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SENZA LILLERI UN SI LALLERA
Rubrica
semi-seria a cura di Lorenzo (il vostro segretario)
Perché senza lilleri un
si lallera?
Perché in fondo è
una assoluta verità della vita, ma anche del
mondo pallonaro.
Perché è
una espressione tipicamente fiorentina ma non
l’unica per fortuna…
Perché
con un po’ d’ironia pungente si cela un pensiero profondo.
Perché
questa rubrica vuole essere così, come chi la cura, leggera, ironica ma
anche vera e genuina.
Perché
vuole essere raccontata anche da voi, perché senza le vostre idee questa
rubrica resta sconsolatamente muta.
Scrivetemi all’indirizzo e-mail:
lillerielalleri@hotmail.com e discuteremo insieme sulla nostra amata
Fiorentina e di tutto ciò che le gravita attorno.
Forza Viola!
Lorenzo
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In ritiro con Marro
luglio 2005
La sera di giovedì 14
luglio il mio telefonino squilla, dall’altra parte la voce entusiasta di
Marro mi stura un orecchio: “Allora Lore, sabato vieni a Folgaria?”
Parte così la stagione di
Marro, da Folgaria sulle Dolomiti in ritiro nell’albergo di lusso “Golf
Club” lo stesso che ospita la squadra viola.
Ad accompagnarlo Davide
amico del proprietario dell’hotel, il che spiega molte cose.
Me lo immagino Marro che
si aggira per l’albergo alla ricerca di autografi e fotografie ricordo in
compagnia dei vari Frey, Jorgensen, Pazzini e del mito Delli Carri!
“Lore, il primo a cui
chiederò l’autografo è Delli Carri! Mito Delli Carri!”.
Non lo posso
accompagnare, impegni vari mi costringono a rimanere a casa.
Rimaniamo d’accordo che
al suo rientro faremo un’intervista per il nostro sito. Detto fatto.
Incontro un raggiante
Marro pochi giorni dopo a cena, è pronto ed ha voglia di raccontarmi la
bellissima esperienza vissuta sulle Dolomiti.
Inizialmente rimane sul
vago accennandomi del viaggio abbastanza tormentato. Sull’autostrada nel
weekend ha trovato diversi rallentamenti, ma quando inizia a raccontarmi
dell’albergo e di ciò che ha visto e vissuto direttamente a contatto coi
giocatori diventa un fiume in piena.
Noto che si infervora
particolarmente quando ricorda Pantaleo Corvino. Gli deve piacere il nuovo
direttore sportivo viola perché me ne parla entusiasta.
L.: “Allora, ci
hai parlato con Corvino?”
M.:
“Sì, sì, gli ho parlato…quando mi ha visto in
tribuna di fianco a lui mi ha chiesto se ero un giornalista… io gli ho detto
di no. Gli ho detto che ero un tifoso. Mi ha guardato con aria stranita e mi
ha chiesto come mai fossi lì. Gli ho detto che noi tifosi arriviamo sempre
dove vogliamo!”
L.: “Gli hai chiesto se ha intenzione
di comprarci qualche giocatore veramente forte?”
M.:
“Mi ha detto che stanno lavorano per noi tifosi
per non farci soffrire più come l’anno scorso… Che i tifosi della Fiorentina
meritano una squadra forte che sia in grado di darci soddisfazioni… Che
basta aver pazienza stando sempre vicini alla squadra…”
L.:
“Tutte cose dette e ridette…Noi ci speriamo sul serio glielo hai spiegato?”
M.:
“Certo! No non si vuole più soffrire come l’anno
scorso, glielo ho detto sì! Gli ho detto: “Signor Corvino, noi non vogliamo
più perdere 6-0 col Milan e fare brutte figure, mi raccomando!”. Lui mi ha
risposto di stare tranquilli di farli lavorare con serenità che quest’anno
ci toglieremo delle soddisfazioni… Se lo dice lui…”
L.:
“Già, se lo dice lui… E dei giocatori? Chi hai visto da vicino e con chi hai
parlato?”
M.:
“Guarda Lore, da vicino li ho visti davvero
tutti, ma proprio tutti tutti…”
L.:
“Ci credo, li ho visti anch’io da vicino l’anno scorso a Vigo di Fassa…”
M.:
“No Lore, io non li ho visti come te, io ci ho
mangiato assieme e sono stato con loro sul pullman che li portava al campo
di allenamento…”
L.:
“Che culo! E dai, racconta allora…”
(l’invidia mi rode n.d.r.)
M.:
“Ho avuto modo di scambiare due chiacchiere con
Frey… Prima di tutto devo dirti che non sembra come appare in televisione…”
L.: “Perché?”
M.:
“Perché è una montagna! Alto e con una pancia
enorme! Sembra grasso… Comunque gli ho parlato perché io ho una zia che
abita nella città in cui è nato in Francia, Tonone le Bains. Anzi, mia zia è
una pediatra e mi ha detto che lo ha visto nascere…”
L.: “Ma dai…”
M.:
“E’ vero! Mi ha chiesto come mai conoscessi la
sua città ed io glielo ho spiegato. Era sorpreso e divertito. Gli ho detto
inoltre che doveva essere orgoglioso di giocare nella Fiorentina e lui con
la testa ha annuito… E’ un grande e poi è simpatico, a tavola ero vicino a
lui e continuava a scherzare con me e con gli altri… Era divertito dal
fatto che Davide ed io fossimo lì con loro a cena… Io non ci credevo… Lore,
è stato davvero incredibile, ti rendi conto… I’ Marro a cena con la
squadra!”
L.:
“Mi rendo conto della fortuna che hai avuto! Sei stato lì una sera e una
mezza giornata ed eri non solo nello stesso hotel ma anche a cena con loro e
sullo stesso pullman che li portava al campo!A proposito della partita,
altra cosa che hai vissuto da privilegiato in tribuna con Corvino, hai visto
l’arrivo di Toni?”
M.:
“Sono stato i primo tifoso a chiedergli
l’autografo! Quando siamo arrivati al campo lui era lì in attesa dei
compagni. Aveva appena finito la presentazione alla stampa con Corvino. Io
mi sono avvicinato e lui ha sorriso, ha detto che noi tifosi siamo
incredibili, arriviamo e sbuchiamo da tutte le parti. Comunque l’autografo e
una foto non me li ha negati. Vedrai la foto, gli arrivo giusto giusto alla
spalla, forse…
(è vero, è un gigante… n.d.r.).
Poi, nel parlare ci siamo promessi una cosa, una cosa segreta che dirò a te
ma che non devi scrivere… Lui rideva e mi ripeteva che noi tifosi siamo un
piacevole tormento…”
L.:
“Quindi? Una bella esperienza vero? Siete rientrati tranquillamente?”
M.:
“Una bella esperienza davvero, ero già stato in
ritiro quando c’erano Bati, Rui… ma allora erano inavvicinabili, li
transennavano e noi li vedevamo di sfuggita… Stavolta non mi sembrava vero,
erano lì a pochi passi e ci potevo parlare, toccarli… Per il rientro non
abbiamo avuto problemi, abbiamo speso bene i nostri soldi, ci dovevi
essere!”
L.: “E’ vero, ci
dovevo essere ma è come se ci fossi stato. Grazie Marro per
avermela raccontata”.
M.:
“Ah Lore, mi raccomando, non scrivere della
promessa segreta con Toni! Quella la conosci solamente tu…”
Che amico…
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Brezza d’estate
luglio-agosto 2005
Da qualche anno a questa
parte durante l’estate il mondo del calcio impazzisce. Nel corso dei mesi
estivi i casi di Genoa, Torino e Perugia hanno canalizzato l’attenzione su
tribunali, giudici e avvocati facendo dimenticare l’aspetto tecnico e
soprattutto facendo passare in secondo piano i divertenti pronostici di
pre-stagione agonistica.
Lo sappiamo tutti che in
agosto ogni squadra è pronta a dar battaglia per il titolo, per la
qualificazione Champions/U.E.F.A per salvarsi “tranquillamente”.
Gli acquisti sono “i
migliori possibili”, gli obiettivi sono importanti ma non si devono
rivelare perché sempre bisogna “giocare giornata per giornata” e
perché “non dobbiamo credere d’essere già salvi o di aver vinto il
campionato…”.
I nuovi giocatori hanno
grandi motivazioni, vogliono vincere tutto e giocare sempre. Il: “cercherò
di mettere in difficoltà il mister” è il minaccioso proclama dei
giocatori rimasti e messi in discussione dai nuovi arrivati.
Sicuramente la Fiorentina
non è stata da meno, obiettivo Champions dicono gli addetti ai lavori,
squadra rivoluzionata (in segno della continuità che negli ultimi quattro
anni ci ha contraddistinto…), Andrea Della Valle in balaustra, giocatori
motivati e allenatore valido. I tifosi gongolano e comprano abbonamenti,
tutti contenti e felici. Il nuovo direttore sportivo Pantaleo Corvino ormai
è visto come un mago che riesce a far andare l’acqua in salita dopo esser
riuscito a cedere gli “eccellenti” Helguera, De Vezze, Bacis.
Arrivato a Firenze a
sostituire Lucchesi il “Leo” si è rimboccato le maniche ed ha compiuto una
vera e propria epurazione. La diaspora dei giocatori viola è continuata
senza sosta per tutta l’estate. Finalmente giunti al termine del
calcio-mercato, le “perdite” ammontano a 28 unità mentre gli acquisti a 13.
Il risparmio, così è
stato dichiarato in conferenza stampa, è di 16 milioni per questa stagione e
31 per gli anni successivi.
Il ragioniere Corvino ha
raggiunto il suo obiettivo ma per ora il buon Pantaleo vola basso:
“Bisogna vivere domenica dopo domenica per regalarci delle
soddisfazioni…
…Non parlo di obiettivi, dico solo che dobbiamo dare delle
soddisfazioni ai tifosi domenica dopo domenica. Gli obiettivi sono cose che
riguardano il futuro. Non dobbiamo creare falsi traguardi e falsi ottimismi”
La politica della società
è radicalmente cambiata, si punta ai giovani, che rappresentano il futuro,
che ci porteranno in alto, che ci consentiranno di aprire cicli vincenti…
insomma, le solite frasi trite e ritrite però giustificate anche dalla
scelta del nuovo allenatore Prandelli che, magari avrebbe voluto un rinforzo
in più, ma che con i giovani ha sempre lavorato bene.
Insomma a Firenze soffia
una leggera brezza di cambiamento.
In società le speranze
per far bene ci sono, ma tra i tifosi si va per eccessi opposti, da chi
impaziente vuole divertirsi,indipendentemente da chi scenda in campo, a chi
avrebbe voluto giocatori più forti e più collaudati, da chi si esalta e
predica trionfi, a chi vede difficile anche la salvezza. Come sempre.
Bicchiere mezzo vuoto o
mezzo pieno?
Scottato dal campionato
scorso non voglio lanciarmi in pronostici ma la Fiorentina che sarà inizia
già a piacermi adesso.
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“Fiore” di maggio
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Maggio 2005
Ore 12 c.ca - Autostrada del Sole, nei pressi di Roncobilaccio…
Sulla via di Firenze
la domenica mattina del 29 maggio i miei pensieri si accavallano.
A tre ore di distanza
dalla gara speranza col Brescia mi chiedo se questo viaggio non sia solo
tempo sprecato.
Le possibilità di
permanenza in serie A della Fiorentina sono poche pur vincendo
l’incontro, ma, stranamente, non sento emozione e provo un’insolita
tranquillità. Mi sento come se stessi andando a vedere un amichevole
pre-campionato.
Non so spiegarmi se
questo stato d’animo è rassegnazione oppure sicurezza che tutto andrà
per il meglio.
Ore 14.25 – Curva Ferrovia stadio Artemio Franchi, Firenze.
All’interno dello
stadio gli idranti dei compassionevoli pompieri in servizio cercano
vanamente di rinfrescare i tifosi delle curve.
Ci saranno 35° e
letteralmente si bolle al sole rovente.
Manca poco meno di
mezz’ora all’inizio della gara ma l’attesa è lunghissima.
I tifosi bresciani
pigiati all’inverosimile all’interno del “formaggino” mi ricordano che
anche loro sono lì con la stessa speranza di salvezza.
Inganno il tempo con
un paio di telefonate ai miei fratelli. Quello vero: Francesco. Quello
di sofferenza sportiva: Marro. Dico loro che per il momento mi preoccupa
di più un’insolazione piuttosto che una sconfitta e la conseguente
retrocessione.
Non è assolutamente
vero.
Mento sapendo di
mentire.
Meccanismi di
auto-difesa del tifoso, valli a capire…
Ore 16.35 – Curva Ferrovia stadio Artemio Franchi, Firenze.
Riganò gol ed è 3-0!
Incredibile!
Riga è entrato, ha
toccato due palloni e al secondo ha fatto gol.
La partita è
virtualmente chiusa. La Fiorentina ha fatto il proprio dovere ed ora
tutto lo stadio attende e spera nei risultati degli altri campi.
Siena, Lecce, Roma,
Bologna, tanti risultati ed epiloghi ancora da scrivere, ma anche tanti
i minuti che ci separano dalla fine delle partite.
Ormai addosso non ho
più una maglietta ma un sudario. La sofferenza, il caldo, l’emozione ora
li sento. Eccome…
Non riesco più a
vedere la partita, a stare fermo ed a mantenermi calmo. Chiedo a tutti
quelli che ho attorno che mi diano delle informazioni riguardo alla
classifica. Spedisco una decina di sms per farmela dare e non stacco gli
occhi dal tabellone dello stadio. Per la prima volta in tutta la
giornata provo paura.
