, quindi vedremo…

Aspettiamo ancora, vediamo chi arriva e speriamo che sia davvero buono. Io credo ancora che possiamo farcela già quest’anno ad andare in serie A, a patto che tutti i giocatori, vecchi e nuovi, diano il 110% in campo. A cominciare dalle partite in trasferta, a cominciare da Napoli.

 

Lorenzo

 

 

06/12/2003 - La sorpresa che non t’aspetti


Varese 2 dicembre 2003

Serata piovosa di una giornata uggiosa, livida, normale e senza slanci.

Mi trovo a Masnago in occasione del turno infrasettimanale di Uleb Cup di pallacanestro (l’equivalente della Coppa U.E.F.A del calcio) tra Metis Varese e Stella Rossa Belgrado.

La partita è appena terminata, la mia seconda passione sportiva (Pallacanestro Varese) ha appena vinto. Insolitamente mi attardo sugli spalti del PalaIgnis per dare l’ultimo saluto festante ai giocatori di Varese dopo la lunga battaglia sul parquet (? Ignoro se si scriva così).

Esco dal palasport e commentando la partita assieme a Silvia ci dirigiamo alla macchina, quando tutto d’un tratto, alzo gli occhi ed ho un’autentica folgorazione, un lampo. Non può esser vero, ma lo è, vedo RUI COSTA!!!.

Sì è lui senz’altro. Come se lo vedessi tutti i giorni lo faccio notare a Silvia quasi con sufficienza e lei quasi quasi sviene…

Sembra più magro che in televisione, più normale ma decisamente più bello. Se ne sta andando perché piove ancora ed è senza ombrello. Silvia decide di seguirlo per salutarlo, io vincendo la timidezza la seguo a distanza e penso a le cose che potrei dirgli…

Strana la vita, Rui è stato un mio idolo quando vestiva la maglia viola, l’orgoglio di noi tifosi, amato e coccolato da tutti i fiorentini come se fosse stato un figlio o un fratello. Mai, prima di stasera, l’ho visto dal vivo così vicino e in abiti borghesi. Strana davvero la vita, e piccolo il mondo!

A Varese dopo una partita di pallacanestro, penso che la cosa abbia dell’incredibile.

Mentre lo avvicino sono tanti i pensieri e i ricordi che si succedono freneticamente nella mia testa, penso a quando arrivò a sorpresa a Firenze quale “ciliegina” promessa da VCG, all’articolo ritagliato dalla “Gazzetta”  che gelosamente ancora custodisco. Penso a quando gli vidi fare il suo primo gol in maglia viola a Firenze contro il Padova (4-1 per noi) e ringraziare il cielo per festeggiare oltre che il gol  anche la nascita del suo primogenito Felipe. Soffriva di “saudade” il ragazzo, pianse dalla felicità e fece commuovere una città intera. L’abbiamo adorato sin dal primo momento, come calciatore e soprattutto come uomo. Troppe cose vorrei dirgli, troppe sono le emozioni che mi ha regalato che nemmeno un giorno intero non basterebbe a raccontargliele.

Silvia lo raggiunge, lo chiama, lo tocca sulla spalla e dice: “SCUSI, VOLEVO SOLO DIRLE CHE LEI E’ UN GRANDE!”, Rui un po’ sorpreso girandosi ribatte: “GRAZIE!, GRAZIE!...”. Mentre sopraggiungo Silvia coglie l’attimo e replica indicandomi: “…E LUI E’ UN TIFOSO VIOLA!”, a questo punto chiamato in causa gli stringo la mano ed emozionato riesco solo a dire: “PIACERE, FORZA VIOLA RUI, GRAZIE…”, Rui: “AH!”,  ricambiando energicamente la stretta di mano e sorridendomi, “GRAZIE!, GRAZIE! CIAO!”

E’ incredibile come in certi momenti non si riesca proprio a dire cose sensate ed a comportarsi normalmente. Della breve interazione potremmo dedurre che nessuno dei tre soggetti ha molti argomenti da esporre, ma qui si parla di emozioni, come possiamo quantificare un’ emozione? E’ impossibile e paradossalmente si rimane senza parole. A me è bastata la stretta di mano, lo sguardo, il sorriso.

Appagati e felici raggiungiamo la macchina.

Accendo la radio e sento: “Rete! è il raddoppio del Galatasaray…Ancora lui…Hakan Sukur…Galatasaray due Juventus zero….”

Avvio il motore e tra me e me penso: I casi della vita…In fondo non fa neanche freddo…e forse non piove neanche più…

Ciao Rui, spero davvero di rivederti presto, anche in maglia viola…

Sei sempre nei nostri cuori.

   
   
   
     

 

 

22/11/2003 - 2a. Puntata: Orso


In certi casi si suol dire: “di nome e di fatto”. Ebbene è il nostro caso, l’assioma in questione è: Ettore = Orso.

Di fatto è un Orso e non a caso la sua rubrica si chiama : “La zampata dell’Orso”.

Non so a voi, ma a me l’Orso piace, si muove sornione, sembra docile ha una stazza imponente ed è golosissimo.

Ettore in effetti lo ricorda per tutte queste caratteristiche. Un uomo corpulento il cui aspetto tradisce la sua predilezione per il cibo…

A parte gli scherzi (ma lo affermo perchè temo di più le sue mani di acciaio) devo dire che negli ultimi mesi Ettore è diventato davvero un figurino rendendosi ai miei occhi fisicamente più “normale”. La prima volta che l’ho incontrato sono rimasto quasi in soggezione. Eletto due volte consecutivamente, più per timore reverenziale, non è mistero che ricopra la carica di Presidente del club. Le sue elezioni sono state quindi un autentico plebiscito.

Non fraintendetemi Ettore non è un dittatore, al contrario, ha un cuore d’oro. E’ sempre aperto al dialogo e la sua disponibilità è a dir poco imbarazzante. E’ Presidente perché questa è la sua carica naturale e perché non potrebbe essere altrimenti. Ha carisma e mette d’accordo tutti, questo basta.

Per quanto mi riguarda, ho un buon rapporto con lui, ci sentiamo spesso e confrontiamo le nostre idee, diciamo pure che opero all’interno del club più come suo “braccio destro” come ogni segretario che si rispetti… In realtà mi sono affezionato parecchio e lo ammetto, questo non solo perché mi mena se non lo dico.

C’è chi lo definisce zio, padre, fratello, cogliendo sempre e comunque nel segno. Associare l’idea di Club come famiglia a lui piace particolarmente. Dove nasce divisione cerca sempre di ricucire lo strappo e di trovare una soluzione.

Quindi, se hai bisogno Ettore c’è. Per Silvia (la mia fidanzata) e me è stato così e non lo dimentichiamo.

Sono felice di averlo conosciuto. Una persona così può esser solo viola!

 

 

16/11/2003 - Proseliti


Con infinito orgoglio vi propongo un articolo apparso sulle pagine internet del quotidiano on-line della provincia di Varese : www.varesenews.it .

Il vostro Segretario ha seminato bene e questo è il meritato frutto del raccolto.

Dedico la “vittoria giornalistica” ad Ettore, perché ha saputo sostenermi sempre ed a me stesso.

Ringrazio infinitamente l’autore dell’articolo Manuel Sgarella e tutta la redazione di varesenews.it per l’attenzione prestataci.

Aggiungo con un po’ di superbia che:

LE VITTORIE MORALI NON CONTANO NULLA…

QUESTI SONO FATTI! NON PUGNETTE!

Per chi fosse interessato il link all’articolo è il seguente:

http://www2.varesenews.it/rubriche/NETtizie/articoli/6-11viola.htm

 

NETizie - Nato due anni fa il Club Unione Viola dei tifosi della Fiorentina è cresciuto molto grazie a Internet 

Varesini sì, ma pazzi per la Fiorentina

(13 novembre 2003) Sono in 50, sono gli irriducibili della provincia, hanno un sito e... tifano Fiorentina. Si tratta del Club Unione Viola nato due anni fa da un messaggio lasciato nel 2001 sul sito madre della Fiorentina (www.fiorentina.it) . Il club, l'unico della provincia di Varese, è poi cresciuto anche con l'aiuto di Internet, grazie al sito www.unioneviola.it , con cui sono entrati in contatto numerosi tifosi della zona. Probabilmente i fondatori non pensavano di arrivare a 50 iscritti, ma oggi sono una realtà, con una sede a Samarate e continui viaggi per seguire la squadra toscana.
«Tutto è nato nel 2001 da un messaggio lasciato da mio fratello sulla bacheca del sito della Fiorentina - spiega Lorenzo Campioni, tra i fondatori del club -. Messaggio in cui si chiedeva chi voleva fondare un club nella provincia di Varese. Le risposte non si sono fatte attendere: la prima risposta è stata di quello che oggi è il nostro presidente, Ettore Silva». 
Subito dopo, tra la fine del 2001 e l'inizio del 2002 è nato il sito che oggi vanta, in totale, 5 mila contatti. «Abbiamo subito scelto di puntare su Internet - prosegue Campioni - perchè dà più visibilità ed è un'ottima forma di comunicazione. Infatti, molti dei nostri soci li abbiamo conosciuti grazie al sito».
Il club è nato quindi l'anno prima del grande fallimento di Cecchi Gori. «Ci siamo costituiti come club l'anno che la Fiorentina è andata in B. Poi c'è stato il fallimento, ma non ci siamo arresi. Anzi, siamo cresciuti e rimasti uniti. Oggi la Società promette di puntare alla serie A e noi ci vogliamo credere, anche se serpeggia un po' di malumore tra i tifosi perchè la squadra è solo a metà classifica. Ma il campionato è ancora lungo».
L'unico neo a tutta la storia è che quest'anno la Fiorentina avrebbe dovuto giocare in serie C1, al pari di Varese e Pro Patria. «Ci sarebbe molto piaciuto poter seguire le partite "in casa" a Varese o Busto Arsizio. Sarebbero state delle ottime sfide - conclude Lorenzo -. Ma ci è stato fatto un bel regalo , ne siamo consapevoli (la Fiorentina è stata promossa in serie B dalla Federazione per meriti sportivi, ndr). Non vedremo le partite con il Varese, ma ci è stato stato restituito il maltolto dello scorso anno». 

Manuel Sgarella

 


 


 

 

11/11/2003 - Tre salti in padella


Qualcuno mi sollecita a scrivere più spesso, rispondo dicendo che non è così semplice per motivi di tempo, di lavoro e soprattutto personali. Anch’io esco come tutti, vado al cinema a mangiare una pizza fuori con gli amici, insomma, ho una vita privata che lo crediate o no…

Non sono un giornalista né ho la pretesa di diventarlo, mi diverto e questo per il momento mi basta.

In ogni modo ritorno a parlare di Fiorentina e volutamente tralascio la forma ironica della mia rubrica per mettere in luce alcune mie riflessioni sulla squadra.

Intendo precisare che quanto scrivo è puramente un’opinione personale, prendetelo per quello che è, uno sfogo di una persona che per una domenica avrebbe voluto essere in panchina al posto di Cavasin.

 

 

Tre salti in padella

 

Tredici giornate di campionato servono per attestare che la Fiorentina è 11a in classifica a 10 lunghezze dall’Atalanta, 17 punti fatti di cui 14 totalizzati tra le mura dello stadio Artemio Franchi e 11 gol all’attivo: 6 di Riganò, 3 di Di Livio, 1 rispettivamente Graffiedi e Manfredini.

Se facessimo un po’ i conti della “serva”, come ama dire Ettore, ci accorgiamo che l’attuale classifica non ci induce a pensare in grande. Questo a prescindere dal gioco espresso finora dai viola. Già, il gioco, questo oscuro mistero. Allora, altro che pensare in grande...

Per arrivare alla promozione in serie A come in dirigenza paventano, la squadra non può esimersi dall’esprimerne uno decente.

Cavasin non sa più a che santo votarsi : 4-4-2; 4-3-2-1; 4-3-1-2; 3-5-2…(???); malgrado cambi di formazione e ripensamenti tattici dell’ultima ora, esclusioni clamorose, sonore rimbrottate, proclami per toccare l’orgoglio dei singoli non ha ancora ottenuto ciò che va cercando da tempo, un gioco di squadra e continuità di risultati.