Un brivido mi scuote
nel momento in cui il Siena passa in vantaggio sull’Atalanta ed i
bresciani ci cantano: “Non cantate più!”. Seguito dal temuto:
“Serie B! Serie B!”. Una vera pugnalata al petto.
A questo punto non
riuscirei a sopportare la retrocessione.
Spero, forse prego,
affinché il Parma ed il Bologna non segnino spingendoci nel baratro.
Penso all’epilogo di
molti anni fa quando pur vincendo 6-2 sul Foggia di Zeman retrocedemmo
in serie B a causa di risultati farsa su altri campi.
Di Livio è richiamato
in panchina, ha dato tutto ed esce mostrando a tutto il pubblico la
maglietta numero 7. Il capitano ci vuol far capire che ha lottato per la
maglia. Il pubblico approva e ricambia con un’emozionante
standing-ovation. Un esempio per tutti, un gran capitano e un grande
uomo. Non smetterò mai di ringraziarlo perché con grande umiltà è
ripartito dalla C2 con la Fiorentina fallita e da ricostruire.
Collina fischia la
fine.
Il campo ha decretato
per il Brescia la certezza della Serie B ma noi siamo ancora in attesa
di certezze, belle o brutte.
In questi minuti
concitati vedo gente incredula, contenta per la vittoria ma allo stesso
tempo preoccupata per la nostra sorte ancora da decidere.
Il tabellone non
indica più nulla, lo speaker dello stadio è muto.
Chiamo Marro…
Nella confusione
riesco a capire solo:
“A Lecce deve finire…il Parma sta attaccando…mamma mia…!
E’ FINITAAAA! SIAMO SALVIIII! LORE, SIAMO SALVIII!!”
Mi sento sollevato,
grido, esulto, vorrei abbracciare Marro e mi unisco ai festeggiamenti.
SIAMO SALVI!
Lo stadio esplode di
gioia, la gente si abbraccia, si leva il coro “Serie B! Serie B!”.
Stavolta all’indirizzo dei bresciani, gli altoparlanti riecheggiano
l’inno viola, Riganò in lacrime fa il giro dello stadio per ringraziare
tutti i tifosi. Finale da libro “Cuore”.
Festa sugli spalti e
tripudio di bandiere e sciarpe viola.
Non abbiamo vinto né
campionato né coppa ma la festa è uguale.
Firenze è così,
prendere o lasciare, passionale anche per le salvezze insperate.
Inoltre, Firenze non dimentica: “Juve, Juve, VAFFAN…” e “Amo
Liverpool, amo Liverpool, amo Liverpool!”.
Ubriaco di gioia mi
ricompongo e ricomincio a pensare al viaggio di ritorno. Lungo, faticoso
ma dolce come lo zucchero…
Ore 20.45 c.ca – Autostrada del Sole, nei pressi di Parma.
Dico a Jorge: “Oh!
Il prossimo anno Champions League! Tra due finale e coppa!”.
Jorge convinto:
“Sicuro! E tra tre Intercontinentale a Tokyo! Quanto costerà il
viaggio?”
Rispondo: “Qualche
migliaio di euro e qualche giorno di ferie. Chiama Marro per sapere se
dobbiamo prenotare anche per lui…”
Jorge componendo il
numero di telefono: “Marro, a Tokyo ci verresti?...”
Com’è bello sognare.
Lorenzo
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Esoneriamo
i calciatori!
Febbraio 2005
Prologo:
Domenica
20 febbraio 2005, Siena - stadio Artemio Franchi
6° minuto
del primo tempo, Tore Andre Flo gol. BUIO…
Dopo il
brodino Parma ecco la solita bastonata.
Ad un
punto dalla (per ora) meritata retrocessione Firenze si sveglia
dal torpore per finalmente capire che qualcosa non gira come
dovrebbe.
Inevitabile quindi un inizio di settimana al vetriolo con i
giocatori accusati di scarso impegno, allenatore in croce e
tifosi sul piede di guerra.
La tregua
è rotta, la pazienza è esaurita. Quella del popolo e soprattutto
quella della dirigenza.
L’unica
via percorribile, anche perché è l’ultima rimasta, è quella di
mandare la squadra in ritiro per cercare di recuperare quel
senso di unità e concentrazione che sulla tortuosa via è stato
smarrito.
Così
dall’inizio della settimana la squadra ha traslocato a
Montecatini e a me sembra solo un bene. Per loro…
Un bene
per loro perché se per caso siete dei lettori del sito
www.fiorentina.it potreste imbattervi in commenti di questo
tipo:
Maramaldo
afferma:
“In ritiro
a Montecatini? Non male come idea, ma perché non a Viareggio?
Così almeno in discoteca ci andavano a piedi. Ma che sono ritiri
questi? Portateli a Camaldoli dai frati. 8 ore di allenamento,
cena frugale (pane e acqua) 2 paternostri un salve regina e poi
a letto alle 8. Mattina dopo alzarsi per i vespri alle 5 alle 7
zappare orto incantucciare pomodori ore 8 a correre sulle
montagne a piedi scalzi e con il solo saio addosso. Poi vedi
come cambia la resa in campo!”
Oppure,
Franco da Firenze:
“C’è tanta
terra da dissodare, in Maremma. Mandateli lì in ritiro”.
Come
dargli torto?
D’altronde
gli abbonati, i tifosi che si sciroppano chilometri e chilometri
ogni domenica per seguire la squadra si meritano di più. Nel
mondo c’è gente che onestamente “zappa” per guadagnarsi la
pagnotta, quindi, per compensazione sarebbe giusto mandare i
nostri giocatori, dato che non si impegnano onestamente, a
dissodare le terre maremmane.
La
pazienza è finita, almeno (e direi: anche) la mia.
La
Fiorentina vista a Siena è stata uno scandalo. Uno spettacolo
pietoso.
La colpa
non è di Zoff, né di Buso e tantomeno di Mondonico. La colpa è
dei giocatori, campioni e presunti tali.
Vedere
sprecare un sicuro pareggio per inseguire la gloria personale mi
ha fatto imprecare anche contro Miccoli. Sul quale fino ad ora
non si può proprio dire nulla.
Non si può
buttare al vento simili occasioni!
Se
accadono cose del genere vuol dire che non si ha ben chiaro
l’obbiettivo della squadra: nell’immediato quello di pareggiare
(e non perdere!) e in prospettiva la salvezza.
La
dirigenza, secondo me ridimensionata notevolmente dalla
successione alla presidenza di Gino Salica con Andrea Della
Valle (forse ugualmente capace ma non dello stesso spessore) ha
deciso di intervenire obbligando i giocatori al ritiro forzato.
Per forza, esonerare un terzo allenatore avrebbe rasentato il
ridicolo.
Mi chiedo
se non sia troppo tardi e se non si potevano prendere
provvedimenti prima.
Ciò
nonostante c’è chi continua a confermare la fiducia ai viola in
un anno in cui tutto sembra andare per il verso sbagliato.
Infortuni a catena, sconfitte ripetute, prestazioni scadenti e
torti arbitrali palesi.
Sarà, ma
secondo me molte sono le similitudini con il campionato ‘92-’93,
un campionato raccapricciante e terribile, ancora fresco ricordo
nella memoria dei tifosi.
Partimmo
con la sfrontatezza delle grandi squadre, con tanto di
presentazione della squadra in pompa magna in Piazza Santa
Croce.
Cecchi
Gori presentò al pubblico lubidrio una coppia di attaccanti
destinata (sulla carta) a far sfracelli, tanto che tifosi e
critica la ridenominò “BABA’”, Batistuta – Baiano; un campione
d’Europa, Brian Laudrup; il nuovo Beckembauer, Stefan Effenberg.
Tutto
molto bello, peccato che quello stesso anno in difesa
presentavamo i vari Mareggini, Luppi, Faccenda, Dell’Oglio,
Carnasciali, Pioli e Carobbi. Non proprio dei fulmini di guerra.
Vedemmo
succedersi sulla panchina ben quattro figure: Radice, Agroppi e
la strana coppia Chiarugi – Antognoni e come tutti ricordano
finì tra i pianti dei tifosi.
La paura
visti i risultati attuali è legittima.
Una paura
che taglia le gambe dato che dobbiamo affrontare un campionato
in salita per la lotta alla salvezza con giocatori sì bravi ma
giovani e inesperti.
Vorrei
essere fiducioso, vorrei poter dire che alla fine ci salveremo
senza grossi problemi ma ora come ora la sensazione di vedere
che la Fiorentina stia scavando ancora sul fondo non me la
toglie nessuno.
Lorenzo
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Libere Opinioni
venerdì 3 dicembre 2004
In attesa di ispirazione, più o meno
“a mezzo del cammin…”, propongo di dare qualche giudizio sui nostri
valorosi prodi:
Portiere: 7
Lupatelli è veramente forte e non me
lo aspettavo. Scettico sin dal ritiro sulle sue qualità ma soprattutto
per il suo inusuale look è stato una vera sorpresa.
A Palermo ha fatto i miracoli, a
Messina ha salvato il risultato più volte. Riesce a dare l’impressione
di sicurezza. Mi spiace enormemente per “terremoto” Cejas
(sfortunatissimo) ma il posto per il momento è del LUPO.
Difesa: 6
Viali sopra le attese, sta giocando
piuttosto bene e con sicurezza guida il reparto. Alcune ingenuità, vedi
espulsione di Roma e rigore col Messina.
Delli Carri ha dato esperienza ed è in
ottima forma fisica (il dribbling su Adriano chi se lo dimentica?), sto
imparando ad apprezzarlo per la grinta più che per i suoi piedi non
propriamente vellutati.
Dainelli è forte e giovane ma commette
qualche ingenuità di troppo. Le punte veloci ed esperte gli scappano via
spesso. Gioca d’anticipo e non sempre è il primo ad arrivare sul
pallone…altrimenti si chiamerebbe Nesta. Ha fatto due bei gol ed è un
ottimo colpitore di testa.
Chiellini è SUPER ma ha il cervello
proiettato all'attacco. I gobbi se lo riprenderanno. Non esiste un altro
giocatore del genere nel campionato italiano. Ricorda nel fisico e nelle
movenze il grandissimo Briegel.
Maggio non è pervenuto.
Ujfalusi ha buoni piedi ed una buona
corsa.
Non è un azzardo farlo giocare
talvolta a centrocampo. Mi ha sorpreso in positivo perchè ritenevo che
fosse una bufala.
Centrocampo: 6.5
Ottimi giocatori e buoni rincalzi. Per
me la buona riuscita della nostra stagione dipende dai giocatori di
questo reparto. In serie A poche squadre hanno così talento in mezzo al
campo.
Maresca e Obodo sono il nostro fulcro
di gioco. Dai loro piedi e dalle loro prestazioni dipendono le sorti di
ogni gara. Obodo è un mastino ed ha una buona tecnica, rende di più tra
le mura del Franchi che in trasferta. Maresca è quasi sempre
francobollato da un marcatore della squadra avversaria e non sempre
riesce ad esprimersi al meglio. Ci ha regalato una perla con la Reggina
quando gli avversari si sono dimenticati di lui.
In progresso Nakata e Jorgensen. Il
primo,fino al momento, ha lasciato un po’ tutti perplessi per
prestazioni non proprio esaltanti. Credo (soprattutto spero) che si
riprenda e che torni a livelli almeno accettabili ma il dubbio che
rappresenti un’abile operazione di marketing mi assale. Il secondo, dopo
un inizio disastroso si è parzialmente riscattato col gol al Lecce e la
prestazione sostanziosa di Torino. Aspetto un suo rendimento meno
altalenante.
Per motivi affettivi, la mia PALMA
D'ORO va a Luca Ariatti.
Non avrà i piedi di Maradona (come
qualcuno vorrebbe, vero Ettore?) ma si fa un "MAZZO" così ad ogni
partita. Ha meritato ed onorato la fascia di capitano. Gli auguro un
velocissimo recupero.
Attacco: 5.5
Fino a prima del rientro del Riga a
consistenza "00" (zero-zero come la farina). Poi, leggermente meglio.
Miccoli ha tolto le castagne dal fuoco
e non si discute, anche se a volte è lezioso. Capisco che cercare di
fare gol “a cucchiaio” per lui sia un desiderio incontrollabile ma se
non lo provasse tutte le domeniche ci risparmierebbe qualche batticuore
di troppo e forse segnerebbe qualche gol in più.
Portillo è incompreso ma credo che
riuscirà a ritagliarsi spazio. Più per merito di pressioni esterne che
per merito di Buso. Fantini è volenteroso ma è più pericoloso se non
parte tra gli undici titolari.
Non a caso si è fatto notare di più
nelle due partite in cui è subentrato negli ultimi minuti, Juventus e
Messina. Due palloni giocati e …quasi due gol.
Riga... beh, lui è super e lo
dimostrerà anche in serie A (alla faccia di chi diceva che non era buono
nemmeno per la serie B). Anche se a mezzo servizio credo che sia
indispensabile per il tipo di gioco della squadra. Buso lo conosce bene
perché lo ha allenato a Taranto e suppongo che lo farà giocare spesso.
Per gennaio direi che servono 3
rincalzi, uno per reparto o due difensori ed una punta alla Riganò.
Su chi non ha giocato (vedi Valdes)
non mi esprimo. Dico solo che non illuda il gol al Parma in Coppa
Italia.
Buso non mi fa nè caldo nè freddo. Non
discuto la sua sapienza tattica ma a mio modesto parere non ha il
carisma di Mondonico, più spontaneo e sanguigno. In questo momento va
bene perchè con lui qualche risultato è arrivato ma di miracoli di
sicuro non ne ha fatti ed il gioco espresso dalla squadra nella sostanza
è identico a quello del Mondo. La tifoseria credo sia più o meno in
sintonia con il sottoscritto ed auguro a Buster Keaton di non inanellare
un’altra serie di pareggi.