Dopo esser stati “cucinati” dalla Ternana, questi  problemi  sono tornati a galla. Per usare una metafora credo che la Fiorentina attuale sia come una coperta troppo corta.

Certamente sono da considerarsi molteplici le attenuanti e quindi non è il caso di disperarsi per una sconfitta. Giusto! Sappiamo che la squadra è stata costruita in fretta, che ci vuole tempo per trovare il giusto amalgama di squadra, che stiamo aspettando ulteriori rinforzi in arrivo a gennaio. Giustissimo!

Ma a me i dubbi restano, perché a gennaio mancano due mesi e x partite, i rinforzi che sicuramente arriveranno dovranno pur ambientarsi ed essere accettati da chi è in squadra da agosto, perchè vincere solamente in casa non può bastare, perché se la squadra gioca ancora così anche i tifosi più incalliti, e non solo loro,vedi DDV,  perdono la pazienza.

Ieri nel pomeriggio di follia in Umbria, limiti di tenuta psicologica sono emersi in maniera preoccupante in occasione del secondo pareggio ad opera di Jimenez e sul gol del vantaggio di Mario Frick carneade del minuto Liechenstain. E’ vero che Riganò è il nostro uomo più pericoloso, è altrettanto vero che non possono giocare solo su di lui. (Gli avversari lo hanno capito). Il centrocampo è lento in maniera imbarazzante ed è troppo prevedibile. Ieri mancava il classico uomo di interdizione della manovra avversaria, credo che per questo motivo sia stato inserito Helguera al posto di Maspero quando eravamo in parità. Lento è stato Cavasin nel capire che per aprire la difesa della Ternana era necessaria una punta veloce come Cicconi e non l’armadio Cossato. Ma la cosa più preoccupante è la dimostrazione di possedere poca personalità nei momenti difficili e nei confronti di una squadra che oggettivamente ci è stata superiore per lunghi tratti della gara. Personalità che mi pare difetti a diversi giocatori per diversi motivi. Da Maspero per esempio è lecito aspettarsi di più, non solo che passeggi bellamente solo dal centrocampo in avanti senza costrutto, o che sempre bellamente passeggi verso bordo campo per dare il cambio a Helguera. Anche se abbiamo potuto vederlo di più in quei trenta secondi di primo piano televisivo che per tutto il tempo che è stato in campo.

Sono convinto però che miglioreremo, che anche queste sconfitte servono a maturare e aldilà dello sfogo, ci credo ancora nella promozione, ci crederò sempre finchè il campionato non avrà espresso il suo definitivo verdetto. I 1500 viola che si sono spostati da Firenze fanno altrettanto, una città intera non vuole sprecare il regalo estivo della serie B, questo è il nostro vantaggio! I giocatori devono capirlo! Speriamo che ci credano anche loro come lo facciamo noi da sempre.

Abbiamo sopportato Cecchi Gori, due retrocessioni, un fallimento e la serie C2, ci fa ‘na sega una sconfitta con la Ternana!

tifosi viola a Terni

Forza Viola!

Lorenzo

 

 

22/10/2003 -3 a puntata: Lo Spacciatore


TRUE LOVE

 Roncegno  02/08/2002

“muore il mio vero e pulito amore ,nato nel 1926, l’unico che non ha mai chiesto nulla da me, e che anche nella sofferenza non ha mai pesato .

L’unico amore che mi abbia fatto piangere i gioia ; l’unico in grado di farmi battere il cuore per novanta minuti di fila .

Quanti Campioni sono passati e si sono innamorati i Firenze e della A.C. Fiorentina e soprattutto di NOI tifosi , quelli veri che allo stadio non fanno casino ma si stringono insieme per dare energia ai gigliati .

Noi veri tifosi che anche ai giocatori meno “portati” non si è mai girato le spalle e anzi  quelli che per altri erano scarponi , finiti , o addirittura mezzi ciechi per noi erano Lottatori.

Il Tifoso viola non regala nulla!

Anche nell’anno più brutto chi ha lottato ha sempre preso consensi…!

LA FEDE VIOLA E’ COME UN INTENSO AMORE , VELOCE , DANNATO ,

CON MILLE PROBLEMI …..

Un giorno sei nell’olimpo del calcio e dopo pochi mesi piangi la fine di una storia  ….

Che rimarrà AMORE ETERNO.

…..E , anche se saremo costretti a cambiare nome , colore e vessillo , Firenze avrà la SUA squadra, e NOI la sosterremo con sacrificio , con gioia e speranza sempre viva .”

GRAZIE   A.C.F

TORNEREMO IN SERIE  A                                  ….TESTA ALTA…..Lo Spacciatore

 

 

Lo Spacciatore & Il Capitano

 

22/10/2003 -1a puntata: MARRO


 

Ultimamente la Fiorentina, le recenti vicissitudini del club non ci danno molti spunti interessanti degni di esser presi in considerazione in questa rubrica. Quindi approffito di questo, mi auguro, momento di stasi per riprendere il filo della mia rubrica, sempre che ai più sia gradito, per raccontarvi delle persone che popolano il nostro club.

 

1a puntata: MARRO               

 

 

In principio era MARCO e correva l’anno 2001, settembre.

Personaggio particolare col quale non scambio nemmeno una battuta, lui è timido…

Al momento della consegna delle tessere il presidente crede che il suo cognome, Michel, sia il nome e capisce “MARRO” anziché Marco. Così anziché essere Marco Michel diventa: Michel MARRO.

Un lapsus che passa inosservato anche al diretto interessato, o forse no, l’ho già detto, lui è timido e non replica.

Dopo qualche giorno quando tutti ormai lo conosciamo come Marro (almeno i nuovi membri tra i quali io) ci fa notare che lui non è Marro bensì MARCO! Comunque sia si rassegna e accetta il nuovo nick diventando finalmente MARRO a furor di popolo.

La sua presunta timidezza lo fa apparire chiuso e sembra stia sulle sue, ma solo a chi non conosce.

In realtà notiamo subito che il suo modo di essere e di fare è perlomeno stravagante e “fumino”, ovvero si accende come una miccia nelle discussioni e soprattutto durante le partite della Fiorentina.

Non so dirvi con esattezza quando lui ed io siamo diventati amici, l’amicizia di solito matura col tempo, percui posso dire che si è sviluppata a piccoli passi e che continua tutt’ora.

Di certo mi ricordo un nostro abbraccio  ad un gol della Fiorentina, spontaneo e liberatorio, e da quel giorno abbiamo visto le partite sempre l’uno accanto all’altro.

Il primo anno al club è una tragedia, la viola sprofonda in serie B ed a vedere le partite la media è di 5 persone: Ettore, Silvia, Raffaele, io e Marro. E’ una logica conseguenza il nostro affiatamento.

In quel periodo conosciamo bene il personaggio, guarda le partite in piedi, sbraita, si dispera e beve una quantità spropositata di the verde, per non parlare dei gelati che si ingolla ad ogni partita.

La sua furia agonistica credevamo fosse dovuta al the in quanto eccitante, ma ben presto abbiamo capito che il suo “doping” è naturale. E’ così e basta, di natura semplicemente. Il the è un surplus che fa crescere la sua agitazione in maniera esponenziale.

A tratti è incontenibile ed ha una vocazione naturale a battere le mani su qualsiasi oggetto a mò di tamburo. Talvolta accompagna il suo tamburellare con canti da stadio ma il suo refran preferito è:  “Andiamo a sonà i’ tamburo!!! Vai!! Vai!!”

Si diverte come un pazzo a sentirmi parlare in fiorentino, lui è un lombardo d.o.c. ma ha il sangue viola che gli scorre nelle vene. La sua è passione spontanea, che ha coltivato negli anni malgrado nessuno nella sua famiglia sia di fede viola. Per me è un mito.

Con il tempo, durante le famose “domeniche alternative”, abbiamo apprezzato altre qualità: è un esperto di astronomia, con passione ci ha raccontato molti particolari del cielo. Questo ci induce a pensare che nonostante l’apparenza è anche una persona riflessiva. Un particolare che dovrebbe renderlo, a mio parere, imbattibile nel gioco che adora: il biliardo. L’unico problema è che è ancora troppo dubbioso del fatto di essere o meno capace di giocarci...

Inoltre canta bene, con una discreta intonazione che lo rende un abile imitatore, infatti in certi momenti, esordisce con tipici modi di dire fiorentini sembrando addirittura un toscano. Ma il suo pezzo forte è l’imitazione di Gianpiero Galeazzi che è praticamente perfetta. Quando parte l’imitazione manda in visibilio i presenti, Raffaele in particolare, che, soprattutto durante le cene lo aizza per farci sentire la voce di Bisteccone. E’ incredibile.“E andiamo a vincere!!!!”.

Marro è così, un fiume in piena che ti travolge.

Se il gioco della partita è scadente trova il modo per farci divertire, se le cene sono moscie si improvvisa stornellatore e con la chitarra (che non sa assolutamente suonare) si accompagna nel suo delirio “dialettal-etilico”. “Benvenuti a stì frocioni....belli grossi e capoccioni!!!!”

Sembra ineusauribile ma anche lui è umano. In alcuni momenti di particolare spossatezza si va spegnendo progressivamente fino a sembrare quasi apatico, insensibile alle sollecitazioni esterne. Questo capita perchè è un istintivo e vive le emozioni intensamente e con difficoltà riesce a sopraffarle.

Per farvi un esempio calcistico:

MARRO NON VEDE LA PARTITA, MARRO E’ LA PARTITA.

 

Sicuramente dimentico molte cose ed altri aspetti particolari, ma non posso descrivere una persona completamente. Posso solo dire che in lui ho trovato un “degno compare” nel vedere le partite della Fiorentina e che sono felice di averlo come amico.

GRAZIE MITICO!!! MA VAFF.....!!!!

EH EH EH!!

 

Lorenzo

 

21/10/2003 - II° PUNTATA LO SPACCIATORE


PAZZO DI LEI

 

…E’ facile essere tifoso viola?

Voi ve lo siete mai chiesto??

BEH , io si e la risposta non è poi così scontata ma è SI , non è per nulla difficile Amare chi ti da emozioni così grandi!

E’ vero ho solo poco più di vent’anni non ho visto ne scudetti ne coppe europee e neppure ricordo l’82 ma i ricordi sono comunque belli.

La prima volta a vedere la Fiorentina andai a S.Siro con Marro  “incredibile” vincemmo tre a zero , grazie e arrivederci!

Il ricordo più bello di quella volta rimarrà indubbiamente il settore ospiti che con l’arrivo del treno speciale si allargava a tutta la curva del primo anello e nel secondo tempo la punizione di Bati che sparava la palla nel sette proprio dove già esultavano due pazzi(il Marro e lo Spacciatore).

Anni dopo, ancora, in semifinale di coppa Italia  ,sempre a Milano ma contro l’inter ma andai con “amici” interisti ed ero in curva Boys dietro ad un cartello con Bati in croce !non potrò esultare se si segna , pensai prima della partita , e allora presi le figurine e le misi in tasca !!!due a zero e le figurine strette tra le mani ad ogni gol!

Quell’anno si vinse la coppa a Bergamo e poi di corsa a Firenze … erano le 3:30 e il Franchi era ancora super pieno !!!!!

(AVEVI RAGIONE EGIO ABBIAMO FATTO BENE ) il mese di punizione per aver fatto quella cosa da folli passò in fretta con il cerchiolino cucito addosso!!

E ancora tante belle scene di vittoria ,e di sofferenza … “come oggi a Milanello quando è arrivato RUI …

Perché sei a Milano ?

Per salvare quello che resta da salvare in Firenze o per i soldi?

… no scemo non è vero chiedi scusa , il Tuo Rui è qui perché ha la possibilità di prendersi qualche soddisfazione e poi ora è ancora giovane è meglio fare un po’ di soldi per pagare le cambiale ed evitare di affondare , e se si affonda almeno i gioielli sono salvi…(i campioni come Rui sono un patrimonio comune )   BRAVO E GRAZIE , sono venuto nel cuore dei milanisti per dirti grazie …di tutte le sciarpe che ti sono state date quando ho allungato la mia mano il sorriso che mi hai regalato mi è sembrato più bello di quelli che concedevi ai nuovi tifosi!