Ultimo, un plauso alla dirigenza, la
famiglia Della Valle ha dimostrato di aver palle ed entusiasmo.
Tener testa al “tri-polio”
Juventus-Milan-Inter (in rigoroso ordine d’importanza) non è da tutti e
la cosa inorgoglisce ogni tifoso viola quasi quanto avere una squadra
all’altezza della situazione.
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Criptati
lunedì 11 ottobre 2004
La gioia per la
serie A conquistata a giugno non può bastarci per parlare serenamente
della stagione appena cominciata. Malgrado gli acquisti del
calciomercato e la sottoscrizione di circa 23000 abbonamenti, il popolo
viola restante, ovvero quello non residente a Firenze e zone
circostanti, vive con l’amarezza di non poter vedere la propria squadra
in tv per il mancato rinnovo del contratto con SKY. Stando ai giornali
le due parti in causa sono tutt’ora molto distanti dal raggiungere un
accordo sui diritti tv e presentano la battaglia della famiglia Della
Valle non più come semplicemente economica.
Per il patron
della Fiorentina, Diego Della Valle, l’acquisizione dei diritti
televisivi è una questione di principio. Egli stesso ha recentemente
affermato che è opportuno dare valore all’operato della/e società in
modo equo ed invece, i veri valori non sono proporzionalmente
rispettati.
Sky non si è mossa
dall’ultima offerta presentata sul finire dell’estate, più o meno 15
milioni di Euro. La Fiorentina ne chiede almeno 30 in virtù della
tradizione, degli abbonamenti e del bacino di utenza che rappresenta.
L’ultimo periodo
vissuto su questo infruttuoso tira e molla ha prodotto l’evento
clamoroso dell’oscuramento televisivo della Fiorentina. Vero paradosso
dell’era mediatica dei reality shows.
Nella mia visione
limitata delle cose ho tratto due diverse conclusioni:
secondo la prima,
istintiva, egoistica e di tifoso, affermo che è meglio accettare
l’offerta di Sky senza creare ulteriori problemi perché altrimenti
rimaniamo criptati per tutto l’anno. Quindi: “pochi maledetti e subito”.
La seconda
conclusione è più ragionata, deriva guardando le cifre indicative dei
contratti SKY (la fonte è Gazzetta. n.d.r.) sin qui stipulati dalle 19
società di serie A e dalla Serie B:
JUVENTUS 90
milioni di euro MESSINA 7.5
MILAN
81 SAMPDORIA 7.3
INTER
65 REGGINA E ATALANTA 7
ROMA
40 LECCE E LIVORNO 6
LAZIO
40 SIENA 5
PARMA
24.8 CHIEVO
2.1
PALERMO
15 BRESCIA 1.7
BOLOGNA
13.4
UDINESE
12.9 Serie B
(Contratto
collettivo)
17
CAGLIARI
12.5
mi fa affermare
che è giusto dare alla Fiorentina ciò che gli spetta e che la cifra
proposta da Della Valle non sia poi così proibitiva. Fermo restando che
lo stesso Della Valle ha dichiarato che accetterebbe anche quanto
offerto da SKY a patto che l’emittente dimostri con parametri adeguati
che la Fiorentina vale quella cifra (15 milioni). A me piacerebbe che
SKY giustificasse le cifre date alle altre 19 società, in particolare al
Parma.
La soluzione sta
nel mezzo, sempre che una soluzione sia possibile e che la si voglia
trovare.
Noi tifosi lontani
da Firenze ce lo auguriamo.
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Inchinatevi
A Firenze
lunedì 19 luglio 2004 (dedicato a chi so io)
Tutto cominciò nel
lontano settembre 2001…
Un’ avventura durata
due anni e mezzo in quel di Samarate.
La serie A l’abbiamo
sognata ed alla fine anche noi nel nostro piccolo ce la siamo meritata.
Tra cene, domeniche
alternative, scherzi e screzi partendo da vere incazzature, depressioni
cosmiche, senso d’abbandono al triste destino, per arrivare alle
sentite, sincere lacrime di gioia.
Dal baratro al
paradiso o, se preferite, dalle stalle alle stelle attraverso un
percorso insidioso, duro, pieno di ostacoli e prese per il culo da parte
dei nostri avversari.
“Avete fatto la fine che meritavate!”
dicevano. Oppure: “Finalmente non ci romperete più le palle!”.
Ci schernivano perché
noi giocavamo col Poggibonsi, l’Imolese, il Sassuolo.
Ebbene, idealmente
questa vittoria la voglio proprio dedicare anche a tutte queste
persone. Magari le stesse che questa estate soffriranno vedendo la loro
squadra sull’orlo del fallimento.
Auguro a loro un :
“Provare per credere”. Perché solo provando si può capire.
Dicano pure che ci hanno dato una grossa spinta
ripescandoci in serie B.
Va bene, sarà anche
vero.
Però voglio solo
ricordare che la Fiorentina la promozione in serie A l’ha guadagnata sul
campo, lottando per ben 50 partite, senza aiuti o favoritismi, anzi.
Qualcuno non voleva
che ritornassimo in serie A?
Poco importa, non ci
è dato sapere.
La realtà è che,
piaccia o meno, ci siamo davvero riconquistati il maltolto, ci siamo
ripresi la nostra storia. Con nostra somma gioia e felicità alla faccia
di tutti e tutto.
E’ stata una vittoria
collettiva per una città e per tutto il popolo viola sparso per il
mondo, per chi relegato sui campi di serie C aveva la dignità di
scrivere: “Da Wembley a Gualdo Tadino orgoglioso d’esser
Fiorentino”; per chi ha dovuto sperare in gol di attaccanti dal
nome improbabile come Felice Evacuo, per chi sognava lo straniero
alla Rui Costa e si è ritrovato Hutwelker ed Helguera, per chi
non gradiva quella maglia bianca con banda viola e giglio rosso senza
nomi sulle spalle che non ti faceva riconoscere nessuno, per chi
trovava strano chiamare la propria squadra Florentia Viola, per
chi sorride pensando che a portarci in serie A sia stato un tifoso viola
d.o.c., per chi la sera del 20 giugno ha issato in curva quello
striscione bellissimo che solo un fiorentino poteva scrivere e che
recitava così:
“E
FINALMENTE USCIMMO A RIVEDER LE STELLE…”
GRAZIE RAGAZZI
Lorenzo
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Nuvole nere? |
Venerdì 7 maggio
2004
Sono trascorsi due mesi e mi scuso con
i miei intimi lettori per la prolungata assenza.
Riprendo il filo del discorso in un
momento sotto tono della Fiorentina. Non lo faccio apposta.
In due mesi si sono susseguite molte
vittorie e si è materializzata una rincorsa che sembrava impossibile. Un
periodo davvero esaltante per i colori viola, le prime vittorie in
trasferta a Verona, Como (io presente) ed Avellino; la fantastica
rimonta col Palermo, la supremazia dimostrata col Messina.
Sembravamo inarrestabili e volavamo
sulle ali dell’euforia, trascinati dal nostro fantastico pubblico. La
serie A si avvicinava giornata dopo giornata in un crescendo rossiniano.
Tutte rose e fiori ma, lo sappiamo benissimo, sul cammino del successo
ci sono molti ostacoli, possono presentarsi delle difficoltà, possono
esserci delle battute d’arresto. E’ normale. Come perdere a Livorno.
Sabato 1 maggio
La festa dei lavoratori non è stata la
festa dei tifosi viola.
Una giornata angosciante per l’attesa
della gara col Livorno all’Ardenza e per la resa dei viola sul campo.
Impietoso l’epilogo della partita con
il 2-0, limpido, cristallino, senza appello inflittoci dagli amaranto.
Lucarelli – Protti, 44 gol in coppia,
sono stati di un altro livello, irraggiungibili.
Il Livorno sta meritando la serie A e
lo sta dimostrando sul campo con i fatti.
Ciò nonostante, credo che la
Fiorentina non abbia giocato male. Qualche occasione da gol l’abbiamo
avuta e nel secondo tempo dell’incontro abbiamo mantenuto il possesso
palla anche se sterile.
Tre difensori in linea: Savini, Delli
Carri e Viali per le loro caratteristiche non sono stati in grado di
arginare l’onda d’urto livornese. Sulla fascia sinistra l’asse Maggio –
Fantini è stato letteralmente spazzato via, direi dal solo Chiellini.
Fantini in particolare è risultato come “non pervenuto”, sperso in un
ruolo non ben definito di seconda punta o laterale.
Col senno di poi si può affermare che
Mondonico, come a Genova, abbia commesso degli errori di valutazione
nell’impostare la formazione di partenza, con il risultato devastante di
giocare per 20 minuti in equilibrio e poi di permettere al Livorno di
chiudere la pratica in soli 3’ minuti. Un amen.
Nulla da dire. Il risultato è giusto,
anche se a noi fa un male incredibile.
A sei giornate dal termine del
campionato ci ritroviamo al settimo posto in classifica a 2 punti dalla
sesta (Piacenza); a 5 punti dalla quinta (Livorno).
Per ora, manteniamo la speranza di
agguantare il sesto posto per disputarci lo spareggio con la quart’ultima
della serie A. Cosa probabile anche se di difficile realizzazione.
Un’ ipotesi surrogata anche da siti
autorevoli dove, per esorcizzare la paura, si propagano sondaggi sulla
promozione con l’intento di far sentire, nonostante tutto, ottimismo
intorno alla squadra.
Personalmente ritengo che ancora non
tutto è perduto e dissento quindi dall’ipotesi mistica del miracolo come
paventa il nostro presidente (l’orso) proprio sulla nostra home page.
Giocare e vincere, questa è la retta
via. Senza paure né patemi. La serie A è lì alla nostra portata, non
sprechiamo questa occasione unica.
Dai viola! Siamo con te!
Lorenzo
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Con sincera
partecipazione |
Mercoledì 10 marzo 2004
Per la prima volta
quest'anno sento il desiderio di scrivere per il mio club, "Unione Viola
Lombardia". Con la doverosa premessa di fare ammenda in quanto ho sì
frequentato molte volte il sito, ma per molti motivi non ho mai lasciato
il segno sotto la forma di messaggi sul Forum e/o quant'altro.
Per chi non lo sapesse sono il cordiale, burbero ed incazzoso fratello
del segretario....un pò più anziano e con tanta anzianità viola in
più....
Ho masticato la Fiesole dal 1973 al 1994 più o meno
continuativamente......Facevo parte dei vecchi Ultras Viola e per chi
non lo sa conoscevo il Pompa.
Anche io ultimamente mi sono unito al coro : Il Pompa vive !
Ma questi sono ricordi di vecchie comari.....
Negli ultimi tre anni ho fatto una scelta personale : quella di non
vivere più la Fiorentina durante la settimana, ma solo nel giorno della
partita....ormai ne ho viste troppe e i dolori sono stati tanti....le
gioie poche...
L'unico momento di passione puramente viola è stato quando nell'estate
del 2001, dopo l'infasta partita di Supercoppa Italiana persa con la
Roma all'Olimpico e dopo aver dovuto sopportare gli scherni di Totti, mi
sono deciso a lanciare un appello tramite il sito www.fiorentina.it per
la creazione di un Viola Club in Lombardia....
Da lì ho conosciuto tutte le persone che adesso frequentano il mio club.
Ho fatto fare la tessera anche a mio suocero, che è tifoso del Como.....
Ma veniamo ai giorni nostri....condivido pienamente le analisi del
segretario....e come dissi all'inizio della stagione : ci dovremo
rassegnare ad un campionato di transizione in serie B. Sinceramente lo
preferisco...Le motivazioni sono molteplici.
Ho grande fiducia nella società, perchè ha dato dimostrazione fino ad
ora in una dose del 95 % di essere seria e preparata. Di aver mantenuto
le promesse fatte.
Ho solo due appunti : la scelta della conduzione tecnica (Cavasin non
era il massimo) e la troppa accondiscendenza nei confronti del popolo
Viola.
Su quest'ultimo punto mi spiego meglio : ritengo che fosse il caso, nel
giorno in cui siamo stati ammessi d'ufficio alla Serie B, fare
ammissione d'umiltà e scegliere di fare il cosiddetto campionato di
transizione.
Perchè ? Perchè avremmo rispettato il programma dei tre anni in Serie A.
Questa è una cosa che la quasi totalità del popolo Viola dimentica.
Sarebbe troppo bello avere tutto e subito. Ma Don Diego aveva detto tre
anni. Se quest'anno non si sale, poco male. L'anno prossimo è il terzo...ma
così abbiamo la possibilità di preparare meglio la campagna acquisti, la
preparazione e soprattutto di scegliere la conduzione tecnica....
Anche io come il simpatico Spacciatore ho preferenze particolari per
alcuni giocatori....ma ritengo che la valorizzazione del vivaio viola
sia molto importante.
L'esempio di Magnanelli in prima squadra nelle ultime due partite mi
conforta.
Se vogliamo passare all'aspetto tecnico vi elenco alcune cose che mi
piacerebbe vedere realizzate.
a.. Squadra da mettere in campo ora :
1.. Cejas
2.. Maggio
3.. Scaglia
4.. Magnanelli
5.. Viali
6.. Lucarelli
7.. Camorani
8.. Piangerelli
9.. Riganò
10.. Fontana
11.. Graffiedi
Qualcuno mi dirà : Scaglia ????!!!! Sì Scaglia, perchè come esterno
sinistro è l'unico puro che abbiamo. Giocherei a tre dietro e gli
elementi che ho scelto sono l'ideale.
Il centrocampo con due mangiatori di palloni. L'esterno destro puro lo
abbiamo : Camorani ed è quello il suo ruolo. Fontana a creare per Riganò
e Graffiedi. Sì, Graffio perchè è l'unico secondo me che ha dimostrato
di poter convivere con Riga.
Il soldatino in panca come uomo di esperienza.
a.. Nuova conduzione tecnica per la prossima stagione. I preferiti per
me sono in ordine gerarchico :
1.. Novellino ;
2.. Cosmi ;
3.. Perotti (all'Empoli sta facendo molto bene e con un finto
centroavanti come Rocchi...)
a.. Acquisti :
Portieri/Difensori : Cudicini, Abbondanzieri, Fabio Aurelio, Carrozzieri
Centrocampisti : Kosowski, McBride,Pedretti e un tipino alla Schwarz...
Attaccanti : Donovan, Djouf, Jaiziri e i miei due sogni : Alberto Luque
e Diego Tristan
Beh Spacciatore ? Cosa ne pensi ?
Un saluto viola a tutti.
Francesco Campioni
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Meritiamo di più |
Lunedì 01 marzo 2004
Firenze. Nei pressi dello stadio
“Artemio Franchi”
L’insofferenza del popolo viola non
tarda a manifestarsi. Ci si aspetta molto di più, l’amore che i tifosi
viola danno non è giustamente ripagato.

Domenica 29 febbraio 2004
Prenotati i biglietti al sabato
decidiamo di muoverci in sei per raggiungere Piacenza che stando alle
previsioni ci aspettiamo di trovare innevata. La trasferta sin dalle
prime ore sembra improba, difficile e con tante incognite. Arriveremo in
tempo? Le strade saranno agibili? Il campo di gioco è stato telonato ma
gli spalti saranno ripuliti dalla neve? Soprattutto, la squadra ce
l’avrà fatta a raggiungere Piacenza? Queste sono tutte le domande che
il sabato sera circolavano nel club. La nostra unica certezza però
rimaneva quella che noi qualunque fosse stato il tempo saremmo partiti
alla volta della città emiliana. Stoici e convinti di vivere la domenica
della svolta.
Memori della brutta esperienza di
Torino, questa volta decidiamo di appoggiarci agli Alterati Piemonte e
Lombardia e partiamo in pullman. Ritrovo alle 12.30 lungo la tangenziale
ovest di Milano, tutti pronti e via si parte! Il pullman è carico di
viola, per me è la prima volta e l’impressione che mi da questo gruppo è
davvero buona. Organizzazione, cordialità e discreta puntualità. Il
viaggio è tranquillo e veloce. Arriviamo a Piacenza in un’ora ed abbiamo
il tempo di recuperare i biglietti e gustarci un ottimo ed abbondante
salamino alla piastra. Di neve nemmeno l’ombra ma noi c’eravamo in ogni
modo tutelati. Tanto meglio così.
In meno che non si dice ci ritroviamo
all’interno di un’oscenità indescrivibile che porta il nome di stadio “Garilli”.
Ci si chiede come mai abbia fatto quest’impianto ad ospitare per anni la
serie A e le tifoserie calde e numerose che la popolano.
I tifosi piacentini sono una sparuta e
commovente presenza nella curva opposta, incolori, anonimi ed
infreddoliti. Mi ricordano seppur in quantità appena maggiore quelli
dell’Albinoleffe. Mah…noi siamo notevolmente di più, coloratissimi e
caldi nonostante i 5°.
La partita ha inizio. La Fiorentina è
a tre punte ma non punge, il Piacenza controlla il possesso del pallone
ma non incide. L’arbitro Morganti prende un paio di decisioni scandalose
a favore dei padroni di casa e per poco non ci scappa un gol beffa. Per
me la gara è da 0-0 ma forse a crederci di più sono i biancorossi. Dopo
il the caldo dell’intervallo i nostri rientrano in campo più convinti.
Convinzione che dura poco più di 15’. Infatti, al primo affondo del
secondo tempo il Piacenza si porta in vantaggio. Da questo momento si
può dire che viene spenta la luce sul campo di gioco. La Fiorentina
letteralmente si squaglia come neve al sole ed il Piacenza con il
secondo affondo merita il doppio vantaggio e chiude le ostilità. Monta
il malumore sugli spalti tinti di viola, salgono alti nel cielo i primi
fischi impietosi che via via si tramutano in olè di sberleffo quando i
piacentini fanno la classica melina a centrocampo. Un’ umiliazione. Con
la memoria ritorno indietro nel tempo di almeno 10 anni, stadio
“Giuseppe Meazza” (la Scala del calcio) di Milano serie A,
Milan-Fiorentina 2-0 Desailly e Di Canio. Stessa sorte, stesso
trattamento in campo e sugli spalti. Ritorno alla realtà e penso: “Va
bene sono stati più forti, ma qui siamo al Garilli e i loro tifosi sono
quattro gatti, CAZZO!” Inconsapevole mi unisco al coro
“Meritiamo di più!” e lo canto
convinto e disperato. Mi sento affranto e deluso, inizio a sentire
freddo e sulle mie convinzioni iniziano a formarsi le prime crepe. Come
facciamo ad arrivare in serie A? Perché non riusciamo a vincere in
trasferta? E’ mai possibile che le nostre illusioni siano così infrante
ad ogni partita? Soprattutto per quale strano motivo Di Livio è titolare
inamovibile in questa squadra? Completamente bollito, il soldatino non
corre nemmeno più come qualche anno fa, più che giocare parla di
continuo con i compagni, con l’arbitro, con se stesso. E’ imbarazzante e
indisponente.
Lungo il viaggio di ritorno, maturo
una decisione importante: per quest’anno un’altra trasferta a Como e poi
basta.
Io ho già dato.
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Ciao Marco |
Sabato 14 febbraio 2004
Sto tornando a casa da una cena,
accendo la radio è apprendo che Marco Pantani non è più tra noi.
Le parole non servono, sarebbero
banali e scontate.
La tristezza e la compassione sono più
forti.
Io preferisco ricordarlo com’era.
Ciao Pirata
Lorenzo

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06/02/2004 -
Cambiamo fin che siamo in tempo
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Venerdì 06 febbraio 2004
No ragazzi, così proprio non va!
Il Pescara che domina a Firenze e ci
strappa un meritato punto, Amerini che c’infila il classico gol dell’ex
e per finire la Curva Fiesole che lancia i primi fischi di contestazione
ai nostri giocatori.
Archiviamo la domenica sportiva con
un passo indietro nel cammino insidioso verso la serie A.
Tra noi tifosi c’è chi
affrettatamente (?) tira le prime “fiatate maleauguranti” e vede
addensarsi scuri nuvoloni all’orizzonte, e chi non ce la fa più nemmeno
a vedere Cavasin.
I giocatori che fino a pochi giorni
fa erano considerati promesse, fenomeni, salvatori della patria, sono
ora diventati dei clamorosi brocchi incapaci di giocare a pallone.
E’ facile scoraggiarsi con questa
Fiorentina ma le contestazioni e i processi non portano quasi mai a
niente di buono. Sarebbe più utile un urgente, severo, contrito e
convinto esame di coscienza da parte di tutti. Insomma, diamoci una
regolata tutti quanti, tifosi, allenatore e giocatori!
Della Valle si è “frugato” e la sua
parte l’ha fatta, 12 acquisti sono tanti e tutti i nuovi arrivi sono
migliori dei precedenti. Questo è un dato di fatto e di più,
onestamente, non gli si può chiedere.
Cavasin deve cercare di cambiare
qualcosa e prendere delle decisioni ferme e convinte. Da parte mia
auspico che il nostro tecnico prenda coscienza della posizione che gli
compete e che con grinta faccia rispettare le sue decisioni. Questo
perché nelle ultime domeniche ha mostrato più una faccia da agnello
sacrificale che da guerriero. Per fare un esempio vorrei vedere la
faccia di Cavasin come quella di Capello.
I giocatori devono rendersi conto
(subito) che giocare con sufficienza non basta. Prendere gol ad ogni
partita è una cosa preoccupante e pareggiare in casa lo è altrettanto se
poi non si riesce a vincere mai in trasferta.
Partite come quella di domenica vanno
vinte per forza, a maggior ragione se si gioca tra le mura amiche.
Vincere sempre e in ogni modo anche se ad affrontarci ci fosse il Real
Madrid.
Non si dimentichino che la maglia
viola va onorata e che Firenze è un’opportunità grande per la loro
carriera e la devono sfruttare.
I tifosi si schierino soltanto per la
maglia e cerchino di evitare le contestazioni. Semmai cerchino il
confronto civile e diretto con i giocatori. Tifo entusiasta pari
all’impegno mostrato in campo dai giocatori. Come dire: “Patti chiari e
amicizia lunga”.
Da parte mia i sentimenti sono
combattuti. L’amore per la Fiorentina e Firenze cozzano in maniera
violenta con la rabbia per le partite come quella di domenica.
E’ mai possibile soffrire così tanto?
Perché non riusciamo a vincere e dominare questo campionato e queste
squadre? In effetti, i nostri tifosi non sbagliano quando gridano:
“Meritiamo di più!”.
In ogni modo, malgaro le domeniche
passino e la Fiorentina mantenga pressappoco la stessa posizione in
classifica, resto convinto nelle possibilità enormi di questo gruppo e
devo dire anche di Cavasin.
Tra le attenuanti e colpe varie è
indubbio che i punti persi per strada sono molti ma è anche vero che il
campionato non è ancora finito e che non perdiamo da 5 partite.
In conclusione non è tutto da
buttare, però da ora in poi è meglio che Camorani stia in panchina.
Non possiamo permetterci di regalare
dei giocatori agli avversari.
Questo proprio non dobbiamo farlo.
Lorenzo
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20/12/2003 -
Eccomi di nuovo!
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Mercoledì 21 gennaio 2004
Il mese sabbatico è concluso e mi
scuso quindi per il mancato aggiornamento della mia rubrica anche se
credo non in molti ne avranno sentito la mancanza viste le ultime scarse
affluenze sul sito.
Ebbene, durante la vacanze natalizie
ho trascorso dei giorni di ferie a Firenze. In questo mese ho avuto modo
di leggere due interessanti libri sulla Fiorentina e mi sento in dovere
di consigliarvene la lettura. I due testi sono: “99 giorni”
di Carlo Pallavicino e “La mia voce in viola” di David
Guetta. Ovviamente non sono due testi fondamentali della narrativa
italiana ma possono essere utili per capire meglio lo spirito fiorentino
a chi di Firenze non è.
Intimista il primo, “cronologico” il
secondo, per motivi diversi aiutano il lettore a ripercorrere la storia
recente della Fiorentina, tra gioie e dolori.
Detto questo, mentre mi documentavo
sulla Fiorentina che fu, la Fiorentina presente attingeva a piene mani
dal mercato di riparazione acquistando ben 8 giocatori (se non è un
record poco ci manca) rinforzandosi notevolmente.
Nel clima di rinnovata fiducia ed
esaltazione, durante il quale Della Valle è stato incoronato come re di
Firenze per il suo prodigarsi alla causa viola, abbiamo potuto
apprezzare il mirabolante primo tempo della gara interna col Catania. 3
a 0 rotondo con gol di due nuovi arrivi, Vryzas e Fantini, il tutto
condito da un gioco e giocate da leccarsi i baffi. Purtroppo il secondo
tempo ci ha fatto ritornare con i piedi per terra e nonostante la
pochezza dei nostri siamo riusciti comunque ad incamerare gli agognati 3
punti. In classico stile fiorentino, quello del PATIMENTO.
Contenti per il risultato ci
accorgiamo che la settimana successiva si gioca a Torino. Non posso
mancare, la squadra ha vinto, i nuovi arrivi mi convincono, Torino è
abbastanza vicino ed in più diversi di noi vogliono spingersi in
Piemonte nonostante il freddo della stagione.
…
La settimana scorre regolarmente
nell’attesa della partita di domenica.
Tra chi in fibrillazione cerca di
organizzare il tutto per il meglio e chi invece si mantiene tranquillo
arriviamo al rendez vous di domenica mattina alle ore 10 spaccate
(minuto più, minuto meno…) davanti a casa di Ettore. Partiamo con il
problema dei biglietti (ma ci rassicura il fatto che il “Delle Alpi” è
una cattedrale nel deserto e che sicuramente sarà mezzo vuoto) e senza
Marro che passerà la domenica a fare il falegname...
Partiamo in 5 e 2 ci aspetteranno a
Torino. In due ore raggiungiamo un ottimo ristorante dell’interland
torinese dove ci rifocilliamo ben bene. Spendiamo poco e degustiamo un
vinello niente male. Nonostante una deviazione non voluta verso la
tenuta di Stupinigi siamo in linea con la tabella di marcia. Ciò ci
consente di arrivare puntuali allo stadio, e nell’ordine parcheggiamo ad
un tiro di schioppo, familiarizziamo con un ultras granata,
riabbracciamo il grande Fabio (Mareggio o Spacciatore), compriamo i
biglietti.
Entrando nello stadio semi-vuoto
riecheggiano i cori di fratellanza delle due tifoserie ed è bello
saltare tutti insieme e cantare a squarciagola il classico universale e
mai tramontato inno: “JUVE, JUVE VAFFAN…..”.
Fa freddo, il formaggino che ci ospita
è pieno di viola provenienti da tutta Italia. Siamo belli con le nostre
sciarpe, i nostri vessilli e i nostri cori.
La partita finisce 1-1 senza troppi
clamori ma avremmo potuto vincere agilmente. Il rigore non l’ho voluto
vedere, un po’ per agitazione, un po’ per scaramanzia.
L’abbraccio collettivo susseguente al
gol è l’ultimo ricordo positivo del pomeriggio perché all’uscita dallo
stadio troviamo un vetro infranto dell’auto e la mia macchina
fotografica volatilizzata nel nulla.