E’ VERO CONTA POCO , MA LA SCIARPA DEL MILAN CHE AVEVI AL COLLO ADESSO ERA QUASI NASCOSTA DALLA MIA … E QUELLA DEGLI ALTRI TIFOSI ROSSONERI LE STRINGEVI solo IN MANO ….ora caro Manuel però ti conviene toglierla -pensai- di Baggio ne basta uno e poi non lo meriti di prendere fischi i Milanisti non sono i Fiorentini che vivono per dare affetto ai LORO gigliati , e poi lo Zio Fester s’incazza!

SARA’ …

MA QUEL GESTO

AGLI OCCHI DI UN ROMANTICO

E’ UN ATTO D’AMORE!

 

MILANELLO 2001                                                                                        Lo Spacciatore

 

 

 

 

 

13/10/2003 - Presento lo Spacciatore


Lo Spacciatore mi ha chiesto gentilmente di introdurlo in questo mondo magico del web, ebbene, è difficile per me farvi un quadro esaustivo di questo simpatico personaggio. Non bastano poche righe per descrivere una persona così particolare. Forse la maggior parte di voi si sta chiedendo come mai di un nome così altisonante: “Lo Spacciatore”. Non è proprio quanto di meglio ci sia nell’immaginario collettivo. Inoltre non ci è dato sapere dei suoi abituali costumi.

Senza ombra di dubbio posso affermare che il suo aspetto fisico ricorda sì quello di uno Spacciatore, ma solo con determinati abiti addosso e sotto la luce notturna di particolari sere invernali. L’abito non fa il monaco! (Ma qualche volta potrebbe...vero Fabio? Ndr)

Dovete sapere che il nostro possiede una giacca di pelle nera stile “Matrix” e un sacchettino portamonete di pelle che tiene legato alla cinta dei pantaloni.

Qualcuno al club evidenziando tali particolari, con pacatezza una sera disse: “Fabio, sembri proprio uno spacciatore!”, “Dammi 5grammi!”. Da qui il nick che lo rende unico.

Personalmente non lo conosco da molto tempo, ma abbiamo avuto modo di fare una trasferta a Firenze assieme (per noi sono tutte trasferte) e di quella domenica di giugno conservo davvero un ricordo piacevole.

Ho voluto che lui scrivesse qualcosa per me. Discutendone abbiamo avuto l’idea di proporvi questa sorta di “sotto rubrica” perchè lui ritiene di non aver la costanza per tenerne una sua propria.

Spero che l’idea piaccia anche a Voi che ci leggete (ma ci leggete?) anche perchè dai suoi pezzi scaturisce la poliedricità del suo carattere.

Di Fabio o dello Spacciatore? Mah! Decidetelo Voi stessi.

 

Masticabrodo

 

 

 

 

 

CHI E’ Lo Spacciatore?

 

BEH , di sicuro Masticabrodo vi racconterà qualche cosa su di me, e visto che anche io sono curioso di sapere cosa dice , mi limiterò , ad un proforma … DICIAMO UN SEMPLICE SALUTO DI INTRODUZIONE.

Il mio nome di battesimo è Lo Spacciatore ma da sempre vengo chiamato Fabio , o vice versa!

Nasco in quel di Busto Arsizio in un torrido Sabato di Agosto alle porte del nuovo millennio…

Cresco e mi accorgo di essere un bambino diverso …. Non culo ma Fiorentino !!!(che però di inculate se ne è prese anche noi a volte)mio cugino gobbo mi regala a sei anni la maglia di Dunga e mi dice , mio papà non vuole ma è fortissima questa squadra !!! in quell’anno incontro Luca MERLO , un nome una garanzia , viola da generazioni … la scuola calcio è meno difficile se sei amico del bambino più forte (che è pure tuo fratello di fede)le medie passano , le superiori in Piemonte un po’ meno (13 gobbi su 14) poi l’anno a Suno a giocare ,maglie bianco-ner… ,per fortuna sono portiere e la mia maglia era tutta bianca!  

Ora , la piena consapevolezza del dono che il calcio mi ha dato sono tifoso Viola e probabilmente lo so da sempre da quando i miei andavano a vedere Antognoni in ritiro con la Fiorentina a Madonna di Campiglio nel luglio di quell’estate calda che mi vedeva nascere circa un mese dopo.

 

A te masticabrodo …. Introduci come merita il mio angolo!

 

             IL VOSTROSPACCIATORE

 

 

 

 

13/10/2003 - Troppa grazia


Mercoledi 08 ottobre 2003
Pescara - Fiorentina
 

Questa volta non c’è la tv e seguiamo la differita di Fiorentina.it.

La connessione a internet del ns. Presidente è a 56k. La partita per noi è durata 150 minuti (per questo differita)!

Che strane sensazioni! L’audio di Guetta che va e viene, più va che viene a dire il vero. Forse è meglio così. Non c’è modo peggiore di soffrire. Cavasin è ritornato all’antico schierando Maspero, Ripa, Cherubini. Anche se dai primi commenti sembra che giochino meglio, piano piano, traspare più la volontà del Pescara di fare il risultato. Una costante e inesorabile pressione fino al palo clamoroso. Cejas sugli scudi, Riganò che predica nel deserto e Graffiedi...beh...Graffiedi....

Nel secondo tempo la musica non cambia, mi aspetto il peggio. Ormai non seguo più in internet la  partita, la “guardo” sul televideo provando le stesse emozioni fino a quando sento una voce sommessa proveniente dalla stanza attigua che esclama: “Cazzo! Rigore per il Pescara!”.