Faccio notare che la stessa era nel
bagagliaio dell’auto, pertanto non in vista. E’ evidente che qualcuno
all’arrivo ci ha curato. La stessa sorte è toccata ad altre quattro auto
limitrofe. Il parcheggio l’abbiamo pagato (!). Ne concludo che stare a
Torino è come stare a Palermo, infatti i titolari delle bancarelle
vicine non hanno visto e sentito nulla e di conseguenza non parlano
nemmeno sotto tortura…
Al ritorno in un autogrill nei pressi
di Torino, incontriamo Giovanni Galli che nel far benzina alla sua auto
con gentilezza ci esprime il suo dispiacere per l’accaduto e per il
risultato dell’incontro che proprio non lo lascia soddisfatto. Ci
lasciamo con una promessa o consolazione o speranza, ci rifaremo nella
prossima gara.
Ma il viaggio di ritorno per me è
colmo di rabbia, mi autocommisero e provo rimorso per non aver lasciato
la macchina fotografica a casa.
Annotazione personale:
i ladri sono delle merde.
Colui che mi ha rubato la macchina
fotografica spaccando il finestrino dell’auto di mio fratello sarà stato
sicuramente GOBBO e gli fanno degna compagnia i venditori delle
bancarelle.
…
Venerdì 16 gennaio in anticipo la
Fiorentina gioca col Cagliari l’ultima partita del girone d’andata.
Sulla carta la gara è difficile. Si
rivede a Firenze dopo anni il grande campione sardo Gianfranco Zola ed è
a ragion veduta il giocatore più temuto degli ospiti.
Nonostante ciò il Cagliari non sta
facendo il campionato che era nelle attese ed in più ha cambiato in
corsa l’allenatore trovandosi in ritardo rispetto alle prime in
classifica.
Come la Fiorentina, gli ospiti devono
vincere la partita ma, gioca in trasferta e deve pagare dazio per il
pubblico di casa e soprattutto per Riganò che infila una doppietta
magistrale che regala la vittoria ai viola.
Il club è un’autentica polveriera, mai
così tanti i presenti. Siamo soddisfatti per la vittoria sofferta, per
l’ottima cena, per le numerose presenze, per la sana amicizia che si è
creata tra noi. Per ora siamo a tre risultati utili consecutivi e
speriamo che questa striscia si allunghi. La rincorsa alla serie A è
ancora lunghissima, la squadra nuova fa ben sperare e noi rimaniamo
ottimisti come sempre.
Domenica c’è l’ Atalanta e se deciderò
di andare a Bergamo lo farò in treno.
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20/12/2003 -
Magna Grecia |
Mercoledì 17 dicembre
Preso Vryzas. Il centravanti greco, in forza al Perugia, arriverà
a Firenze il 2 Gennaio e potrà da subito allenarsi con la sua nuova
squadra. La trattativa è andata in porto nella serata di ieri, a Gaucci
andranno 2,5 milioni di euro più Said e Manfredini. Nella
trattativa, però, potrebbe essere inserito anche il giovane De Vezze.
(da
www.fiorentina.it)
La Fiorentina
ufficializza l’acquisto del greco Zisis Vryzas. E’ il primo colpo
di mercato promesso da Diego Della Valle, un uomo di parola.
Personalmente
ritengo che questo attaccante anche se non è il cosiddetto fenomeno,
possa garantire al nostro attacco più incisività in fase realizzativa.
Anche se non è un bomber puro la sua velocità ed intelligenza tattica
possono ben integrarsi alle caratteristiche di Riganò. Non è detto che
Cavasin non faccia giocare i tre attaccanti insieme: Riganò, Vryzas,
Graffiedi con quest’ultimo leggermente arretrato.
Sulla carta mi
sembra un buon attacco. In serie B ce ne sono forse di più affiatati e
sicuramente più prolifici, ma è comunque un buon punto di partenza su
cui possiamo sperare bene.
Mi sono
interessato per ottenere su questo attaccante greco qualche informazione
in più.
Sul sito ufficiale
del Perugia
www.perugiacalcio.it viene descritto così:
ZISIS VRYZAS
Caratteristiche:
il maggior talento tecnico del Perugia.Centravanti generoso e virtuoso.il
suo altruismo e’ pari alla sagacia tattica con cui sa muoversi in campo.movenze
ora feline ora potenti.un giocatore bello da vedere.un professionista
esemplare.
Mesi fa, acquistai
un libro autobiografico di uno, a mio modesto parere, dei migliori
allenatori del campionato italiano: Serse Cosmi. Tra le pagine di questo
libro dal titolo:
Serse Cosmi con
Enzo Bucchioni
“l’uomo del fiume – la mia vita, il mio calcio” edito da
Baldini&Castoldi, annotai questo passaggio:
“…Ma qualche
cassetta l’ho portata anch’io a Gaucci. Ho i miei pallini che non
vengono necessariamente dal Congo Belga. Abbiamo visto e rivisto Bazzani,
sono riuscito a convincere Alessandro, ma il Venezia non ce l’ha voluto
dare. E’ arrivato l’anno dopo, a volte basta aspettare.
Con Vryzas
invece, abbiamo giocato d’anticipo. Contestati dalla tifoseria dopo
l’eliminazione dalla Coppa Italia, nell’estate del 2000 ci siamo
rifugiati in Grecia per qualche giorno di allenamento e un’amichevole
con il Paok Salonicco. Nel secondo tempo loro fanno entrare un giocatore
svelto, molto tecnico, che rispetto agli altri sembra un campione. Mi
piace, faccio domande. Vengo a sapere che si chiama Zisis Vryzas,
che non lega con l’allenatore e si sente sottoutilizzato. Per me era da
prendere subito al volo. Ma non volevo allargarmi, temevo che tutti quei
provini notturni mi avessero dato alla testa. Non avendo registratore e
cassette sottomano, mando un messaggio telefonico ad Alessandro Gaucci.
Lui decide di farlo venire in Italia per valutarlo meglio. Cinque giorni
dopo organizziamo quasi apposta per lui un’amichevole contro il Bologna.
Lo metto fra i primi undici e nell’intervallo lo chiudo nello
spogliatoio: era stato il migliore in campo, non volevo farlo vedere a
nessuno. Ha firmato subito, è costato pochissimo, nel suo primo anno
italiano ha segnato nove gol e lavorato moltissimo per la squadra. E non
è finita qui.”
Caro Zisis,
ben arrivato!
Lorenzo
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16/12/2003 -
Dalla disfatta di Ascoli alla
sofferenza veneziana |
Domenica 14 dicembre 2003
Domenica scorsa ho assistito al primo
vero tracollo della nostra squadra. La sconfitta era nell’aria dato che
giocavamo fuori Firenze, ma mai mi sarei aspettato una sconfitta di
dimensioni catastrofiche.
L’Ascoli sembrava il Brasile di
Ronaldo e Rivaldo ed invece in campo c’erano Pià e Fontana…
Sotto l’acqua i nostri avranno sì
cantato Viola Alè ma hanno preso anche QUATTRO sonori ceffoni senza aver
modo di replicare. Al club qualcuno ha commentato che venire ancora a
vedere la Fiorentina è diventato un vero e puro atto di masochismo.
Ha ragione.
Dire che ho visto una partita di
calcio è un eufemismo, l’Ascoli ha letteralmente giocato come il gatto
fa col topo. In campo c’erano 11 persone in maglia bianco-viola che
trotterellavano qua e là senza aver mai la palla tra i piedi. 11
estranei.
Al 20’ del secondo tempo (o forse
prima) ho ritenuto che giocare a spider era più divertente e mi
sono limitato ad ascoltare i commenti infuocati dei miei colleghi-soci
dalla saletta attigua.
…
Durante la settimana molteplici sono
stati i processi. Cavasin ha salvato la panchina almeno fino a gennaio
come da volontà del nostro grande Presidente. Riganò si è sbilanciato
dicendo che nelle prossime due gare la squadra cerca almeno 4 punti.
Di Livio ha ammesso in un’ intervista
alla “Gazzetta dello sport” che effettivamente la squadra è innervosita
per le ultime scadenti prestazioni ma che tutti stanno lavorando per
offrirci un gioco più convincente. La società fa sapere già da tempo che
si sta muovendo sul mercato per gli agognati rinforzi che arriveranno a
gennaio. I tifosi passano così una settimana tumultuosa mantenendo però
la solita incrollabile fiducia. Mi giungono voci che per domenica ci
sarà allo stadio una grandiosa scenografia natalizia. Nella vittoria noi
ci crediamo sempre, anche dopo batoste come quelle di Ascoli.
…
La domenica arriva senza ulteriori
scossoni.
In mattinata arrivano le notizie più
clamorose, ma non riguardano la Fiorentina:
Saddam Hussein viene finalmente
catturato dagli americani.
Il mondo può respirare il vento fresco
e pulito della libertà. E’ una data storica e noi la stiamo vivendo.
Il Milan perde ai rigori la Coppa
Intercontinentale contro gli argentini del Boca Juniors e di 4 rigori
calciati dai rossoneri ne viene trasformato soltanto uno, quello di Rui
Costa.
Sono le 15, arrivo al club per vedere
la partita, mentre esulto con Jorge per la vittoria del Boca vedo che la
curva ha mantenuto la promessa per la scenografia e ci offrono uno
spettacolo di cappellini da Babbo Natale per augurare delle felici
feste.
In campo scende la solita Fiorentina
ma con i recuperi di Comotto ed Helguera. Sembra che tatticamente verrà
disposta in modo diverso, con Graffiedi dietro all’unica punta Riganò.
E’ l’ennesimo esperimento, 19° su 19 partite. Piovono fischi sul capo
dei nostri, la tensione è palpabile, fuori e dentro il campo. La squadra
appare subito contratta, fuori forma, il Venezia gioca meglio e malgrado
molti pensino che sia una squadraccia faccio notare che i lagunari hanno
un filotto positivo di ben 9 gare consecutive e che non sono proprio gli
ultimi arrivati. Arriva il gol ospite da palla inattiva. Ancora un altro
errore difensivo che ci punisce. Ripa si immola e fa autogol. Tra me e
me penso che siamo davvero arrivati alla frutta. La reazione di fatto
non c’è. Dopo l’intervallo rientra una Fiorentina più volenterosa, sulla
fascia sinistra c’è Bismark con Scaglia, diventiamo leggermente più
pericolosi. In effetti il Venezia è schiacciato nella propria metà campo
e tutto sommato non mi sembra nemmeno che si giochi male. Il (meritato)
pareggio arriva in maniera rocambolesca su calcio di rigore trasformato
da Riganò (e sono nove), che io non guardo per la troppa paura che lo
sbagli.
Tutto sommato è un punto che fa
classifica. Tiro un sospiro di sollievo e andandomene esprimo il mio
dubbio di tornare domenica per la partita col Napoli. La sofferenza è
troppa, non voglio amareggiarmi tutte le domeniche per la Fiorentina.
Ma l’amore è tanto e troppo forte,
quindi vedremo…
Aspettiamo ancora, vediamo chi arriva
e speriamo che sia davvero buono. Io credo ancora che possiamo farcela
già quest’anno ad andare in serie A, a patto che tutti i giocatori,
vecchi e nuovi, diano il 110% in campo. A cominciare dalle partite in
trasferta, a cominciare da Napoli.
Lorenzo
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06/12/2003 -
La sorpresa che non t’aspetti |
Varese 2 dicembre 2003
Serata piovosa di una giornata
uggiosa, livida, normale e senza slanci.
Mi trovo a Masnago in occasione del
turno infrasettimanale di Uleb Cup di pallacanestro (l’equivalente della
Coppa U.E.F.A del calcio) tra Metis Varese e Stella Rossa Belgrado.
La partita è appena terminata, la mia
seconda passione sportiva (Pallacanestro Varese) ha appena vinto.
Insolitamente mi attardo sugli spalti del PalaIgnis per dare l’ultimo
saluto festante ai giocatori di Varese dopo la lunga battaglia sul
parquet (? Ignoro se si scriva così).
Esco dal palasport e commentando la
partita assieme a Silvia ci dirigiamo alla macchina, quando tutto d’un
tratto, alzo gli occhi ed ho un’autentica folgorazione, un lampo. Non
può esser vero, ma lo è, vedo RUI COSTA!!!.
Sì è lui senz’altro. Come se lo
vedessi tutti i giorni lo faccio notare a Silvia quasi con sufficienza e
lei quasi quasi sviene…
Sembra più magro che in televisione,
più normale ma decisamente più bello. Se ne sta andando perché piove
ancora ed è senza ombrello. Silvia decide di seguirlo per salutarlo, io
vincendo la timidezza la seguo a distanza e penso a le cose che potrei
dirgli…
Strana la vita, Rui è stato un mio
idolo quando vestiva la maglia viola, l’orgoglio di noi tifosi, amato e
coccolato da tutti i fiorentini come se fosse stato un figlio o un
fratello. Mai, prima di stasera, l’ho visto dal vivo così vicino e in
abiti borghesi. Strana davvero la vita, e piccolo il mondo!
A Varese dopo una partita di
pallacanestro, penso che la cosa abbia dell’incredibile.
Mentre lo avvicino sono tanti i
pensieri e i ricordi che si succedono freneticamente nella mia testa,
penso a quando arrivò a sorpresa a Firenze quale “ciliegina” promessa da
VCG, all’articolo ritagliato dalla “Gazzetta” che gelosamente ancora
custodisco. Penso a quando gli vidi fare il suo primo gol in maglia
viola a Firenze contro il Padova (4-1 per noi) e ringraziare il cielo
per festeggiare oltre che il gol anche la nascita del suo primogenito
Felipe. Soffriva di “saudade” il ragazzo, pianse dalla felicità e fece
commuovere una città intera. L’abbiamo adorato sin dal primo momento,
come calciatore e soprattutto come uomo. Troppe cose vorrei dirgli,
troppe sono le emozioni che mi ha regalato che nemmeno un giorno intero
non basterebbe a raccontargliele.