Passo 5 minuti da incubo, le parole di Guetta arrivano mozzate, nello stesso istante oltre 5000 persone aggiornano la pagina ed “impallano” 5000 computer sparsi per il mondo, noi al club smadonniamo alla grande. Marro è sconsolato e prevede lo svantaggio e la conseguente sconfitta. Si sbaglia perchè il qualcuno che calcia il rigore è troppo preciso e lo stampa sul palo! E non contento, lo ribadisce sul palo! Ri-palo! Ancora non ho capito cosa esattamente sia successo, poco importa, conta la sostanza! Appunto! Lucarelli viene mandato anzi tempo sotto la doccia, prima o dopo il rigore? Boh!

Fine! Pareggio! Alè! Un punto guadagnato! Tutti felici e contenti prendono le proprie giacche salutano e si dileguano nella notte verso le loro dimore.

Io no, stordito, faccio spendere gli ultimi spiccioli ad Ettore e mi soffermo a leggere i commenti del popolo viola alla partita appena conclusa. Il più bello è senz’altro questo:

CAVASIN – Pescara

“Sono soddisfatto del pareggio. Abbiamo controllato bene la sfuriata iniziale di 89 minuti del Pescara”.

Ogni commento è superfluo.

 

Lorenzo

 

 

 

 

 

08/10/2003 - Ho qualcosa da raccontare sulla Fiorentina...


Giorni fa ho chiesto al mio babbo di scrivermi qualcosa sul suo rapporto con la Fiorentina, qualsiasi cosa purchè gli venisse instintivamente. Mio padre è un grandissimo tifoso viola, ha inculcato la fede a mio fratello ed a me. E’ abbonato in Fiesole da anni perchè dice che solo lì va la gente che capisce di calcio. Ne ha viste tante di Fiorentine e con orgoglio ogni tanto ci ricorda che lui  di scudetti ne ha vinti 2, perchè lui c’era, era abbonato. La squadra del primo scudetto ancora oggi gli fa venire le lacrime agli occhi, il suo idolo era “Pecos Bill” Virgili. E L’ 11 maggio 1969 era a Torino per Juventus-Fiorentina 0-2, “Quel giorno Lorenzo, prima che tu fossi nelle mie intenzioni, la Fiorentina ed io con lei vincemmo il nostro secondo scudetto!”. Credo, tutto questo renda l’idea della sua sconfinata passione per i viola. Vi propongo quindi  le poche righe che mi ha inviato da pubblicare nella mia rubrica. Vogliate scusarmi se non sono di vs. interesse ma questo è mio padre e anche per questo non smetterò mai di volergli un mondo di bene. E poi la rubrica e mia e me la gestisco come voglio!

Lorenzo

 

“Ho qualcosa da raccontare sulla Fiorentina...”

 

Mio figlio Lorenzo, anche se ora la sua vita e il lavoro lo hanno portato (si fa per dire) lontano da Firenze, è, e rimane un tifoso D.O.C. della nostra squadra. (Incluso anche l’altro mio figlio maggiore Francesco).

E’ bene ricordare che per un “fiorentino” ci sono due o tre cose fondamentali per le quali si fa (ri) conoscere quand’è in giro per il mondo:

la “C” aspirata; la classica frase “o’ bischero!”; e se possiede una camicia, una maglietta, un cappellino, distintivo o qualcos’altro questi è esclusivamente di colore viola!

Infine quando ricorda la Mamma, ma non la propria...con espressioni...beh...colorite...

Per quanto riguarda la nostra viola, io, ormai over65, posso ben dire che la squadra riempie al 50% la mia vita quotidiana. Leggo la pagina sportiva dei giornali solo se reca notizie della squadra ed ascolto le varie trasmissioni radio locali che danno in continuazione notiziari sulla Fiorentina.

Per me è un attestato di fede che non tradirò mai.

Essendo stato presente, posso ben dire di aver visto i nostri tifosi (io stesso) piangere di sconforto quando siamo caduti in serie B nel ’93, e piangere di contentezza nel giorno della nostra resurrezione (promozione in C1).

Il popolo viola non ha eguali.

Allora, avanti, e comunque sempre come dice il nostro inno: “nell’ora di sconfitta o di vittoria....”

 

Roberto C.

(viola da sempre e babbo di Lorenzo)

 

P.S. in verità Lorenzo mi aveva sollecitato a scrivere qualcosa di più forbito:

ma sulla Fiorentina non si scherza! Ok?

 

 

 

07/10/2003 - Longo ci voleva


Sabato 04 ottobre 2003
Salernitana-Fiorentina

 

Piove a dirotto con tuoni e fulmini, sono in leggero ritardo come sempre e sono raffreddato.

Non ho il tempo di varcare la soglia del club che partono imprecazioni da parte dei presenti. Sono passati 4’ e siamo già sotto di un gol. Per fortuna non l’ho visto.

E’ una serata strana, malgrado il numeroso pubblico (grazie per esser venuti in tanti) non si respira l’atmosfera di settimana scorsa. La Fiorentina è spenta, io non ho entusiasmo e non sento la partita. Inoltre, nei primi minuti sento la mancanza del mio compagno di avventura Marro perchè anche lui è in ritardo.

Lui ed io viviamo di fatto una partita tutta nostra, in disparte, lontano dagli altri in un punto della sala che chiamiamo “curva” (abbiamo un’ immaginazione fertile). Imprechiamo, soffriamo e per la maggior parte del tempo rompiamo le balle a tutti con i nostri cori. Però con lui sono 90 minuti e oltre di risate vere. Un delirio.

I nostri non pareggiano, non ce la fanno perchè il gioco è lento, prevedibile e tutto su Riganò. Cavasin dovrà inventarsi qualcosa oppure dovrà aspettare qualche nuovo acquisto che sicuramente arriverà.

Di calcio vero non se ne vede. In compenso vorrei i segnalare   i comportamenti in campo di due giocatori della Salernitana. Quello professionalmente corretto di Longo e quello provocatorio e scorretto di Di Vicino.

Il primo un autentico leader in campo anche nel mediocre contesto salernitano. Bravo sia tecnicamente che tatticamente. Mi chiedo se davvero non potevamo tenerlo anche quest’anno dopo aver apprezzato, si fa per dire, le prodezze di Manfredini (è lui o suo fratello?) ed Helguera (chi l’ha visto?).