Silvia lo raggiunge, lo chiama, lo
tocca sulla spalla e dice: “SCUSI, VOLEVO
SOLO DIRLE CHE LEI E’ UN GRANDE!”, Rui un po’ sorpreso girandosi
ribatte: “GRAZIE!, GRAZIE!...”. Mentre
sopraggiungo Silvia coglie l’attimo e replica indicandomi:
“…E LUI E’ UN TIFOSO VIOLA!”, a questo
punto chiamato in causa gli stringo la mano ed emozionato riesco solo a
dire: “PIACERE, FORZA VIOLA RUI, GRAZIE…”,
Rui: “AH!”, ricambiando energicamente
la stretta di mano e sorridendomi, “GRAZIE!,
GRAZIE! CIAO!”
E’ incredibile come in certi momenti
non si riesca proprio a dire cose sensate ed a comportarsi normalmente.
Della breve interazione potremmo dedurre che nessuno dei tre soggetti ha
molti argomenti da esporre, ma qui si parla di emozioni, come possiamo
quantificare un’ emozione? E’ impossibile e paradossalmente si rimane
senza parole. A me è bastata la stretta di mano, lo sguardo, il sorriso.
Appagati e felici raggiungiamo la
macchina.
Accendo la radio e sento: “Rete! è il
raddoppio del Galatasaray…Ancora lui…Hakan Sukur…Galatasaray due
Juventus zero….”
Avvio il motore e tra me e me penso:
I casi della vita…In fondo non fa neanche freddo…e forse non piove
neanche più…
Ciao Rui, spero davvero di rivederti
presto, anche in maglia viola…
Sei sempre nei nostri cuori.
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22/11/2003 - 2a.
Puntata: Orso |
In certi casi si suol dire: “di nome e
di fatto”. Ebbene è il nostro caso, l’assioma in questione è: Ettore =
Orso.
Di fatto è un Orso e non a caso la sua
rubrica si chiama : “La zampata dell’Orso”.
Non so a voi, ma a me l’Orso piace, si
muove sornione, sembra docile ha una stazza imponente ed è golosissimo.
Ettore in effetti lo ricorda per tutte
queste caratteristiche. Un uomo corpulento il cui aspetto tradisce la
sua predilezione per il cibo…
A parte gli scherzi (ma lo affermo
perchè temo di più le sue mani di acciaio) devo dire che negli ultimi
mesi Ettore è diventato davvero un figurino rendendosi ai miei occhi
fisicamente più “normale”. La prima volta che l’ho incontrato sono
rimasto quasi in soggezione. Eletto due volte consecutivamente, più per
timore reverenziale, non è mistero che ricopra la carica di Presidente
del club. Le sue elezioni sono state quindi un autentico plebiscito.
Non fraintendetemi Ettore non è un
dittatore, al contrario, ha un cuore d’oro. E’ sempre aperto al dialogo
e la sua disponibilità è a dir poco imbarazzante. E’ Presidente perché
questa è la sua carica naturale e perché non potrebbe essere altrimenti.
Ha carisma e mette d’accordo tutti, questo basta.
Per quanto mi riguarda, ho un buon
rapporto con lui, ci sentiamo spesso e confrontiamo le nostre idee,
diciamo pure che opero all’interno del club più come suo “braccio
destro” come ogni segretario che si rispetti… In realtà mi sono
affezionato parecchio e lo ammetto, questo non solo perché mi mena se
non lo dico.
C’è chi lo definisce zio, padre,
fratello, cogliendo sempre e comunque nel segno. Associare l’idea di
Club come famiglia a lui piace particolarmente. Dove nasce divisione
cerca sempre di ricucire lo strappo e di trovare una soluzione.
Quindi, se hai bisogno Ettore c’è. Per
Silvia (la mia fidanzata) e me è stato così e non lo dimentichiamo.
Sono felice di averlo conosciuto. Una
persona così può esser solo viola!
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16/11/2003 - Proseliti |
Con infinito orgoglio
vi propongo un articolo apparso sulle pagine internet del quotidiano
on-line della provincia di Varese :
www.varesenews.it .
Il vostro Segretario
ha seminato bene e questo è il meritato frutto del raccolto.
Dedico la “vittoria
giornalistica” ad Ettore, perché ha saputo sostenermi sempre ed a me
stesso.
Ringrazio
infinitamente l’autore dell’articolo Manuel Sgarella e tutta la
redazione di varesenews.it per l’attenzione prestataci.
Aggiungo con un po’
di superbia che:
LE VITTORIE MORALI
NON CONTANO NULLA…
QUESTI SONO FATTI!
NON PUGNETTE!
Per chi fosse
interessato il link all’articolo è il seguente:
http://www2.varesenews.it/rubriche/NETtizie/articoli/6-11viola.htm
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NETizie -
Nato due anni fa
il Club Unione Viola dei tifosi della Fiorentina è cresciuto molto
grazie a Internet
Varesini sì, ma
pazzi per la Fiorentina
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(13 novembre 2003) Sono in 50,
sono gli irriducibili della provincia, hanno un sito e... tifano
Fiorentina. Si tratta del Club Unione Viola nato due anni fa da
un messaggio lasciato nel 2001 sul sito madre della Fiorentina (www.fiorentina.it)
. Il club, l'unico della provincia di Varese, è poi cresciuto
anche con l'aiuto di Internet, grazie al sito
www.unioneviola.it , con cui sono entrati in contatto
numerosi tifosi della zona. Probabilmente i fondatori non
pensavano di arrivare a 50 iscritti, ma oggi sono una realtà,
con una sede a Samarate e continui viaggi per seguire la squadra
toscana.
«Tutto è nato nel 2001 da un messaggio lasciato da mio fratello
sulla bacheca del sito della Fiorentina - spiega Lorenzo
Campioni, tra i fondatori del club -. Messaggio in cui si
chiedeva chi voleva fondare un club nella provincia di Varese.
Le risposte non si sono fatte attendere: la prima risposta è
stata di quello che oggi è il nostro presidente, Ettore Silva». |
Subito dopo, tra la fine del
2001 e l'inizio del 2002 è nato il sito che oggi vanta, in
totale, 5 mila contatti. «Abbiamo subito scelto di puntare su
Internet - prosegue Campioni - perchè dà più visibilità ed è
un'ottima forma di comunicazione. Infatti, molti dei nostri soci
li abbiamo conosciuti grazie al sito».
Il club è nato quindi l'anno prima del grande fallimento di
Cecchi Gori. «Ci siamo costituiti come club l'anno che la
Fiorentina è andata in B. Poi c'è stato il fallimento, ma non ci
siamo arresi. Anzi, siamo cresciuti e rimasti uniti. Oggi la
Società promette di puntare alla serie A e noi ci vogliamo
credere, anche se serpeggia un po' di malumore tra i tifosi
perchè la squadra è solo a metà classifica. Ma il campionato è
ancora lungo».
L'unico neo a tutta la storia è che quest'anno la Fiorentina
avrebbe dovuto giocare in serie C1, al pari di Varese e Pro
Patria. «Ci sarebbe molto piaciuto poter seguire le partite "in
casa" a Varese o Busto Arsizio. Sarebbero state delle ottime
sfide - conclude Lorenzo -. Ma ci è stato fatto un bel regalo ,
ne siamo consapevoli (la Fiorentina è stata promossa in serie
B dalla Federazione per meriti sportivi, ndr). Non vedremo
le partite con il Varese, ma ci è stato stato restituito il
maltolto dello scorso anno».
Manuel Sgarella
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11/11/2003 -
Tre salti in padella |
Qualcuno mi sollecita a scrivere più spesso, rispondo dicendo che non è
così semplice per motivi di tempo, di lavoro e soprattutto personali.
Anch’io esco come tutti, vado al cinema a mangiare una pizza fuori con
gli amici, insomma, ho una vita privata che lo crediate o no…
Non sono un giornalista né ho la pretesa di diventarlo, mi diverto e
questo per il momento mi basta.
In ogni modo ritorno a parlare di Fiorentina e volutamente tralascio la
forma ironica della mia rubrica per mettere in luce alcune mie
riflessioni sulla squadra.
Intendo precisare che quanto scrivo è puramente un’opinione personale,
prendetelo per quello che è, uno sfogo di una persona che per una
domenica avrebbe voluto essere in panchina al posto di Cavasin.
Tre salti in padella
Tredici giornate di
campionato servono per attestare che la Fiorentina è 11a in classifica a
10 lunghezze dall’Atalanta, 17 punti fatti di cui 14 totalizzati tra le
mura dello stadio Artemio Franchi e 11 gol all’attivo: 6 di Riganò, 3 di
Di Livio, 1 rispettivamente Graffiedi e Manfredini.
Se facessimo un po’ i
conti della “serva”, come ama dire Ettore, ci accorgiamo che l’attuale
classifica non ci induce a pensare in grande. Questo a prescindere dal
gioco espresso finora dai viola. Già, il gioco, questo oscuro mistero.
Allora, altro che pensare in grande...
Per arrivare alla
promozione in serie A come in dirigenza paventano, la squadra non può
esimersi dall’esprimerne uno decente.
Cavasin non sa più a
che santo votarsi : 4-4-2; 4-3-2-1; 4-3-1-2; 3-5-2…(???); malgrado cambi
di formazione e ripensamenti tattici dell’ultima ora, esclusioni
clamorose, sonore rimbrottate, proclami per toccare l’orgoglio dei
singoli non ha ancora ottenuto ciò che va cercando da tempo, un gioco di
squadra e continuità di risultati.
Dopo esser stati
“cucinati” dalla Ternana, questi problemi sono tornati a galla. Per
usare una metafora credo che la Fiorentina attuale sia come una coperta
troppo corta.
Certamente sono da
considerarsi molteplici le attenuanti e quindi non è il caso di
disperarsi per una sconfitta. Giusto! Sappiamo che la squadra è stata
costruita in fretta, che ci vuole tempo per trovare il giusto amalgama
di squadra, che stiamo aspettando ulteriori rinforzi in arrivo a
gennaio. Giustissimo!
Ma a me i dubbi
restano, perché a gennaio mancano due mesi e x partite, i rinforzi che
sicuramente arriveranno dovranno pur ambientarsi ed essere accettati da
chi è in squadra da agosto, perchè vincere solamente in casa non può
bastare, perché se la squadra gioca ancora così anche i tifosi più
incalliti, e non solo loro,vedi DDV, perdono la pazienza.
Ieri nel pomeriggio
di follia in Umbria, limiti di tenuta psicologica sono emersi in maniera
preoccupante in occasione del secondo pareggio ad opera di Jimenez e sul
gol del vantaggio di Mario Frick carneade del minuto Liechenstain. E’
vero che Riganò è il nostro uomo più pericoloso, è altrettanto vero che
non possono giocare solo su di lui. (Gli avversari lo hanno capito). Il
centrocampo è lento in maniera imbarazzante ed è troppo prevedibile.
Ieri mancava il classico uomo di interdizione della manovra avversaria,
credo che per questo motivo sia stato inserito Helguera al posto di
Maspero quando eravamo in parità. Lento è stato Cavasin nel capire che
per aprire la difesa della Ternana era necessaria una punta veloce come
Cicconi e non l’armadio Cossato. Ma la cosa più preoccupante è la
dimostrazione di possedere poca personalità nei momenti difficili e nei
confronti di una squadra che oggettivamente ci è stata superiore per
lunghi tratti della gara. Personalità che mi pare difetti a diversi
giocatori per diversi motivi. Da Maspero per esempio è lecito aspettarsi
di più, non solo che passeggi bellamente solo dal centrocampo in avanti
senza costrutto, o che sempre bellamente passeggi verso bordo campo per
dare il cambio a Helguera. Anche se abbiamo potuto vederlo di più in
quei trenta secondi di primo piano televisivo che per tutto il tempo che
è stato in campo.
Sono convinto però
che miglioreremo, che anche queste sconfitte servono a maturare e aldilà
dello sfogo, ci credo ancora nella promozione, ci crederò sempre finchè
il campionato non avrà espresso il suo definitivo verdetto. I 1500 viola
che si sono spostati da Firenze fanno altrettanto, una città intera non
vuole sprecare il regalo estivo della serie B, questo è il nostro
vantaggio! I giocatori devono capirlo! Speriamo che ci credano anche
loro come lo facciamo noi da sempre.
Abbiamo sopportato
Cecchi Gori, due retrocessioni, un fallimento e la serie C2, ci fa ‘na
sega una sconfitta con la Ternana!

tifosi viola a
Terni
Forza Viola!
Lorenzo
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22/10/2003 -3 a
puntata: Lo Spacciatore
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TRUE LOVE
Roncegno 02/08/2002
“muore il mio vero e pulito amore ,nato nel
1926, l’unico che non ha mai chiesto nulla da me, e che anche nella
sofferenza non ha mai pesato .
L’unico amore che mi abbia fatto piangere i
gioia ; l’unico in grado di farmi battere il cuore per novanta minuti di
fila .
Quanti Campioni sono passati e si sono
innamorati i Firenze e della A.C. Fiorentina e soprattutto di NOI tifosi
, quelli veri che allo stadio non fanno casino ma si stringono insieme
per dare energia ai gigliati .
Noi veri tifosi che anche ai giocatori meno
“portati” non si è mai girato le spalle e anzi quelli che per altri
erano scarponi , finiti , o addirittura mezzi ciechi per noi erano
Lottatori.
Il Tifoso viola non regala nulla!
Anche nell’anno più brutto chi ha lottato ha
sempre preso consensi…!