Il secondo, pur non discutendo le qualità tecniche, un autentico provocatore, la cui lingua è in perenne movimento. Non fa altro che imprecare e lamentarsi, dare calcetti e spinte a chi lo marca anche a pallone lontano. Finge un collasso in campo dopo nemmeno esser stato sfiorato. Rantola a terra facendo credere a tutti di avere i crampi, guarda caso dopo aver perso banalmente un pallone in attacco, salvo poi riprendersi miracolosamente per poter zampettare felice come un grillo al triplice fischio finale. Spero tanto in cuor mio che la carriera di questo moderno Lazzaro possa toccare con la Salernitana il suo apice agonistico.

Fair play? Di Vicino non conosce l’inglese.

Chi la fa l’aspetti caro Di Vicino, dovrai venire a giocare anche a Firenze e tutta la curva sarà lì ad aspettarti a braccia aperte.

 

Lorenzo

 

 

 

 

30/09/2003 - Piccoli club crescono

Forse a qualcuno di voi è sfuggito un importante dettaglio nei giorni scorsi.

Mio fratello Francesco è il responsabile di tutto quello che vedete (soprattutto guardate la sciarpa che ha in mano Prizio).

Le foto sono liberamente tratte dal sito di tutti i tifosi viola: www.fiorentina.it

Vi allego anche il messaggio lasciato da mio fratello con risposta di Stefano Prizio il direttore del giornale on-line.

Grazie France.

Lorenzo

 

Il Presidente viola Salica in visita nella nostra redazione

Ecco le fotografie della visita del Presidente della Fiorentina Gino Salica nella redazione di fiorentina.it. Una gradita sorpresa e un gesto di simpatia verso i migliaia utenti del sito storico dei tifosi viola...

 

 

23/09/2003 21:13:43
Francesco
, Castiglione Olona

Caro Prizio, stai proprio bene e in forma....ma la sciarpa in bella mostra con Salica è quella che ho portato io lo scorso agosto in visita alla redazione. Presente Marco dall'Olio. Almeno un cenno sul fatto che ero venuto..... Cmq i miei complimenti al presidente Salica..sempre un gran signore. Un saluto Viola, Francesco Castiglione Olona (VA) Consigliere Viola Club UNIONE VIOLA LOMBARDIA Si infatti l'abbiamo scelta aspposta perchè è di un Violaclub lontano come il vostro...Un saluto Viola. S.P.

 

30/09/2003 - Intimità viola


Sabato 27 settembre 2003
Fiorentina-Piacenza

Stasera è tutto nuovo, tutto diverso, c’è una novità importante dell’ultima ora.

Sky ci porta la Fiorentina in casa nostra. Grazie Sky, grazie Fiorentina.

Arrivo tardi all’appuntamento televisivo della nuova Fiorentina (quando mai sono puntuale?) che in campo sta già tirando le prime pedate al pallone. Ho appena il tempo di salutare tutti i presenti, di farmi un caffè, sedermi, accendermi una sigaretta che prendiamo un bel golletto. Iniziamo bene!

Penso seriamente di andarmi a fare una partita a  spider con Silvia.

Ma stasera è tutto nuovo, tutto diverso.

Mi piace l’atmosfera del club , tutti riuniti attorno alla tv, pochi e pertinenti i commenti, poche imprecazioni malgrado lo svantaggio e un’aria da salotto bene con una debole luce che rende il tutto più intimo, più romantico, più raccolto e caldo.

Malgrado sotto di una rete la partita è più che piacevole e tutti confidiamo nel pareggio.  Che arriva alla seconda sigaretta. Rigagol gela con tocco di fino la retroguardia emiliana. Tripudio e consapevolezza che è stra-meritato.

Mi rilasso e mi concedo una coca-cola.

Il secondo tempo è un autentico assedio al fortino del Piacenza, ogni azione è un sussulto. Traversa clamorosa! Miracolo di Cejas su contropiede ospite. Ma il vantaggio lo meritiamo noi e infatti, arriva prepotente e liberatorio. E’ ancora lui Rigagol! Scoppia il delirio, parte un boato, manco fossimo allo stadio, urliamo e ci abbracciamo tutti...

GOOOOOOOOOLLLLLLLLL!!!!!!!GOOOOOOLLLLL!!!!!!!!!! BELLO.

Gli ultimi minuti sono una sofferenza, io non ho il coraggio di parlare, mi sento gelare il sangue nelle vene ogni volta che vedo Cejas uscire dai pali. Il Piacenza in 10 chiude all’attacco ma non riesce a pareggiare. Prima vittoria in serie B, siamo a 6 punti. Cavasin respira, noi siamo felici per lui e della prestazione convincente della squadra.

Cejas è matto come un cavallo, il capitano è il capitano e Riganò è un grande.

Venite al club vi divertirete, da stasera è tutto nuovo, tutto diverso...

 

Lorenzo

 

30/09/2003 - Sorpresa , sorpresa ...


Sabato 27 settembre 2003

Ho avuto una settimana dura a causa del lavoro, sono stato molto in giro ed ho fatto molti km. Venerdì pomeriggio, ore 18 c.ca, do un’ultima occhiata alla posta elettronica per vedere se ci sono delle ultime sorprese lavorative, di quelle che ti fanno pensare al lavoro anche nel week-end, fortunatamente nella casella “posta in arrivo” non ricevo niente.

Distrattamente clicco si Internet Explorer, vado nei preferiti e seleziono fiorentina.it. Inizio a raccogliere i miei documenti e li vado ordinando sulla scrivania, la pagina richiesta viene visualizzata sul monitor. La mia attenzione si sposta d’un tratto su una scritta in grassetto viola: “Trovato l’accordo con Sky. La Fiorentina in diretta già da domani sera col Piacenza”.

Sono percorso da un brivido per tutto il corpo, è la notizia che aspettavo dall’inizio del campionato e che aspettavano tutti i membri del nostro club.

Per dei tifosi viola fuori sede come noi, è una manna dal cielo.

La tv ci proietta direttamente a Firenze e in trasferta che sia Trieste o Palermo pur rimanendo seduti in poltrona!

Certo, non è la stessa cosa che vivere la partita allo stadio, non c’è la stessa emozione, anche se rumorosamente facciamo il tifo i nostri giocatori non possono sentirci, ma è anche vero che contenendo la spesa possiamo vedere la nostra squadra ed in più perdiamo (o sfruttiamo) solo 2 ore del nostro tempo contro le 10 (di media) per andare/tornare da Firenze.

Non voglio però qui discutere chi, malgrado la lontananza, ha deciso di abbonarsi alla Fiorentina e di andare in trasferta tutte le domeniche. Sono scelte personali, sicuramente ponderate e le rispetto con vera ammirazione.

Voglio solo precisare che con questo accordo tv da oggi il nostro club inizia ufficialmente il proprio campionato trovando finalmente tangibile la sua ragione di esistere.

Per cui vedete di venire a vedere la vostra squadra al club!

Siamo viola anche noi e l’orso non vi mangia mica!

Forza Viola!

 

Lorenzo

 

 

 

 

 

25/09/2003 - Soffrire in silenzio


Martedì 23 settembre 2003

Fiorentina-Atalanta

Stavolta non posso andare allo stadio, è troppo lontana Firenze, non ho soldi e soprattutto (porca miseria) domani devo lavorare.

Ho ricevuto un sms dal presidente, mi invitava ad andare a seguire la partita al club. Ho cortesemente declinato l’invito perchè stasera ho deciso di soffrire in silenzio e di ascoltare la gara alla radio, in ricordo dei vecchi tempi andati prima dell’avvento di internet, pay tv e quant’altro. Una volta si ascoltava Ciotti (un grande e che riposi in pace) oggi Gentili, ma il succo non cambia, sempre di calcio si parla.

Cronaca:

“Qui a Firenze spalti gremiti, la Fiorentina si presenta con Cejas tra i pali....” bla bla...bla bla... 31’ Di Livio! Siamo passati in vantaggio e questo ha del clamoroso, e giochiamo anche bene!

Ma al passare dei minuti torna tutto nella normalità, quattro azioni pericolose dell’Atalanta, Cejas protagonista, palo clamoroso!

Fine primo tempo, tappa al bagno, l’emozione gioca brutti scherzi...

Secondo Tempo: Atalanta aggressiva, il cronista si sbilancia e dice che gli ospiti meriterebbero ampiamente il pareggio per quanto prodotto. Dagli torto.

Infatti manco a dirlo, 67’ pareggio, scontato.

Impreco, santi, madonne, capannucce e bergamaschi, spengo la radio e aspetto la fine contando i minuti che restano al 90° (compreso recupero).

Televideo Rai mi conferma l’ 1-1 finale e tutto sommato mi sento sollevato che non ci hanno schiacciato.

Classifica: Cagliari, Catania 10 punti, noi 3, siamo a –7, tanti.

Abbiamo fatto 3 gol in 4 partite ed hanno segnato Di Livio e Riga (2), quelli della vecchia guardia.

Mi corico e i miei ultimi pensieri sono:

“I nuovi arrivi per adesso non incidono...Graffiedi forse è un gran pacco...miglioreremo lo stesso vedrai...vinceremo anche noi...buonanotte...”

CLICK!

Lorenzo

 

 

 

23/09/2003 - Appunti sparsi di una serata in trasferta


 

Sabato 20 settembre 2003

AlbinoLeffe-Fiorentina
Non dovevo andare alla partita ma il richiamo della viola si è fatto sentire quando mi sono svegliato   sabato mattina… è stato più forte di me.
E’ iniziato così il giro di telefonate, ho cambiato i programmi già presi, ho coinvolto altre due persone e li ho convinti con entusiasmo a seguirmi fino a Bergamo.
Mi sembrava alle 10 di mattina che la Fiorentina non avrebbe mai e poi mai potuto perdere con gli ultimi in classifica e che noi avremmo fatto una piacevole gita fuori porta.
Arriviamo a Bergamo alle 18.15 in anticipo su tutti compresi carabinieri e poliziotti (decisamente troppi in rapporto alle dimensioni delle due tifoserie, o meglio della nostra tifoseria, perché non è propriamente corretto parlare di tifosi dell’AlbinoLeffe. Parlerei piuttosto di tifosi Atalantini prestati alla causa), presi dalla fregola di entrare subito ci dimentichiamo sciarpe in macchina e di rifocillarci, corro verso la macchina a recuperare le prime ed entrati finalmente in uno degli stadi più brutti che abbia mai visto, abbiamo potuto degustare una delle migliori prelibatezze a queste latitudini: panino al prosciutto. Ma guardandomi in giro oltre a noi tre nella gabbia conto 12 tifosi, forse è un pò presto...
Passano i minuti e via via arrivano i nostri, srotolio di striscioni, preparazione di bandiere e qualche schermaglia con gli  indigeni visto che la pensata migliore di uno di loro è stata quella di sventolare una bandiera bianconera sotto il nostro settore. Vi risparmio i commenti a quella “santa” della sua genitrice e i cori di contorno. Solo mi limito nel dire che sì, sono proprio tifosi dell’AlbinoLeffe e che poverini, non hanno storia.
Inizia la partita. Dopo pochi minuti, Manfredini si mangia un gol incredibile, sparando la palla in bocca al portiere. Il primo tempo scorre veloce e così il secondo, arriva il gol ospite (perchè in casa giocavamo noi) e assistiamo sgomenti, sappiamo tutti che perderemo la partita ma, ciò nonostante, in curva incitiamo i nostri beniamini ormai svuotati di energie (se mai ne avessero avute durante i 90’). Se ci penso ora dopo che abbiamo visto una partita così scandalosa la cosa mi fa riflettere, non hanno smesso un attimo di cantare! Chi lanciava il grido di battaglia dal nostro settore lo andava vociando dentro il suo megafono da diversi minuti: “Anche se la partita fa cacare usciamo almeno noi a testa alta da questo stadio! Noi siamo Firenze no Bergamo! Facciamolo tremare questo stadio di merda! FOOOORZAAA VIOLAAAAA!!!!!!!!!......”

Così è stato.

 Lorenzo

 P.S. Visto lo spettacolo in campo forse era meglio che fossimo andati a Legnano a vedere Terminator3, vero Jorge?