LA FEDE VIOLA E’ COME UN INTENSO AMORE , VELOCE
, DANNATO ,
CON MILLE PROBLEMI …..
Un giorno sei nell’olimpo del calcio e dopo
pochi mesi piangi la fine di una storia ….
Che rimarrà AMORE ETERNO.
…..E , anche se saremo costretti a cambiare
nome , colore e vessillo , Firenze avrà la SUA squadra, e NOI la
sosterremo con sacrificio , con gioia e speranza sempre viva .”
GRAZIE A.C.F
TORNEREMO IN SERIE
A
….TESTA ALTA…..Lo
Spacciatore

Lo Spacciatore & Il Capitano
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22/10/2003 -1a
puntata: MARRO
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Ultimamente la Fiorentina, le recenti vicissitudini del
club non ci danno molti spunti interessanti degni di esser presi in
considerazione in questa rubrica. Quindi approffito di questo, mi
auguro, momento di stasi per riprendere il filo della mia rubrica,
sempre che ai più sia gradito, per raccontarvi delle persone che
popolano il nostro club.
1a puntata: MARRO
In principio era MARCO e correva
l’anno 2001, settembre.
Personaggio particolare col quale non
scambio nemmeno una battuta, lui è timido…
Al momento della consegna delle
tessere il presidente crede che il suo cognome, Michel, sia il nome e
capisce “MARRO” anziché Marco. Così anziché essere Marco Michel diventa:
Michel MARRO.
Un lapsus che passa inosservato anche
al diretto interessato, o forse no, l’ho già detto, lui è timido e non
replica.
Dopo qualche giorno quando tutti ormai
lo conosciamo come Marro (almeno i nuovi membri tra i quali io) ci fa
notare che lui non è Marro bensì MARCO! Comunque sia si rassegna e
accetta il nuovo nick diventando finalmente MARRO a furor di popolo.
La sua presunta timidezza lo fa
apparire chiuso e sembra stia sulle sue, ma solo a chi non conosce.
In realtà notiamo subito che il suo
modo di essere e di fare è perlomeno stravagante e “fumino”, ovvero si
accende come una miccia nelle discussioni e soprattutto durante le
partite della Fiorentina.
Non so dirvi con esattezza quando lui
ed io siamo diventati amici, l’amicizia di solito matura col tempo,
percui posso dire che si è sviluppata a piccoli passi e che continua
tutt’ora.
Di certo mi ricordo un nostro
abbraccio ad un gol della Fiorentina, spontaneo e liberatorio, e da
quel giorno abbiamo visto le partite sempre l’uno accanto all’altro.
Il primo anno al club è una tragedia,
la viola sprofonda in serie B ed a vedere le partite la media è di 5
persone: Ettore, Silvia, Raffaele, io e Marro. E’ una logica conseguenza
il nostro affiatamento.
In quel periodo conosciamo bene il
personaggio, guarda le partite in piedi, sbraita, si dispera e beve una
quantità spropositata di the verde, per non parlare dei gelati che si
ingolla ad ogni partita.
La sua furia agonistica credevamo
fosse dovuta al the in quanto eccitante, ma ben presto abbiamo capito
che il suo “doping” è naturale. E’ così e basta, di natura
semplicemente. Il the è un surplus che fa crescere la sua agitazione in
maniera esponenziale.
A tratti è incontenibile ed ha una
vocazione naturale a battere le mani su qualsiasi oggetto a mò di
tamburo. Talvolta accompagna il suo tamburellare con canti da stadio ma
il suo refran preferito è:
“Andiamo a
sonà i’ tamburo!!! Vai!! Vai!!”
Si diverte come un pazzo a sentirmi
parlare in fiorentino, lui è un lombardo d.o.c. ma ha il sangue viola
che gli scorre nelle vene. La sua è passione spontanea, che ha coltivato
negli anni malgrado nessuno nella sua famiglia sia di fede viola. Per me
è un mito.
Con il tempo, durante le famose
“domeniche alternative”, abbiamo apprezzato altre qualità: è un esperto
di astronomia, con passione ci ha raccontato molti particolari del
cielo. Questo ci induce a pensare che nonostante l’apparenza è anche una
persona riflessiva. Un particolare che dovrebbe renderlo, a mio parere,
imbattibile nel gioco che adora: il biliardo. L’unico problema è che è
ancora troppo dubbioso del fatto di essere o meno capace di giocarci...
Inoltre canta bene, con una discreta
intonazione che lo rende un abile imitatore, infatti in certi momenti,
esordisce con tipici modi di dire fiorentini sembrando addirittura un
toscano. Ma il suo pezzo forte è l’imitazione di Gianpiero Galeazzi che
è praticamente perfetta. Quando parte l’imitazione manda in visibilio i
presenti, Raffaele in particolare, che, soprattutto durante le cene lo
aizza per farci sentire la voce di Bisteccone. E’ incredibile.“E andiamo a vincere!!!!”.
Marro è così, un fiume in piena che ti
travolge.
Se il gioco della partita è scadente
trova il modo per farci divertire, se le cene sono moscie si improvvisa
stornellatore e con la chitarra (che non sa assolutamente suonare) si
accompagna nel suo delirio “dialettal-etilico”.
“Benvenuti a stì frocioni....belli grossi e
capoccioni!!!!”
Sembra ineusauribile ma anche lui è
umano. In alcuni momenti di particolare spossatezza si va spegnendo
progressivamente fino a sembrare quasi apatico, insensibile alle
sollecitazioni esterne. Questo capita perchè è un istintivo e vive le
emozioni intensamente e con difficoltà riesce a sopraffarle.
Per farvi un esempio calcistico:
MARRO NON VEDE LA PARTITA, MARRO E’ LA
PARTITA.
Sicuramente dimentico molte cose ed
altri aspetti particolari, ma non posso descrivere una persona
completamente. Posso solo dire che in lui ho trovato un “degno compare”
nel vedere le partite della Fiorentina e che sono felice di averlo come
amico.
GRAZIE MITICO!!! MA VAFF.....!!!!
EH EH EH!!
Lorenzo
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21/10/2003 -
II° PUNTATA
LO SPACCIATORE
PAZZO DI LEI
…E’ facile essere tifoso viola?
Voi ve lo siete mai chiesto??
BEH , io si e la risposta non è poi così
scontata ma è SI , non è per nulla difficile Amare chi ti da emozioni
così grandi!
E’ vero ho solo poco più di vent’anni non ho
visto ne scudetti ne coppe europee e neppure ricordo l’82 ma i ricordi
sono comunque belli.
La prima volta a vedere la Fiorentina andai a
S.Siro con Marro “incredibile” vincemmo tre a zero , grazie e
arrivederci!
Il ricordo più bello di quella volta rimarrà
indubbiamente il settore ospiti che con l’arrivo del treno speciale si
allargava a tutta la curva del primo anello e nel secondo tempo la
punizione di Bati che sparava la palla nel sette proprio dove già
esultavano due pazzi(il Marro e lo Spacciatore).
Anni dopo, ancora, in semifinale di coppa
Italia ,sempre a Milano ma contro l’inter ma andai con “amici”
interisti ed ero in curva Boys dietro ad un cartello con Bati in croce
!non potrò esultare se si segna , pensai prima della partita , e allora
presi le figurine e le misi in tasca !!!due a zero e le figurine strette
tra le mani ad ogni gol!
Quell’anno si vinse la coppa a Bergamo e poi di
corsa a Firenze … erano le 3:30 e il Franchi era ancora super pieno
!!!!!
(AVEVI RAGIONE EGIO ABBIAMO FATTO BENE ) il
mese di punizione per aver fatto quella cosa da folli passò in fretta
con il cerchiolino cucito addosso!!
E ancora tante belle scene di vittoria ,e di
sofferenza … “come oggi a Milanello quando è arrivato RUI …
Perché sei a Milano ?
Per salvare quello che resta da salvare in
Firenze o per i soldi?
… no scemo non è vero chiedi scusa , il Tuo Rui
è qui perché ha la possibilità di prendersi qualche soddisfazione e poi
ora è ancora giovane è meglio fare un po’ di soldi per pagare le
cambiale ed evitare di affondare , e se si affonda almeno i gioielli
sono salvi…(i campioni come Rui sono un patrimonio comune ) BRAVO E
GRAZIE , sono venuto nel cuore dei milanisti per dirti grazie …di tutte
le sciarpe che ti sono state date quando ho allungato la mia mano il
sorriso che mi hai regalato mi è sembrato più bello di quelli che
concedevi ai nuovi tifosi!
E’ VERO CONTA POCO , MA LA SCIARPA DEL MILAN
CHE AVEVI AL COLLO ADESSO ERA QUASI NASCOSTA DALLA MIA … E QUELLA DEGLI
ALTRI TIFOSI ROSSONERI LE STRINGEVI solo IN MANO ….ora caro Manuel però
ti conviene toglierla -pensai- di Baggio ne basta uno e poi non lo
meriti di prendere fischi i Milanisti non sono i Fiorentini che vivono
per dare affetto ai LORO gigliati , e poi lo Zio Fester s’incazza!
SARA’ …
MA QUEL GESTO
AGLI OCCHI DI UN ROMANTICO
E’ UN ATTO D’AMORE!
MILANELLO
2001
Lo Spacciatore
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13/10/2003 -
Presento lo Spacciatore
Lo Spacciatore mi ha chiesto gentilmente di
introdurlo in questo mondo magico del web, ebbene, è difficile per me
farvi un quadro esaustivo di questo simpatico personaggio. Non bastano
poche righe per descrivere una persona così particolare. Forse la
maggior parte di voi si sta chiedendo come mai di un nome così
altisonante: “Lo Spacciatore”.
Non è proprio quanto di meglio ci sia nell’immaginario collettivo.
Inoltre non ci è dato sapere dei suoi abituali costumi.
Senza ombra di dubbio posso affermare che il suo
aspetto fisico ricorda sì quello di uno Spacciatore, ma solo con
determinati abiti addosso e sotto la luce notturna di particolari sere
invernali. L’abito non fa il monaco! (Ma qualche volta potrebbe...vero
Fabio? Ndr)
Dovete sapere che il nostro possiede una giacca
di pelle nera stile “Matrix” e un sacchettino portamonete di
pelle che tiene legato alla cinta dei pantaloni.
Qualcuno al club evidenziando tali particolari,
con pacatezza una sera disse: “Fabio, sembri proprio uno
spacciatore!”, “Dammi 5grammi!”. Da qui il nick che lo rende unico.
Personalmente non lo conosco da molto tempo, ma
abbiamo avuto modo di fare una trasferta a Firenze assieme (per noi sono
tutte trasferte) e di quella domenica di giugno conservo davvero un
ricordo piacevole.
Ho voluto che lui scrivesse qualcosa per me.
Discutendone abbiamo avuto l’idea di proporvi questa sorta di “sotto
rubrica” perchè lui ritiene di non aver la costanza per tenerne una sua
propria.
Spero che l’idea piaccia anche a Voi che ci
leggete (ma ci leggete?) anche perchè dai suoi pezzi scaturisce la
poliedricità del suo carattere.
Di Fabio o dello Spacciatore? Mah! Decidetelo
Voi stessi.
Masticabrodo
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CHI E’ Lo Spacciatore?
BEH , di
sicuro Masticabrodo vi racconterà qualche cosa su di me, e visto che
anche io sono curioso di sapere cosa dice , mi limiterò , ad un proforma
… DICIAMO UN SEMPLICE SALUTO DI INTRODUZIONE.
Il mio nome
di battesimo è Lo Spacciatore ma da sempre vengo chiamato Fabio , o vice
versa!
Nasco in
quel di Busto Arsizio in un torrido Sabato di Agosto alle porte del
nuovo millennio…
Cresco e mi
accorgo di essere un bambino diverso …. Non culo ma Fiorentino !!!(che
però di inculate se ne è prese anche noi a volte)mio cugino gobbo mi
regala a sei anni la maglia di Dunga e mi dice , mio papà non vuole ma è
fortissima questa squadra !!! in quell’anno incontro Luca MERLO , un
nome una garanzia , viola da generazioni … la scuola calcio è meno
difficile se sei amico del bambino più forte (che è pure tuo fratello di
fede)le medie passano , le superiori in Piemonte un po’ meno (13 gobbi
su 14) poi l’anno a Suno a giocare ,maglie bianco-ner… ,per fortuna sono
portiere e la mia maglia era tutta bianca!
Ora , la
piena consapevolezza del dono che il calcio mi ha dato sono tifoso Viola
e probabilmente lo so da sempre da quando i miei andavano a vedere
Antognoni in ritiro con la Fiorentina a Madonna di Campiglio nel luglio
di quell’estate calda che mi vedeva nascere circa un mese dopo.
A te
masticabrodo …. Introduci come merita il mio angolo!
IL VOSTRO SPACCIATORE
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13/10/2003 -
Troppa grazia
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Mercoledi
08 ottobre 2003 |
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Pescara - Fiorentina |
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Questa volta non c’è la tv e seguiamo la differita
di Fiorentina.it.
La connessione a internet del ns. Presidente è a
56k. La partita per noi è durata 150 minuti (per questo differita)!
Che strane sensazioni! L’audio di Guetta che va e
viene, più va che viene a dire il vero. Forse è meglio così. Non c’è
modo peggiore di soffrire. Cavasin è ritornato all’antico schierando
Maspero, Ripa, Cherubini. Anche se dai primi commenti sembra che
giochino meglio, piano piano, traspare più la volontà del Pescara di
fare il risultato. Una costante e inesorabile pressione fino al palo
clamoroso. Cejas sugli scudi, Riganò che predica nel deserto e Graffiedi...beh...Graffiedi....
Nel secondo tempo la musica non cambia, mi aspetto
il peggio. Ormai non seguo più in internet la partita, la “guardo” sul
televideo provando le stesse emozioni fino a quando sento una voce
sommessa proveniente dalla stanza attigua che esclama: “Cazzo! Rigore
per il Pescara!”.
Passo 5 minuti da incubo, le parole di Guetta
arrivano mozzate, nello stesso istante oltre 5000 persone aggiornano la
pagina ed “impallano” 5000 computer sparsi per il mondo, noi al club
smadonniamo alla grande. Marro è sconsolato e prevede lo svantaggio e la
conseguente sconfitta. Si sbaglia perchè il qualcuno che calcia il
rigore è troppo preciso e lo stampa sul palo! E non contento, lo
ribadisce sul palo! Ri-palo! Ancora non ho capito cosa esattamente sia
successo, poco importa, conta la sostanza! Appunto! Lucarelli viene
mandato anzi tempo sotto la doccia, prima o dopo il rigore? Boh!
Fine! Pareggio! Alè! Un punto guadagnato! Tutti
felici e contenti prendono le proprie giacche salutano e si dileguano
nella notte verso le loro dimore.
Io no, stordito, faccio spendere gli ultimi
spiccioli ad Ettore e mi soffermo a leggere i commenti del popolo viola
alla partita appena conclusa. Il più bello è senz’altro questo:
CAVASIN – Pescara
“Sono soddisfatto del pareggio. Abbiamo
controllato bene la sfuriata iniziale di 89 minuti del Pescara”.
Ogni commento è superfluo.
Lorenzo
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08/10/2003 - Ho qualcosa da raccontare sulla Fiorentina... |
Giorni
fa ho chiesto al mio babbo di scrivermi qualcosa sul suo rapporto con la
Fiorentina, qualsiasi cosa purchè gli venisse instintivamente. Mio padre è
un grandissimo tifoso viola, ha inculcato la fede a mio fratello ed a me.
E’ abbonato in Fiesole da anni perchè dice che solo lì va la gente che
capisce di calcio. Ne ha viste tante di Fiorentine e con orgoglio ogni tanto
ci ricorda che lui di scudetti
ne ha vinti 2, perchè lui c’era, era abbonato. La squadra del primo
scudetto ancora oggi gli fa venire le lacrime agli occhi, il suo idolo era
“Pecos Bill” Virgili. E L’ 11 maggio 1969 era a Torino per
Juventus-Fiorentina 0-2, “Quel giorno Lorenzo, prima che tu fossi nelle
mie intenzioni, la Fiorentina ed io con lei vincemmo il nostro secondo
scudetto!”. Credo, tutto questo renda l’idea della sua sconfinata
passione per i viola. Vi propongo quindi
le poche righe che mi ha inviato da pubblicare nella mia rubrica.
Vogliate scusarmi se non sono di vs. interesse ma questo è mio padre e
anche per questo non smetterò mai di volergli un mondo di bene. E poi la
rubrica e mia e me la gestisco come voglio!
Lorenzo
“Ho
qualcosa da raccontare sulla Fiorentina...”
Mio
figlio Lorenzo, anche se ora la sua vita e il lavoro lo hanno portato (si fa
per dire) lontano da Firenze, è, e rimane un tifoso D.O.C. della nostra
squadra. (Incluso anche l’altro mio figlio maggiore Francesco).
E’
bene ricordare che per un “fiorentino” ci sono due o tre cose
fondamentali per le quali si fa (ri) conoscere quand’è in giro per il
mondo:
la
“C” aspirata; la classica frase “o’ bischero!”; e se possiede una
camicia, una maglietta, un cappellino, distintivo o qualcos’altro questi
è esclusivamente di colore viola!
Infine
quando ricorda la Mamma, ma non la propria...con
espressioni...beh...colorite...
Per
quanto riguarda la nostra viola, io, ormai over65, posso ben dire che la
squadra riempie al 50% la mia vita quotidiana. Leggo la pagina sportiva dei
giornali solo se reca notizie della squadra ed ascolto le varie trasmissioni
radio locali che danno in continuazione notiziari sulla Fiorentina.
Per
me è un attestato di fede che non tradirò mai.
Essendo
stato presente, posso ben dire di aver visto i nostri tifosi (io stesso)
piangere di sconforto quando siamo caduti in serie B nel ’93, e piangere
di contentezza nel giorno della nostra resurrezione (promozione in C1).
Il
popolo viola non ha eguali.
Allora,
avanti, e comunque sempre come dice il nostro inno: “nell’ora di
sconfitta o di vittoria....”
Roberto
C.
(viola
da sempre e babbo di Lorenzo)
P.S.
in verità Lorenzo mi aveva sollecitato a scrivere qualcosa di più forbito:
ma
sulla Fiorentina non si scherza! Ok?
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07/10/2003 - Longo ci
voleva |
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Sabato 04 ottobre 2003 |
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Salernitana-Fiorentina
Piove
a dirotto con tuoni e fulmini, sono in leggero ritardo come sempre e
sono raffreddato.
Non
ho il tempo di varcare la soglia del club che partono imprecazioni da
parte dei presenti. Sono passati 4’ e siamo già sotto di un gol. Per
fortuna non l’ho visto.
E’
una serata strana, malgrado il numeroso pubblico (grazie per esser
venuti in tanti) non si respira l’atmosfera di settimana scorsa. La
Fiorentina è spenta, io non ho entusiasmo e non sento la partita.
Inoltre, nei primi minuti sento la mancanza del mio compagno di
avventura Marro perchè anche lui è in ritardo.
Lui
ed io viviamo di fatto una partita tutta nostra, in disparte, lontano
dagli altri in un punto della sala che chiamiamo “curva” (abbiamo
un’ immaginazione fertile). Imprechiamo, soffriamo e per la maggior
parte del tempo rompiamo le balle a tutti con i nostri cori. Però con
lui sono 90 minuti e oltre di risate vere. Un delirio.
I
nostri non pareggiano, non ce la fanno perchè il gioco è lento,
prevedibile e tutto su Riganò. Cavasin dovrà inventarsi qualcosa
oppure dovrà aspettare qualche nuovo acquisto che sicuramente arriverà.
Di
calcio vero non se ne vede. In compenso vorrei i segnalare i comportamenti in campo di due giocatori della
Salernitana. Quello professionalmente corretto di Longo e quello
provocatorio e scorretto di Di Vicino.
Il
primo un autentico leader in campo anche nel mediocre contesto
salernitano. Bravo sia tecnicamente che tatticamente. Mi chiedo se
davvero non potevamo tenerlo anche quest’anno dopo aver apprezzato, si
fa per dire, le prodezze di Manfredini (è lui o suo fratello?) ed
Helguera (chi l’ha visto?).
Il
secondo, pur non discutendo le qualità tecniche, un autentico
provocatore, la cui lingua è in perenne movimento. Non fa altro che
imprecare e lamentarsi, dare calcetti e spinte a chi lo marca anche a
pallone lontano. Finge un collasso in campo dopo nemmeno esser stato
sfiorato. Rantola a terra facendo credere a tutti di avere i crampi,
guarda caso dopo aver perso banalmente un pallone in attacco, salvo poi
riprendersi miracolosamente per poter zampettare felice come un grillo
al triplice fischio finale. Spero tanto in cuor mio che la carriera di
questo moderno Lazzaro possa toccare con la Salernitana il suo apice
agonistico.
Fair
play? Di Vicino non conosce l’inglese.
Chi
la fa l’aspetti caro Di Vicino, dovrai venire a giocare anche a
Firenze e tutta la curva sarà lì ad aspettarti a braccia aperte.
Lorenzo
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30/09/2003 - Piccoli club crescono |
Forse a qualcuno di voi è sfuggito un importante dettaglio nei giorni
scorsi.
Mio fratello Francesco è il responsabile di tutto quello che vedete
(soprattutto guardate la sciarpa che ha in mano Prizio).
Le
foto sono liberamente tratte dal sito di tutti i tifosi viola:
www.fiorentina.it
Vi
allego anche il messaggio lasciato da mio fratello con risposta di Stefano
Prizio il direttore del giornale on-line.
Grazie France.
Lorenzo
Il Presidente viola Salica in visita nella nostra redazione
Ecco le fotografie della
visita del Presidente della Fiorentina Gino Salica nella redazione di
fiorentina.it. Una gradita sorpresa e un gesto di simpatia verso i migliaia
utenti del sito storico dei tifosi viola...
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23/09/2003 21:13:43
Francesco,
Castiglione Olona |
Caro Prizio,
stai proprio bene e in forma....ma la sciarpa in bella mostra con Salica è
quella che ho portato io lo scorso agosto in visita alla redazione. Presente
Marco dall'Olio. Almeno un cenno sul fatto che ero venuto..... Cmq i miei
complimenti al presidente Salica..sempre un gran signore. Un saluto Viola,
Francesco Castiglione Olona (VA) Consigliere Viola Club UNIONE VIOLA
LOMBARDIA Si infatti l'abbiamo scelta
aspposta perchè è di un Violaclub lontano come il vostro...Un saluto Viola.
S.P.
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30/09/2003 - Intimità viola |
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Sabato 27 settembre 2003 |
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Fiorentina-Piacenza |
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Stasera è tutto nuovo, tutto diverso, c’è una
novità importante dell’ultima ora.
Sky ci porta la Fiorentina in casa nostra.
Grazie Sky, grazie Fiorentina.
Arrivo tardi all’appuntamento televisivo della
nuova Fiorentina (quando mai sono puntuale?) che in campo sta già
tirando le prime pedate al pallone. Ho appena il tempo di salutare
tutti i presenti, di farmi un caffè, sedermi, accendermi una
sigaretta che prendiamo un bel golletto. Iniziamo bene!
Penso seriamente di andarmi a fare una partita
a spider con Silvia.
Ma stasera è tutto nuovo, tutto diverso.
Mi piace l’atmosfera del club , tutti riuniti
attorno alla tv, pochi e pertinenti i commenti, poche imprecazioni
malgrado lo svantaggio e un’aria da salotto bene con una debole luce
che rende il tutto più intimo, più romantico, più raccolto e caldo.
Malgrado sotto di una rete la partita è più che
piacevole e tutti confidiamo nel pareggio. Che arriva alla seconda
sigaretta. Rigagol gela con tocco di fino la retroguardia emiliana.
Tripudio e consapevolezza che è stra-meritato.
Mi rilasso e mi concedo una coca-cola.
Il secondo tempo è un autentico assedio al
fortino del Piacenza, ogni azione è un sussulto. Traversa clamorosa!
Miracolo di Cejas su contropiede ospite. Ma il vantaggio lo
meritiamo noi e infatti, arriva prepotente e liberatorio. E’ ancora
lui Rigagol! Scoppia il delirio, parte un boato, manco fossimo allo
stadio, urliamo e ci abbracciamo tutti...
GOOOOOOOOOLLLLLLLLL!!!!!!!GOOOOOOLLLLL!!!!!!!!!!
BELLO.
Gli ultimi minuti sono una sofferenza, io non
ho il coraggio di parlare, mi sento gelare il sangue nelle vene ogni
volta che vedo Cejas uscire dai pali. Il Piacenza in 10 chiude
all’attacco ma non riesce a pareggiare. Prima vittoria in serie B,
siamo a 6 punti. Cavasin respira, noi siamo felici per lui e della
prestazione convincente della squadra.
Cejas è matto come un cavallo, il capitano è il
capitano e Riganò è un grande.
Venite al club vi divertirete, da stasera è
tutto nuovo, tutto diverso...
Lorenzo
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30/09/2003 -
Sorpresa , sorpresa ... |
Ho avuto una settimana dura a causa del lavoro,
sono stato molto in giro ed ho fatto molti km. Venerdì pomeriggio, ore
18 c.ca, do un’ultima occhiata alla posta elettronica per vedere se ci
sono delle ultime sorprese lavorative, di quelle che ti fanno pensare al
lavoro anche nel week-end, fortunatamente nella casella “posta in
arrivo” non ricevo niente.
Distrattamente clicco si Internet Explorer, vado
nei preferiti e seleziono fiorentina.it. Inizio a raccogliere i miei
documenti e li vado ordinando sulla scrivania, la pagina richiesta viene
visualizzata sul monitor. La mia attenzione si sposta d’un tratto su una
scritta in grassetto viola: “Trovato
l’accordo con Sky. La Fiorentina in diretta già da domani sera col
Piacenza”.
Sono percorso da un brivido per tutto il corpo, è
la notizia che aspettavo dall’inizio del campionato e che aspettavano
tutti i membri del nostro club.
Per dei tifosi viola fuori sede come noi, è una
manna dal cielo.
La tv ci proietta direttamente a Firenze e in
trasferta che sia Trieste o Palermo pur rimanendo seduti in poltrona!
Certo, non è la stessa cosa che vivere la partita
allo stadio, non c’è la stessa emozione, anche se rumorosamente facciamo
il tifo i nostri giocatori non possono sentirci, ma è anche vero che
contenendo la spesa possiamo vedere la nostra squadra ed in più perdiamo
(o sfruttiamo) solo 2 ore del nostro tempo contro le 10 (di media) per
andare/tornare da Firenze.
Non voglio però qui discutere chi, malgrado la
lontananza, ha deciso di abbonarsi alla Fiorentina e di andare in
trasferta tutte le domeniche. Sono scelte personali, sicuramente
ponderate e le rispetto con vera ammirazione.
Voglio solo precisare che con questo accordo tv da
oggi il nostro club inizia ufficialmente il proprio campionato trovando
finalmente tangibile la sua ragione di esistere.
Per cui vedete di
venire a vedere la vostra squadra al club!
Siamo viola anche noi
e l’orso non vi mangia mica!
Forza Viola!
Lorenzo
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